Napoli in 3 giorni: il nostro itinerario

Seduto sul muretto della scalinata che da San Martino scende fino ai Quartieri Spagnoli, guardo Napoli nella sua totalità.

Qui non arrivano il rumore dei motorini, né le urla dei pescivendoli del mercato, non c’è il caos cittadino come musica di sottofondo.

Napoli da qui è una gigantesca tela di chiese e cortili, palazzi e strade sulle quali incombe il Vesuvio. E’ strano da dire, che un vulcano trasmetta sicurezza, no? Però sembra proprio così.

Una sicurezza che viene meno quando, girovagando per i vicoli del centro storico, senti alle tue spalle il rombo di un motorino. Sono una presenza costante, a volte veri e propri missili guidati da tredicenni, a voler essere ottimisti.

Napoli non ha due facce, ne possiede cento, mille, come i suoi tesori: il Chiostro di Santa Chiara, San Domenico Maggiore, i palazzi del Rione Sanità e quello di San Gennaro, di un valore inestimabile.

E che dire dei suoi profumi e dei suoi sapori? Se chiudo gli occhi possono sentire l’odore di pane appena sfornato, del bucato steso fra le pareti dei palazzi dei Quartieri Spagnoli.

Napoli è una continua sollecitazione dei sensi, una costante stimolazione delle emozioni: ti meravigli di fronte all’incommensurabile bellezza del Cristo Velato, ti arrabbi nel vedere il degrado e la sporcizia che riempie i vicoli del centro storico, ti indigni di fronte alla spavalderia con la quale ragazzini imberbi se ne fottono della polizia e dell’esercito.

Napoli è una carta sporca e a nessuno gliene importa, cantava Pino Daniele, Napoli è una città che non va vista, ma va vissuta nella sua completezza, scendendo a compromessi con i propri timori. Se lo farete, se scenderete tra le sue strade senza preconcetti, porterete a casa con voi qualcosa che nessun’altra città al mondo può regalarvi.

Napoli si odia o si ama.

Amatela e lei vi amerà, “schifatela” e vi maltratterà.

Sul lungomare Caracciolo

NAPOLI IN 3 GIORNI, PASSO A PASSO

Ci sono mille modi di raccontare una città: il modo migliore per farlo di Napoli, secondo noi, è portarvi a spasso per i suoi vicoli e palazzi.

3 giorni suddivisi in tappe per cercare di ottimizzare i tempi, per scoprire Napoli passo a passo.

E’ ovvio che in così poco tempo non si può vedere e capire tutto, occorre fare delle scelte, tuttavia un weekend lungo è un buon compromesso per “assaggiare” l’anima di Napoli!

Allora pronti, trolley….VIA!

GIORNO 1

Dalla poesia delle maioliche del Chiostro di Santa Chiara alle botteghe artigiane dei presepi di San Gregorio Armeno; dalla magia che lascia increduli del Cristo Velato al tramonto sul lungomare Caracciolo, passando per la migliore pizza, il miglior caffè e la migliore sfogliatella di Napoli.

Il primo giorno è dedicato al centro storico di Napoli e ai suoi tesori, ai suoi personaggi illustri e ai suoi sapori straordinari.

PASTICCERIA SCATURCHIO

Bisognerebbe avere a disposizione il teletrasporto per venire da Scaturchio ogni mattina e assaggiare le sue sfogliatelle eccezionali e il caffè servito nella tazzina bollente.

Dopo questa iniezione di zuccheri e energie positive, siete senza dubbio pronti per andare alla scoperta di Napoli!

La sfogliatella divina di Scaturchio

CHIOSTRO DI SANTA CHIARA

Ognuno di noi cerca il suo posto nel mondo, io se fossi nato a Napoli probabilmente avrei sognato una casetta a due passi dal Chiostro di Santa Chiara.

C’è qualcosa di magico in questo posto, qualcosa che ti mette in pace con tutto il resto.

Vincenzo, un amico che a Napoli è cresciuto prima di approdare a Modena, dice che un tempo i viali maiolicati venivano percorsi dagli studenti che si recavano alla facoltà di lettere e filosofia.

Così “tagliavano” il percorso, la strada era più breve e più tranquilla, nel chiostro non si rischiavano nemmeno i furti.

