É una sensazione di benessere quella che mi pervade quando racconto la Calabria: forse in modo inaspettato, questa regione mi ha colpito al cuore più di altre.
Negli ultimi anni sono stati ben due i viaggi che ci hanno visto attraversare la punta dello stivale e, in entrambi i casi, il punto di partenza è sempre stato lo stesso: il Parco Nazionale del Pollino.
Nello scorso appuntamento sul blog ti avevo parlato del Parco della Lavanda di Campotenese, una sorta di Provenza della Calabria: un luogo che va visto e vissuto nel momento del suo massimo splendore, tra la fine di giugno e l’inizio di agosto.
I borghi del Pollino invece si possono ammirare tutto l’anno e sono uno più bello dell’altro, con tante storie da raccontare: se hai voglia di ascoltarle, allora continua a leggere, sono sicuro che ti faranno venire voglia di partire subito.
Pronti, trolley…via!
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Mormanno, la porta del Pollino in Calabria
Appena arrivati in Calabria, fai come noi: esci dall’autostrada e dirigiti a Mormanno: inizierai così la lenta scoperta del Pollino da questo piccolo borgo incastonato nella roccia ad oltre 800 metri di quota.
La particolarità di questo paese si nota immediatamente: è la presenza di un faro di montagna, come raramente se ne vedono, che domina il paese dall’alto e attira l’attenzione.
Prima di arrivarci però si parcheggia all’ingresso del borgo e ci si incammina per i suoi stretti vicoli, tra angoli in fiore e profumi di qualcosa che bolle in pentola: Mormanno è conosciuta come Città del Vino ed è una tappa enogastronomica di tutto rispetto in Calabria, grazie ai suoi famosi bocconotti, ma non solo.
Il punto di riferimento principale del centro storico è la Cattedrale di Santa Maria del Colle, nel caratteristico stile barocco, che merita la visita per via del suo splendido altare maggiore, per l’antico organo che custodisce ma anche per le affascinanti cripte, d’estate ancor di più apprezzate.
Poi si sale, seguendo Via Torretta fino al Faro Votivo, dedicato ai soldati calabresi caduti in battaglia durante la Grande Guerra: il luogo è evocativo ed emozionante, come il panorama sul borgo di Mormanno e sulla valle del fiume Lao.
Prima di lasciare Mormanno, fatti prendere per la gola e fermati a pranzo (o cena) all’Osteria del Vicolo, dove potrai degustare le specialità gastronomiche locali accompagnate da un buon bicchiere di vino.


Morano Calabro, il presepe del Pollino
Conservo un bellissimo ricordo di Morano Calabro, che al primo sguardo puoi tranquillamente confondere con un grande presepe.
In effetti ho poi scoperto che è conosciuto davvero così, oltre ad essere famoso per il suo presepe vivente che richiama turisti da tutta la Calabria e non solo.
A noi viaggiatori estivi Morano Calabro ha svelato invece i suoi colori più vividi, sin dal primo panorama in cui al borgo faceva da sfondo un cielo azzurro senza nuvole, nel quale le vette del Pollino erano ben definite.
A dominare la scena, il Castello Normanno Svevo, che successivamente avremmo raggiunto con una bella passeggiata attraverso tutto il centro storico.
Morano Calabro è uno dei borghi più belli d’Italia: innamorarsi del fascino delle sue vie è molto facile, così come poco scontate sono le sorprese che è in grado di regalare.
Te ne segnalo due su tutte: Lost Stories Hunters, un museo della fotografia molto molto particolare, e la Raccolta Privata D’Agostino, una bellissima collezione di fossili, conchiglie e minerali. In entrambi i casi, l’ingresso è gratuito.
Si trovano nella parte bassa del centro storico, vicino alla Collegiata di Santa Maria Maddalena con la sua coloratissima cupola.




Da non perdere la visita al Castello Svevo Normanno (ingresso 2 euro), soprattutto per gli splendidi panorami che regala su tutto il territorio circostante. Ai piedi della fortezza c’è anche il Centro Naturalistico Il Nibbio, un museo diffuso per scoprire tutto sul Parco Nazionale del Pollino.
Infine, dopo esserti lasciato alle spalle il borgo, dirigiti a Campotenese per restare ammaliato dal meraviglioso Parco della Lavanda, un angolo di Provenza in Calabria.


