Diciamoci la verità: uno dei motivi che ci spinge a viaggiare è poter assaggiare i piatti tipici dei luoghi che visitiamo, e questo vale ancora di più quando parliamo dell’Italia.
Un piatto è in grado di racchiudere l’essenza e la storia di un territorio, i suoi ingredienti uniscono le tradizioni, il lavoro di tante persone e la passione di chi mette il proprio talento al servizio degli altri.
La recente notizia che la cucina italiana è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO ha confermato quello che tutti noi abbiamo sempre pensato: che, per quanto riguarda il cibo, il nostro Paese non ha paragoni nel mondo.
Un viaggio in Italia è un’esperienza gastronomica unica, una sinfonia di sapori che dalle coste della Sicilia si propaga fino alle Alpi della Valle d’Aosta, dove gli ingredienti sono le note (ben più delle classiche 7) di tanti piccoli capolavori culinari regionali.
E allora, visto che siamo in tema di feste natalizie e festeggiamenti con pranzi e cenoni, oggi vi portiamo in viaggio con noi raccontandovi quelli che sono i nostri piatti preferiti in giro per l’Italia.
Pronti, trolley…via!
Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità UNESCO: i nostri piatti preferiti delle isole
In questo viaggio nella gastronomia italiana vogliamo partire dalla Sicilia, che recentemente abbiamo eletto proprio qui sul blog come una delle migliori destinazioni per una fuga invernale al caldo.
Indubbiamente questa regione possiede delle meraviglie gastronomiche che la identificano in tutto il mondo: gli arancini (o le arancine, a seconda della zona geografica), la cassata e i cannoli di ricotta sono riconosciuti universalmente come prelibatezze da assaggiare assolutamente quando si visita la Sicilia, ma noi vorremmo soffermarci su altri due piatti tipici.
Nominiamo allora la pasta alla norma, un capolavoro della tradizione catanese, un’esplosione di gusto grazie all’utilizzo di alcune materie prime regionali come il pomodoro costoluto siciliano e le melanzane violette messinesi, ma anche dell’olio extravergine d’oliva, dell’aglio rosso di Nubia e della ricotta salata.
Per la costa occidentale invece non abbiamo dubbi, sia io che Chiara: le sarde a beccafico hanno conquistato i nostri cuori, sin dal primo assaggio nei nostri tre giorni a Palermo.

Ora, con l’acquolina in bocca, prendiamo un traghetto e ci trasferiamo in Sardegna: non me ne vogliano i vegetariani, ma qui ho mangiato il vero porcetto (porceddu) sardo, cucinato come vuole la tradizione pastorale, sottoterra. Su un letto di erbe aromatiche come il mirto e rosmarino, a fuoco lento per ore.
Non dimenticherò mai la tenerezza e la bontà di quella carne, l’ospitalità, le risate in una splendida sera d’estate.
Siamo stati fortunati, perché se si va al ristorante normalmente viene cotto alla brace, ma noi eravamo ospiti di una famiglia sarda in quella particolare occasione.
E poi, che dire di una gustosa fregola ai frutti di mare con vista Poetto, la spiaggia di Cagliari?

La cucina italiana del sud: verdure al potere
A proposito di piatti della tradizione, avete mai assaggiato le pitticelle ‘i milangiani?
Forse scritte così non vi dicono molto, ma questo è il nome calabrese delle polpette fritte di melanzane, una delle prelibatezze che abbiamo adorato durante il nostro viaggio on the road in Calabria!
Questa regione ci ha conquistato con i suoi sapori e la sua ospitalità incredibile: dal Pollino fino all’Area Grecanica, abbiamo assaggiato tante specialità locali, ma le polpette ragazzi, quelle polpette erano qualcosa di sublime, un piatto che unisce trasversalmente tutta la regione.

In Basilicata invece abbiamo amato il delizioso peperone crusco, rigorosamente fritto nell’olio bollente, che viene abbinato a diversi tipi di pasta, ma soprattutto agli strascinati: in questo piatto tipico la morbidezza della pasta si unisce alla croccantezza del peperone, creando un mix di gusto perfetto!
Anche in Puglia a nostro avviso sono le verdure a fare da padrone di casa: in questo caso le cime di rapa, che si abbinano alla perfezione alle orecchiette baresi, ma non solo.
Durante un press tour sui Monti Dauni abbiamo assaggiato un piatto tipico della tradizione contadina: il pancotto, dove le cime si univano ai fagioli e alle patate. Un piatto povero, ma buonissimo, che racconta bene la storia di un territorio.
E poi sì, avete ragione, non possiamo non citare altre due specialità non troppo vegetariane: il riso patate e cozze, e le bombette della Valle d’Itria, i tipici involtini ripieni di capocollo e formaggio canestrato pugliese che vengono cotti alla brace nelle macellerie di Cisternino e dintorni.