Oggi l’accesso non è più libero, bisogna pagare un biglietto (6 Euro), ma come si dice l’esperienza vale tutti i soldi spesi.

Alle 9,30, all’apertura dei cancelli, ci siamo fiondati dentro e abbiamo trovato l’ambiente ideale: pace, tranquillità e tutto intorno lo spettacolo delle maioliche che lo rendono unico al mondo.

La Basilica di Santa Chiara invece si visita gratuitamente e rappresenta la semplicità, l’essenzialità: così come Santa Chiara, che si era privata di tutti i suoi averi per dedicarsi alla preghiera.

Il Chiostro di Santa Chiara, un luogo magico di Napoli

CHIESA DEL GESÙ NUOVO

Pochi metri separano la Basilica di Santa Chiara dalla Chiesa del Gesù Nuovo, ma un abisso le differenzia dal punto di vista degli interni.

La Chiesa del Gesù Nuovo è un concentrato incredibile di pitture e sculture barocche, cosicché ovunque si nota una ricchezza di materiali e particolari da rimanere incantati.

La cosa che ci ha più colpito è stata però la zona riservata ad un vero eroe partenopeo: Giuseppe Moscati, il medico dei poveri.

La sua storia è tutta da scoprire, la cappella a lui dedicata piena di citazioni commoventi e c’è pure un’area dove sono custodite le sue prescrizioni.

Tra le tante, una in particolare colpisce: non bisogna mangiare carne quando si ha l’emicrania.

SAN GREGORIO ARMENO

L’arte presepiale partenopea concentrata in una sola, incredibile via.

Se durante il periodo natalizio passeggiare tra le statuette ha un fascino indiscutibile, negli altri momenti dell’anno potrete comunque godere di più tranquillità e ammirare con calma i capolavori dei maestri artigiani.

Da juventino “infiltrato” ho riso davanti ad un Higuain cornuto, ma gli spunti per divertirsi sono innumerevoli!

UNA PIZZA DA DONNA SOFIA

L’ora di assaggiare la pizza più buona del mondo, la vera pizza napoletana è arrivata: dopo un’attesa di circa 20 minuti (è il minimo sindacale, preparatevi!) e una mozzarella in carrozza tanto per gradire, ci siamo finalmente seduti da Donna Sofia, in Via dei Tribunali.

Col senno di poi, possiamo assicurarvi che questa è la migliore pizza che abbiamo assaggiato qui a Napoli!

Ovviamente vogliamo anche il vostro parere!

Non vi viene voglia di mordere lo schermo??? 🙂

CAFFÈ AL BAR NILO

Per le sfogliatelle c’è il posto giusto, per la pizza anche…e per il caffè? Beh, non dovete assolutamente perdervi quello del Bar Nilo!

Noi ci siamo tornati ben tre volte, in una occasione abbiamo fatto apposta una deviazione per venire qui, al cospetto di sua maestà Maradona!

Nel bar infatti c’è un piccolo tempio dedicato al grande numero 10 che ha fatto innamorare e piangere i napoletani: ci troverete anche le lacrime!!

Aldilà dei tanti aspetti folcloristici che contraddistinguono il Bar Nilo, il caffè qui è un’arte, un momento mistico in tazza bollente.

L’altare dedicato a Maradona nel Bar Nilo

IL CRISTO VELATO

Ci avevano parlato di file chilometriche, di tempi di attesa biblici ripagati da una visione che rimane impressa nella mente.

Per nostra fortuna, in attesa non c’era proprio nessuno e dopo aver acquistato i biglietti (7 Euro) nell’ufficio a fianco della Cappella di Sansevero, siamo subito entrati nel museo.

Il Cristo Velato è posto al centro della navata e tutt’intorno ci siamo noi, incantati da questa scultura che sembra reale, sofferente nella sua agonia, protetta da un sottile velo di magia pura.

Non ci sono parole per descrivere questa Opera d’Arte, forse la più incredibile che abbia mai visto!

Nella cappella ci sono tanti altri capolavori, ma nessuno può reggere il paragone. Non si possono fare foto.

