In questo articolo ti spieghiamo come raggiungere le Cascate del Bucamante, uno dei luoghi più suggestivi sulle prime colline di Modena, perfetto per un’escursione estiva in quanto il percorso si sviluppa completamente all’ombra.
Era da diverso tempo che volevamo visitare questo posto a due passi da Serramazzoni e finalmente si è presentata l’occasione giusta: le temperature sopra la media di questa calda estate richiedevano una fuga al fresco e le Cascate del Bucamante si sono rivelate una scelta azzeccata.
Pronti, trolley…via!

Dove parcheggiare per visitare le Cascate del Bucamante
Per raggiungere le Cascate del Bucamante occorre percorrere la Strada Statale 12 dell’Abetone da Modena in direzione Pavullo, per poi svoltare verso Pazzano e percorrere la strada comunale fino al cartello che indica “Granarolo”, seguendo poi queste ultime indicazioni.
Fai attenzione perché il cartello “Cascate del Bucamante” si scorge appena per chi arriva da valle, quasi nascosto dalla vegetazione, e la curva da effettuare è “a radicchio”, come diciamo noi modenesi, a gomito.
Da qui resta poco meno di un chilometro da percorrere, su una strada piuttosto stretta, prima di raggiungere il parcheggio delle Cascate del Bucamante, in prossimità di un piccolo borghetto.
Consiglio: in alta stagione il parcheggio (su sterrato), sebbene sia abbastanza capiente, si riempie in fretta. Meglio arrivare durante le prime ore del mattino, trovare un posto e godersi con calma l’escursione.

La “Buca degli Amanti”: la leggenda di Odina e Titiro
Ogni luogo magico è legato ad una leggenda e anche le Cascate del Bucamante non fanno eccezione.
Sembra infatti che l’origine del nome sia da ricondurre ad un amore impossibile, quello tra Odina, figlia dei signori di Monfestino, e Titiro, un umile pastore della fondovalle.
Durante le sue passeggiate dal castello verso valle, attraverso i boschi di Monfestino, Odina incontrò per la prima volta Titiro e se ne innamorò perdutamente, ricambiata dal giovane.
L’amore tra i ragazzi crebbe giorno dopo giorno, tanto da attirare le invidie di Fiorina, la domestica che accompagnava Odina nelle sue passeggiate. Fiorina raccontò tutto a re Guidobaldo, il quale in tutta risposta fece rinchiudere la figlia nelle stanze del castello, perché non potesse più frequentare il povero Titiro.
Non potendo fare a meno dell’amore che provava per Titiro, Odina riuscì a fuggire e andò a cercare il pastore: trascorsero alcuni momenti felici, prima di essere inseguiti dai gendarmi inviati da re Guidobaldo.
I due giovani scapparono attraverso il bosco, ma purtroppo furono raggiunti e una volta messi alle strette, decisero che sarebbero rimasti insieme per sempre, gettandosi mano nella mano nelle cascate di Monfestino, che divennero così la “Buca degli Amanti” e da lì, le Cascate del Bucamante.

Il sentiero verso le cascate
Le Cascate del Bucamante sono uno dei posti più frequentati dai modenesi nei mesi più caldi, ma anche in primavera e in autunno si possono incontrare molti escursionisti: non dovresti avere molti problemi a trovare il percorso giusto, ma nel caso in cui fossi da solo presta attenzione al primo bivio dopo essere entrato nel bosco.
Per seguire il sentiero più agevole e con meno pendenza, dovrai tenere la sinistra: dopo un primo tratto di strada ghiaiata in discesa, inizia il sentiero in terra battuta e sassi che segue il corso del Rio Bucamante.
Il percorso non è difficile, è un tranquillo saliscendi nel bosco, ma occorre indossare delle scarpe da trekking perché alcuni punti possono essere scivolosi.
La sensazione che si prova è di grande freschezza: anche nelle giornate più calde, lungo il sentiero l’aria è leggera e il torrente invita a bagnarsi almeno i piedi.





Le Cascate del Bucamante
Il Rio Bucamante forma diverse cascate: le prime due che si incontrano hanno un salto esiguo, ma formano delle piscine naturali in cui è possibile fare il bagno.
Attenzione: l’acqua è gelata!
Continuando lungo il percorso immerso nella faggeta si raggiunge la cascata più imponente, alta circa 18 metri: quello che la circonda è un luogo magico, in cui si trova anche una roccia enorme, sulla quale è possibile anche salire a piedi per avere una prospettiva diversa della cascata.
Non è finita qui, perché basta fare ancora qualche centinaio di metri per raggiungere le ultime due cascate, alte 12 metri ciascuna: ci si trova in una specie di anfiteatro naturale, protetto dai faggi, in cui domina la natura, con i suoi suoni e i suoi colori.
Un luogo romantico e mistico, capace di evocare la leggenda di Odina e Titiro, due giovani ragazzi che cercavano l’amore e trovarono l’eternità.
Non sarà facile trovarsi da soli qui, al cospetto delle Cascate del Bucamante, ma se avessi questa fortuna chiudi gli occhi e ascolta il suono dell’acqua e il canto degli uccelli: sono i custodi di un antico segreto.



Escursione alle Cascate del Bucamante: info utili
Dove: Granarolo, frazione di Serramazzoni (MO)
Quando: da inizio primavera alla fine dell’autunno
Lunghezza percorso: 4 chilometri
Tempo complessivo: 1 ora e 30 minuti (andata + ritorno)
Dislivello positivo: +130 m
Difficoltà: non è richiesto nessun tipo di allenamento, ma meglio indossare scarpe da trekking
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