I nostri piatti preferiti della Campania
Alla Campania dedichiamo un capitolo a parte, perché insieme all’Emilia-Romagna è una delle regioni a cui siamo legati dal punto di vista affettivo.
In particolare, del territorio napoletano abbiamo avuto modo di assaggiare tantissime specialità, dagli antipasti ai dolci: c’è davvero l’imbarazzo della scelta, che ne dite?
La Pizza (con la P maiuscola, sì!) classica, a portafoglio, fritta; i cuoppi napoletani, di pesce o di terra; le sfogliatelle, frolle o ricce, i babà.
Queste sono le specialità di Napoli famose ormai in tutto il mondo, ma forse non avete mai assaggiato la vera pasta patate e provola, oppure la genovese.
Ecco, se tra queste righe devo andare oltre l’ovvio, voglio consigliarvi di provare proprio quest’ultima: la genovese è un primo piatto che ha tante storie da raccontare e la cui origine è avvolta nel mistero.
Di certo, è un piatto popolare, dove le cipolle (rosse) hanno un ruolo fondamentale, cucinato in ogni casa campana e nelle migliori trattorie di Napoli e dintorni.
Infine, personalmente ho una passione viscerale per il casatiello napoletano: una grande ciambella salata della tradizione che solitamente si prepara per festeggiare la Pasqua.
All’interno ci sono vari formaggi, il salame, i ciccioli, lo strutto e le uova: una bomba, che Kiki puntualmente prepara in casa ogni anno, anche nella versione vegetariana.
Leggi anche: Cosa e dove mangiare a Napoli, i piatti tipici napoletani


La cucina italiana del Centro Italia, dal Tirreno all’Adriatico
Risalendo verso nord, ci fermiamo nel Lazio per una carbonara da sballo a Trastevere: non possiamo fare a meno di questa tappa culinaria, quante volte personalmente ho avuto la tentazione di comprare un biglietto del treno soltanto per mangiarne una come si deve!
Dal Tirreno ci spostiamo poi sul versante Adriatico: il Molise lo conosciamo ancora poco, ma quel poco ci ha preso per la gola, ad esempio il pane di Agnone, la soppressata molisana e i prodotti caseari regionali, mentre l’Abruzzo ci ha regalato più una gioia culinaria.
Tra tutte le prelibatezze, gli arrosticini di carne ovina (pecora o agnello) sono quelli a cui non so mai dire di no, mentre Kiki predilige le pallotte cacio e ova: un piatto vegetariano della tradizione abruzzese, con tanto pecorino e uova tuffate nel sugo di pomodoro.


Passando alle Marche, non posso non citare le olive all’ascolana e i vincisgrassi, una pasta al forno simile alle lasagne: in questo caso però la carne è tagliata più grossolanamente.
In Umbria invece uno dei nostri piatti preferiti sono gli strangozzi al tartufo nero di Norcia, anche se la torta al testo, street food umbro dalle origini antichissime, merita sicuramente di essere citata.
Infine la Toscana e la sua cucina rustica che conquista ogni palato: per soddisfare ogni palato, penso che la ribollita sia il piatto perfetto. Si preparava già nel Medioevo per i contadini, quindi parliamo di una pietanza bella sostanziosa, con pane, fagioli, cavolo nero e altre verdure del territorio.


Emilia-Romagna: i piatti con i quali sono cresciuto
Potrei scrivere un vero trattato sui piatti della mia regione, l’Emilia-Romagna.
Da modenese, sono cresciuto con i tortellini, le lasagne e le tagliatelle della nonna: rigorosamente con la pasta tirata a mano, con le giuste proporzioni tra farina e uova (100 grammi – 1 uovo), con il mattarello che andava avanti e indietro senza sosta.
Le nostre tradizioni prevedono però anche il maiale, del quale come si dice “non si butta via niente”.
E allora qui voglio citarvi il cotechino, il nostro insaccato per eccellenza, e lo zampone: la differenza sta nell’involucro, mentre il ripieno è una ricetta che ognuno conserva gelosamente.
E se venite a Modena, vi invito ad ordinare il gnocco fritto (qui si dice IL e non LO, ma ve lo spiego meglio in questo articolo), accompagnato dai migliori salumi del territorio.
Nel mio sangue scorre anche sangue ferrarese, così voglio assolutamente consigliarvi i cappellacci di zucca: nel 2016 hanno ottenuto anche il riconoscimento IGP e quelli conditi con il burro sono perfetti per i palati vegetariani.


La cucina italiana del nord: i nostri piatti preferiti
Dall’Emilia al Veneto il passo è breve: eccoci allora ad assaggiare il baccalà mantecato in un bacaro veneziano, un risotto al radicchio rosso a Treviso, ma anche l’anguilla, che preferisco in umido piuttosto che alla griglia in una delle trattorie del Delta del Po.
In Friuli Venezia Giulia abbiamo visitato la zona della Carnia dove abbiamo assaggiato i cjarsons al termine di un bellissimo trekking al Lago di Volaia, mentre quando andiamo in Trentino Alto Adige ordiniamo sempre i canederli, in tutte le varianti possibili: con lo speck, con i funghi, con gli spinaci o con il formaggio.
Della Lombardia vogliamo citare i pizzoccheri valtellinesi, di grano saraceno e conditi con burro e formaggio Casera, del Piemonte gli agnolotti del plin, una specialità tutta torinese, della Liguria invece bramiamo sempre la focaccia, sia nella sua declinazione classica, sia con il formaggio di Recco.
Chiudiamo con la Valle d’Aosta: è passato un po’ di tempo, ma quella Polenta Concia che abbiamo assaggiato dopo una meravigliosa escursione nella neve della Val Ferret la porteremo sempre nel cuore.



Il nostro viaggio gastronomico tra le meraviglie della cucina italiana finisce qui, ma devo essere sincero: mi è venuta una fame pazzesca!
Di più: mi è venuta voglia di mettermi ai fornelli per provare a cucinare uno dei nostri piatti preferiti: anche questo è un modo per viaggiare, per ripensare ai bei momenti e alle avventure vissute in giro per l’Italia.
Quali sono i vostri piatti preferiti?
Scrivetelo nei commenti, sono curioso di scoprirne dei nuovi!
Hai trovato utile questo articolo? Condividilo!