VIA TOLEDO FINO A PIAZZA DEL PLEBISCITO

La via dello shopping di Napoli, assieme a Via Chiaia, conduce direttamente a Piazza del Plebiscito, dove verso sera va in scena uno spettacolo di colori tra le colonne della Basilica di San Francesco da Paola.

Nello spettacolare scenario di una delle piazze più belle d’Italia, abbiamo avuto il privilegio di assistere a questi momenti con in sottofondo l’inno di Mameli.

Piazza del Plebiscito: le colonne della Basilica di San Francesco da Paola si illuminano durante l’inno di Mameli

PASSEGGIATA SUL LUNGOMARE CARACCIOLO

Verso il tramonto, fare una passeggiata sul lungomare Caracciolo mette in pace con il mondo.

Il Vesuvio è un’attrazione fatale, si rimane incantati dalla sua presenza e la cosa migliore da fare è sedersi ed ammirare il panorama, assolutamente romantico.

Sul lungomare Caracciolo, aspettando il tramonto

MOVIDA IN PIAZZA SAN DOMENICO E DINTORNI

La notte a Napoli è sempre giovane, grazie ai suoi tanti universitari e agli innumerevoli locali vicini alle facoltà di lettere e filosofia.

Il nostro appartamento era esattamente a cinque minuti da via Mezzocannone, la via che collega Corso Umberto I a Piazza San Domenico Maggiore, che ospita diversi localini dove fermarsi per una birra.

Nelle vicinanze della Piazza abbiamo trovato un locale molto carino, il Museum Shop & Bar.

Oltre ad una mostra fotografica permanente di Luciano De Crescenzo, che racconta la Napoli di una volta, ci siamo goduti un concerto dal vivo in una location molto bella!

L’interno del Museum Shop&Bar, a due passi da Piazza San Domenico

GIORNO 2

Oggi si sale in alto con la funicolare Montesanto, per ammirare Napoli da una posizione privilegiata, passando prima per un mercato rionale e da un bar che ha fatto i conti con la camorra. Per guadagnarci la meritata pizza fritta della “Figlia del presidente”, faremo un po’ di trekking urbano sulla Pedamentina di San Martino, poi nel pomeriggio passeremo a salutare il santo più amato di Napoli, San Gennaro. E il tramonto? Beh, continuate a leggere e lo scoprirete!

BAR ANTONIO SECCIA

Stamattina andiamo a fare colazione nel bar di Antonio Seccia, in Via Monteoliveto: il titolare nel 2009 si era ribellato alla richiesta di pagare il pizzo e la Camorra, per tutta risposta, aveva dato fuoco al locale.

In poco meno di due mesi Antonio ha riaperto la sua attività, con grandi sforzi e sacrifici, e oggi allieta il palato degli avventori con cornetti spettacolari e soprattutto un caffè spaziale!

Ci vorrebbero sempre più persone con il suo coraggio: bravo Antonio!

Cartello contro le mafie

MERCATO DELLA PIGNASECCA

Sulla strada per Piazza Montesanto, dove abbiamo in programma di prendere la funicolare, ci si imbatte in questo mercato rionale da non perdere.

Alla musica neomelodica trasmessa in filodiffusione si uniscono le urla dei pescivendoli, che mettono in mostra quanto di meglio il mare possa offrire.

Frutta, verdura, cianfrusaglie e i palazzi dei Quartieri Spagnoli con i panni stesi: il mercato della Pignasecca è un angolo di Napoli caratteristico e vivace.

Uno dei banchi del pesce del mercato rionale di Pignasecca

FUNICOLARE MONTESANTO

Grazie alla funicolare Montesanto, in funzione dalla fine del 1800, si raggiunge in poco tempo il ricco quartiere del Vomero, nella parte alta della città.

Salendo tra i palazzi della città si scoprono poco a poco cortili, cupole di piccole chiese, facciate di palazzi trasformate in gigantesche tele colorate.

Dopo appena due fermate, scendiamo al capolinea, la stazione di Morghen: da qui con una breve passeggiata si raggiunge Castel Sant’Elmo e il piazzale della Certosa di San Martino.

BELVEDERE DI SAN MARTINO

Ed eccoci qui, al Belvedere di San Martino, ad ammirare questa meravigliosa città dall’alto in tutto il suo splendore.