I borghi più belli del Pollino: Papasidero
Ci sono ben 3 buoni motivi per scendere di quota e raggiungere Papasidero, un altro dei borghi più belli del Pollino.
Il primo è che qui si trovano le Grotte del Romito, che custodiscono delle antichissime incisioni rupestri risalenti al Paleolitico superiore e sepolture datate oltre 10.500 anni fa: di fatto è uno dei siti archeologici più importanti di tutta Europa, per quanto riguarda la Preistoria.
Il ticket di ingresso costa 6 euro a persona e comprende una visita guidata lungo un percorso che parte dall’Antiquarium, l’area espositiva, e si conclude nel cosiddetto Archeodromo, dove sono state ricostruite le capanne in cui viveva l’Homo Sapiens circa 24.000 anni fa.
Il secondo validissimo motivo per visitare Papasidero è l’affascinante Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, raggiungibile con una piccola passeggiata dal borgo scendendo verso il fiume Lao.
Un ponte collega le due rive e permette di scoprire questo luogo di culto incastonato nella roccia, che custodisce la statua della santa patrona di Papasidero.
Infine, se sei un amante dell’avventura, sappi che il terzo buon motivo per visitare Papasidero ti piacerà particolarmente: qui è possibile fare rafting lungo il fiume Lao, seguendo un percorso lungo ben 11 km che ormai è diventato un must!
Ci sono diversi tour operator che offrono pacchetti più o meno adrenalinici: non resta che individuare quello che fa al caso tuo e provare questa esperienza!





I borghi più belli del Pollino: Civita, tra cultura arbërëshe e le Gole del Raganello
Se da un lato Mormanno ha rappresentato per noi l’inizio di quello che si sarebbe rivelato un fantastico viaggio in Calabria, Civita è stato il perfetto epilogo di un’esperienza indimenticabile.
Questo bellissimo borgo del Pollino ci ha prima conquistato con le sue case Kodra e la cultura arbërëshe che pervade i suoi rioni, poi con i suoi paesaggi da favola nelle Gole del Raganello e infine ci ha deliziato con le prelibatezze della sua cucina tipica.
Un’importante premessa: con il termine arbërëshe si identificano le comunità di albanesi arrivati in Italia verso la fine del 1400, dopo la morte del grande condottiero Skanderbeg (delle cui eroiche gesta abbiamo appreso durante il nostro viaggio in Albania), per sfuggire alla terribile minaccia ottomana.
C’è tutto quello che un viaggiatore cerca qui a Civita: l’arte, nelle sue forme più inaspettate, come le case che sembrano volti umani e che sono state definite Kodra in onore di un celebre pittore cubista albanese, Ibrahim Kodra.
La natura, nel suo aspetto più selvaggio, si riflette nelle suggestive Gole del Raganello, dove è possibile fare trekking per ammirare le pareti del canyon: anche se il percorso storico è ancora chiuso, si può raggiungere il Ponte del Diavolo e la zona a valle delle gole.



Infine, ma non per ultimo, c’è la buona tavola, che ad essere sinceri in Calabria non manca mai: qui a Civita però si possono assaggiare le specialità della cucina arbërëshe, che hanno nomi improbabili ma sono la fine del mondo.
Un paio di esempi? Dromësat, la pasta dei poveri affine al cous-cous, che sono praticamente grumi di pasta cotti nel sugo con l’origano; il Kaciq te graza me dafin (qui ti voglio!), il capretto al tegamino con l’alloro. Il posto giusto per provare queste prelibatezze è il Ristorante Kamastra di Civita, ma in paese avrete comunque l’imbarazzo della scelta.
Leggi anche Civita e le Gole del Raganello: mistero e avventura nel Parco Nazionale del Pollino

Il nostro viaggio tra i borghi più belli del Pollino termina qui: di certo ce ne sono altri da menzionare, come Castrovillari e Cerchiara di Calabria, ma questi due ce li siamo tenuti da parte, come scusa per tornare ancora una volta in questo angolo d’Italia dove siamo stati sempre benissimo!
Conosci altri borghi e storie da raccontare sul Pollino?
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