Da qui Napoli sembra placida, una tranquilla città adagiata sulla collina digradante verso il mare che l’abbraccia.

Non c’è la confusione, il caos cittadino; non ci sono distrazioni, lo sguardo è completamente rapito da questa visione d’insieme, dove il Vesuvio è il pezzo forte, l’elemento dominante.

Come un fratello maggiore, sembra proteggere Napoli.

Sul muretto del Belvedere di San Martino

PEDAMENTINA DI SAN MARTINO

Con gli occhi sognanti (e stando attenti ai vetri delle bottiglie rotte!) scendiamo gradualmente verso la città, lungo la scalinata che collega il belvedere ai Quartieri Spagnoli.

La Pedamentina di San Martino è il modo migliore per fare del sano trekking urbano: ad ogni curva si apre uno scorcio nuovo su Napoli!

In un silenzio delicato, si attraversano borghetti di case, piccoli vigneti, fino a raggiungere Spaccanapoli, la strada che idealmente divide la parte nord della città da quella sud.

La Pedamentina a San Martino

PIZZA FRITTA DALLA FIGLIA DEL PRESIDENTE

Camminare mette fame e quando sai che puoi mangiare la migliore pizza fritta del mondo, aumenti anche il passo!

Piccola avvertenza: questa specialità è tanto buona quanto pesante!

Alla pizzeria “La figlia del Presidente” potrete assaggiare la migliore versione partenopea della pizza fritta!

Da provare assolutamente la pizza fritta dalla Figlia del Presidente!

IL DUOMO DI NAPOLI E IL TESORO DI SAN GENNARO

Una vacanza a Napoli senza passare a trovare San Gennaro è come andare dai parenti per pranzo e rifiutare la portata principale. Vedete un pò voi…in più l’ingresso è gratuito!

Scherzi a parte, il Duomo è bellissimo e se riuscite ad aggregarvi ad un gruppo di studenti in visita coi professori, scoprirete perché il tesoro di San Gennaro ha un valore inestimabile.

La ricchissima collezione di gioielli e manufatti, gestita da un ente laico, è da sempre di proprietà dei napoletani.

Una delle bellissime cupole del Duomo di Napoli

LA MADONNA CON LA PISTOLA DI BANKSY

Banksy è uno dei nostri street artist preferiti: il mistero che avvolge la sua identità è paragonabile al genio delle sue opere, sparse per tutto il mondo.

Che sia o meno il fondatore dei Massive Attack, come ipotizzato in più occasioni, la sua “Madonna con la pistola” in Piazza Gerolomini vale la pena di essere vista in ogni caso.

Anche perché, per quanto ne sappiamo, è l’unica presente in Italia fatta per mano sua!

Come sempre dietro le sue creazioni si cela una denuncia sociale.

La Madonna con la pistola di Banksy, in Piazza Gerolomini

IL MASCHIO ANGIOINO

Prima di raggiungere Castel dell’Ovo è d’obbligo una tappa davanti al Maschio Angioino, uno dei simboli della città.

Non abbiamo visitato il museo civico al suo interno, ma se siete appassionati d’arte sappiate che qui troverete diversi dipinti raffiguranti Napoli, di diverse epoche storiche.

TRAMONTO A CASTEL DELL’OVO

Uno dei nostri momenti più romantici a Napoli: il tramonto dalla sommità di Castel dell’Ovo.

L’odore del mare, le onde che si infrangono sugli scogli, la costiera amalfitana a fare da sfondo verso sud e i palazzi del lungomare Caracciolo dalla parte opposta.

In lontananza, dietro la collina di Posillipo, il sole si adagia lentamente, creando nel cielo quelle sfumature di magia che restano indelebili nella mente.

Qui più che mai, per chi ama le città di mare, il richiamo dell’acqua è forte e intenso. Ci si sente come trasportati, rapiti, e si dimentica tutto il resto.

Tramonto a Castel dell’Ovo

MOVIDA DI PIAZZA BELLINI

Stasera ci spostiamo verso Piazza Bellini e dintorni, una zona piena di locali dove bere una birra e assaggiare un cuoppo! Cosa sono i cuoppi? Coni di cartoncino ripieni di verdure, pesce, carne…insomma qualsiasi cosa possa essere fritta!

Il cuoppo più buono l’abbiamo trovato alla Passione di Sofi!

Il cuoppo con le verdure fritte della Passione di Sofi, in Via Toledo.

GIORNO 3

Terzo e ultimo giorno dedicato ad un itinerario che si sviluppa partendo dal centro storico e si conclude nel cuore di un quartiere che ha voglia di sentirsi di nuovo vivo: il Rione Sanità. Palazzi meravigliosi, che racchiudono storie e misteri; street art per nuove speranze e botteghe artigiane per la tradizione. Una Napoli verace, vera, da vivere fino in fondo.

Poi il tramonto a Posillipo, che non può essere descritto con le parole.

CHIESA DI SAN DOMENICO MAGGIORE

Forse la chiesa più affascinante ammirata durante la nostra vacanza, San Domenico Maggiore si trova nel cuore del centro storico di Napoli.

La pasticceria Scaturchio è proprio dall’altra parte della piazza, quindi vedete voi come iniziare la giornata…

L’interno è illuminato dai raggi del sole che, attraversando delle meravigliose vetrate in mosaico, creano effetti ottici indescrivibili.

La navata centrale al momento è interessata da lavori a seguito di un violento temporale che ha fatto cadere dei vetri, ma tutto il resto è visitabile.

L’altare maggiore è uno spettacolo, ma è la cappella dedicata a San Tommaso d’Aquino, che proprio qui a San Domenico insegnava teologia, ad emozionare.

L’ingresso atipico alla Chiesa di San Domenico Maggiore

PALAZZO SPINELLI (VIA DEI TRIBUNALI)

I detti popolari non sbagliano mai e anche in questo caso la frase “non tutti i mali vengono per nuocere” si è rivelata una grande verità.

La pioggia che, birichina, giocava con il sole di Napoli, ci ha fatto rifugiare sotto l’androne di questo palazzo, che altrimenti avremmo evitato.

Non consapevoli della sua bellezza, Palazzo Spinelli ci ha conquistato da subito per il suo cortile a pianta ellittica, unico nel suo genere a Napoli.

Non si potevano fare foto, ma il guardiano del palazzo ci ha lasciato liberi di esplorare la bella scalinata e abbiamo potuto apprezzare meglio l’eleganza delle sculture e degli ambienti.

Sembra che tra le mura di Palazzo Spinelli aleggi anche un fantasma: quello di una donna murata viva per gelosia!

CHIOSTRO DELL’ARCHIVIO NOTARILE DISTRETTUALE

Seguendo il percorso che ci eravamo prefissati per raggiungere il Rione Sanità, un altro cortile ha suscitato la nostra curiosità: quello dell’Archivio Notarile Distrettuale, in Via San Paolo.

Qui abbiamo conosciuto Amedeo, che lavora come guardia giurata, con il quale ci siamo fermati a parlare di tante cose: una chiacchierata piacevolissima.

A lui e alla sua conoscenza dei luoghi più belli di Napoli dobbiamo la visita alla meta successiva, che non era nel nostro programma: l’Ospedale degli Incurabili.

Il chiostro dell’Archivio Notarile, meraviglioso!

OSPEDALE DEGLI INCURABILI

Le preziose indicazioni di Amedeo ci portano così a scoprire altri tesori di Napoli, tutti custoditi all’interno del complesso dell’Ospedale degli Incurabili, che tuttora svolge una funzione di ricovero sanitario.

La bella scalinata che conduce alla Farmacia degli Incurabili, visitabile solo previa prenotazione, è di per sé un’attrazione, ma sono i cortili interni dell’ospedale a nascondere dei veri e propri gioielli del Rinascimento partenopeo. Soprattutto il chiostro, liberamente accessibile, e il bellissimo porticato affrescato da Paul Brill, pittore fiammingo del Seicento.

Si rimane affascinati dalle raffigurazioni ancora perfettamente conservate: alcune si riferiscono a trasmutazioni, altre hanno richiami all’alchimia.

Sempre all’interno dell’Ospedale degli Incurabili, c’è un bellissimo e raro esemplare di albero della canfora, custodito nel cosiddetto “Giardino dei Semplici”.

Nell’orto dove venivano coltivate le erbe mediche, ai piedi del maestoso albero, si narra che spesso si soffermasse il Dottor Giuseppe Moscati, il medico dei poveri amatissimo dai partenopei.

Il bellissimo chiostro interno

LA STREET ART DI VIA VERGINI (RIONE SANITÀ)

Superata la Porta di San Gennaro, che costituisce anche l’ingresso al Rione Sanità, ci avventuriamo lungo Via Vergini, dove ammiriamo dei bellissimi murales.

Il quartiere che diede i natali al grande Totò, negli ultimi anni ha ospitato diversi street artist e ora, grazie a queste bellissime opere, il Rione Sanità ha ritrovato la speranza di rivedere la luce dopo anni di tenebra.

Passeggiando tra gli antichi palazzi e le botteghe del quartiere, si respira una bella atmosfera, vivace e profumata di pane appena cotto.

Prima di abbandonarci ai piaceri del palato raggiungiamo Piazza Sanità, dove altre sorprese ci aspettano.

Murales nel Rione Sanità

PIAZZA SANITÀ

C’è qualcosa di magico, nei murales di Piazza Sanità.

“Luce” è il titolo dell’immenso disco luminoso disegnato sulla facciata del palazzo di fronte alla Chiesa di Santa Maria.

Luce e speranze che sono racchiuse nei volti dei bambini del Rione Sanità, il futuro di questi vicoli malandati ma pieni di storia.

Dall’altra parte della strada, a fianco della chiesa, un’altra bellissima opera riempie di colore la facciata laterale della basilica: Resis-ti-amo, dello street artist Francisco Bosoletti.

La storia che si cela dietro i due ragazzi che si abbracciano è triste ma empia di speranza: sono due giovani che hanno saputo superare le sofferenze della malattia facendo forza sul loro amore, salvandosi.

LA BASILICA DI SANTA MARIA DELLA SANITÀ

La Basilica di Santa Maria ci è piaciuta così tanto che…siamo rimasti chiusi dentro!

La storia delle catacombe di San Gaudioso e le bellissime opere custodite nella cripta ci hanno rapito, tanto da farci attardare più del dovuto.

Il personale, che probabilmente non si era accorto della nostra presenza, ha chiuso i portoni e tanti saluti!

Prima però di svelarvi come siamo riusciti ad “evadere”, vi dobbiamo raccontare ciò che sappiamo della basilica e delle catacombe.

Dovete sapere che i napoletani, da veri imprenditori quali erano, nel corso dei secoli sfruttarono le catacombe come luogo di sepoltura per ricchi e nobili defunti, racimolando così i denari per costruire in superficie e tutt’attorno l’attuale Basilica di Santa Maria.

Così, mentre a Roma le catacombe erano utilizzate come rifugio, Napoli che non vide mai nella sua storia l’ombra delle persecuzioni, sfruttò tutti gli spazi disponibili per un business religioso! Geniali!

Noi invece per uscire dalla basilica abbiamo utilizzato un metodo spiccio e pratico: siamo usciti dalla sacrestia, sfruttando l’assenza di personale. La pizza di Concettina ci stava aspettando, non potevamo guardare in faccia a nessuno! 🙂

PIZZERIA CONCETTINA AI TRE SANTI (CIRO OLIVA)

La pizza da Concettina ai tre Santi è una vera opera d’arte, una pizza gourmet come ama ricordare lo chef Ciro Oliva, che altri non è che il nipote di Concettina.

Una delle specialità della casa è la pizza col cornicione ripieno di salame e ricotta: noi che siamo classici scegliamo invece marinara e margherita (con qualche variante) e la scelta si rivela estremamente valida!

Preparatevi a fare un po’ di fila prima di mettervi seduti: Concettina ai tre Santi è una vera istituzione al Rione Sanità, una tappa di gusto imprescindibile!

La “Margheritissima” da Concettina ai 3 santi: pomodoro fresco, mozzarella di bufala, basilico e fiore sardo…e buon appetito! 😛

PALAZZO SANFELICE

Ora ci dedichiamo al tour dei palazzi più affascinanti del quartiere, in primis Palazzo Sanfelice.

Più volte utilizzato come ambientazione cinematografica, il palazzo è diviso in due cortili: il primo a pianta ottagonale, il secondo a pianta rettangolare, quest’ultimo con una scalinata ad ali di falco meravigliosa!

Chi ha visto l’ultima stagione di Gomorra, riconosce immediatamente Palazzo Sanfelice: è la dimora dello Stregone, il capo del “sistema”.

Palazzo Sanfelice nel Rione Sanità

PALAZZO DELLO SPAGNUOLO

Spettacolare esempio di barocco, il Palazzo dello Spagnuolo ha una scalinata monumentale a doppia rampa, definita anche “ad ali di falco”.

Si può visitare tranquillamente e si possono fare fotografie, anzi: ne farete davvero tante! 🙂

Salite le scale e scoprite i suoi ambienti eleganti, le bellissime decorazioni e i magnifici portoni.

Palazzo dello Spagnolo e la scalinata ad ali di falco

Ora è tempo di lasciare il Rione Sanità: prendiamo la metro in corrispondenza del Museo Archeologico e ci trasferiamo sul lungomare Mergellina, utilizzando la Linea M2.

CAFFÈ’ DA CIRO A MERGELLINA

Una tappa imprescindibile a Mergellina è il caffè allo Chalet Ciro!

Servito in tazza bollente come vuole la tradizione, è un corroborante perfetto prima di scalare Posillipo per vedere il tramonto dalla terrazza di Sant’Antonio.

C’è chi dice che anche la graffa è da provare: lo faremo la prossima volta!

BELVEDERE DELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO A POSILLIPO

Ragazzi, ora disponete di tutte le energie necessarie per compiere un ultimo sforzo: raggiungere il belvedere prospiciente la Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo.

Da Piazza Sannazaro vi attende una dura salita, ma la fatica sarà ricompensata divinamente.

Il panorama su tutta Napoli al tramonto, da qui, è qualcosa di indimenticabile!

ll panorama dal belvedere della Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo

Siamo giunti così al termine della nostra vacanza e con il nostro itinerario di 3 giorni speriamo di avervi fatto scoprire una Napoli romantica, divertente e spensierata.

Ve l’abbiamo raccontata così come l’abbiamo vissuta: intensamente, con la voglia di imparare tante cose nuove e di emozionarci ad ogni tramonto.

Cercando di andare oltre i luoghi comuni, le paure e le perplessità che accompagnano alcune zone della città.

Avventurarsi per le strade del Rione Sanità è stato bellissimo, ci ha permesso di scoprire un quartiere incredibile. Salire al Belvedere di San Martino ci ha fatto conoscere la vastità di Napoli e il suo indissolubile legame con il Vesuvio.

Il tramonto a Castel dell’Ovo ci ha letteralmente rapiti, portandoci tra le onde del golfo con l’odore del mare che entrava nell’anima, fino a quando il cielo si è incendiato e il sole è scomparso dietro la collina di Posillipo.

Ogni singolo battito di cuore qui a Napoli lascia un ricordo.

Napoli o si odia o si ama.

Siete pronti ad amarla follemente?

Innamorati di Napoli! <3
Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

Ultimi articoli sul blog

29 commenti su “Napoli in 3 giorni: il nostro itinerario”

  1. Che bella Napoli, cibo, arte, cultura e tradizione. Una città unica, purtroppo ci sono solo passata, devo organizzare un weekend lungo qui e sicuramente seguirò i vostri consigli ?

    Rispondi
  2. Finalmente questa mattina ho avuto il tempo di leggere con totale attenzione e dedizione questo vostro racconto di Napoli, e che dire…grazie! Grazie perché da tempo avevamo in mente di andarci ma, per un motivo o per un altro, abbiam sempre rimandato. Ora, però, con le vostre parole e le vostre splendide foto Napoli ha fatto un enorme balzo in avanti nella lista. Spettacolare la vista dal Belvedere di San Martino, per non parlare della inquietante bellezza di Palazzo Sanfelice. E quelle pizze…
    Quando arriverà il momento di visitare il capoluogo campano partiremo senza dubbio dai vostri consigli.

    Rispondi
    • Ma grazie a voi ragazzi!!
      Parole come le vostre fanno un immenso piacere!
      Vi auguriamo di visitare presto Napoli, che in primavera inoltrata deve essere ancora più bella!
      Mi raccomando, vogliamo anche la vostra opinione per il contest “pizza napoletana top”! ?

      Rispondi
  3. Sono stata a Napoli per l’8 Dicembre ma la settimana prossima ci tornerò nuovamente, me ne sono veramente innamorata. Io mi sono salvata il vostro itinerario, avete visto cose spettacolari di cui l’altra volta ignoravo totalmente l’esistenza. Bellissimo, ed utilissimo, post. Bravissimi

    Rispondi
    • Grazie ragazze, che belle parole!! 🙂
      Ci fa davvero piacere che i nostri consigli vi siano d’aiuto, siamo sicuri che Napoli con la primavera in pieno divenire vi mostrerà il meglio di sé.
      Buona vacanza e, al ritorno, raccontateci cosa vi è piaciuto di più, mi raccomando! 😉

      Rispondi
  4. Un bellissimo itinerario! Anche io avrei qualche pizzeria o pasticceria da consigliare, ma in realtà se si è un po’ accorti mi sembra che difficilmente si sbagli! Quando tornerò proverò gli indirizzi da voi consigliati.

    Solo una cosa mi sembra manchi e ve la suggerisco per una prossima visita: la parte sotterranea della città che mi è sembrata compenetrata con quella ‘emersa’. Le catacombe, i sotterranei di San Lorenzo Maggiore, il cimitero delle Fontanelle…
    Tanto a Napoli si torna, no? 🙂

    Rispondi
    • Hai super ragione Patrick! In realtà avevamo messo in programma anche la Napoli sotterranea, però complice il bel tempo abbiamo preferito dedicarci a tutto quello che stava in superficie! 🙂
      Come dici tu però, a Napoli si ritorna (e molto volentieri)!!! 😉
      Grazie per i consigli e per la visita!

      Rispondi
  5. Complimenti per le bellissime e suggestive descrizioni di Napoli. Partirò fra pochi giorni con la family per stare là 5 giorni ( uno sarà dedicato a Pompei) e farò tesoro del vostro itinerario.

    Rispondi
  6. Grazie mille per questo splendido tour, mi sono già innamorata della città farò 3 giorni ad agosto…. sarete la mia guida 🙂
    Grazie mille siete una splendida scoperta 🙂

    Rispondi
  7. Grazie molto interessante! Un consiglio dove dormire un posto comodo in ottobre con.due bambini? Soprattutto la seramia grazie

    Rispondi
    • Ciao! Purtroppo l’alloggio dove siamo stati non crediamo sia adatto ai bambini..eravamo in un tipico “basso” monolocale e di sera era abbastanza rumoroso perchè in pieno centro storico. Siamo contenti che il nostro itinerario ti sia piaciuto! Facci sapere come è andata a Napoli 🙂 buon viaggio!

      Rispondi
  8. Che dire….ragazzi BRAVI e grazie per le indicazioni.
    Andrò a Napoli per un fine settimana e seguirò le vostre preziose indicazioni.
    Buona Vita a entrambi

    Rispondi
    • Ahahah sì Anna, hai ragione: lo scorso anno abbiamo camminato davvero tanto! 🙂
      Quello di tralasciare volutamente alcune mete è un segreto di noi viaggiatori: la scusa buona per tornare in un luogo meraviglioso come è Napoli! 😉
      Ciao ragazzi, un abbraccio grande e a presto!!

      Rispondi
  9. Grazie per aver condiviso questo bel racconto dal quale ho tratto alcuni interessanti spunti per la mia prima visita a Napoli ad Aprile con mia figlia.
    Non vedo l’ora…..ciaoooo

    Rispondi
    • Ciao Ilaria, probabilmente sarai già partita e forse anche già tornata, o forse no…chissà! In ogni caso spero che questi nostri consigli ti siano stati o ti saranno d’aiuto, e ti ringrazio di cuore per le tue parole! Un abbraccio! 🙂

      Rispondi
  10. Grazie per la vostra guida ci è stata molto utile, l’abbiamo usata come base per impostare la nostra visita a Napoli.

    Rispondi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: