Guidare negli Stati Uniti: tutto quello che dovete sapere!

L’aereo è prenotato, l’itinerario definito e gli hotel vi hanno già inviato la mail di conferma.

Il vostro on the road negli Stati Uniti è finalmente realtà e, anche se mancano diversi mesi alla data della partenza, state già sognando le mitiche strade americane, quelle lingue infinite di asfalto rovente che tagliano a metà il deserto, senza una fine apparente.

Eh già, un viaggio negli States regala grandi emozioni fin dal suo concepimento, quando la mappa è stesa sul tavolo e le nostre dita si spostano nella direzione dei nostri sogni.

Per godersi il tragitto però è fondamentale prepararsi al meglio, capire quali sono i documenti necessari e come comportarsi sulle strade americane.

Dedichiamoci allora alle cose pratiche, o meglio dire, a quelle noie burocratiche che una vacanza del genere comporta.

In questo articolo, frutto come sempre della nostra esperienza personale, vi spieghiamo come procurarsi la patente internazionale per guidare negli Stati Uniti, quale autonoleggio privilegiare e le regole che dovrete rispettare al volante.

Nel Joshua Tree National Park, la prima tappa del nostro on the road nel Sud Ovest degli Stati Uniti

GUIDARE NEGLI STATI UNITI: LA PATENTE INTERNAZIONALE

Premessa: non sempre vi sarà richiesta la patente internazionale negli States, tutto dipenderà da quali Stati prevedete di attraversare.

Il nostro on the road negli Stati Uniti è iniziato dalla California per poi svilupparsi attraverso l’Arizona, lo Utah e il Nevada, prima di ritornare sulla West Coast.

Come di consueto, il nostro punto di riferimento per reperire informazioni di qualsiasi tipo sulla nostra destinazione è stato il sito di Viaggiare Sicuri ( http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/home.html ).

Sul portale troverete tutto quello che vi serve per partire adeguatamente informati: situazione sanitaria, notizie relative alla viabilità, avvertenze e ovviamente anche indicazioni sulla patente necessaria per guidare.

In particolare, il sito rimanda ad una circolare ministeriale che indica l’Arizona come unico Stato in cui è necessaria la patente internazionale. Allo stesso tempo, una nota di carattere generale recita: “E’ comunque  consigliabile che la patente italiana sia sempre accompagnata dalla patente internazionale di guida conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949”.

Avrete capito che la situazione è controversa: c’è chi sostiene che per guidare negli Stati Uniti la patente internazionale serva sempre, altre fonti invece la limitano solo ad alcune zone territoriali.

Per stare tranquilli e non incorrere in spiacevoli sorprese durante la nostra vacanza, abbiamo deciso di farla e adesso vi spieghiamo come bisogna muoversi.

 

COME OTTENERE LA PATENTE INTERNAZIONALE PER GLI USA

Con partenza prevista a maggio 2018, verso la metà di gennaio abbiamo iniziato le pratiche per l’ottenimento della patente di guida internazionale presso la Motorizzazione Civile di Modena.

Anche se i tempi per la consegna sono ridotti (di solito sono sufficienti appena 10 giorni) meglio muoversi per tempo.

Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbiamo trovato l’elenco completo della documentazione con la quale presentarsi all’ufficio della Motorizzazione preposto:

  • Domanda su modello TT746 (compilando la sezione “altre richieste” inserendo “patente internazionale per gli Stati Uniti”) disponibile sia allo sportello dell’ufficio della Motorizzazione, sia online sul Portale dell’Automobilista
  • Attestazione del versamento di € 10,20 sul conto corrente 9001 (è un bollettino prestampato che troverete presso gli uffici postali e della Motorizzazione)
  • Attestazione del versamento di € 16,00 sul conto corrente 4028 (anche in questo caso si tratta di un bollettino prestampato rintracciabile in posta)
  • 1 marca da bollo da € 16,00
  • 2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata
  • fotocopia fronte-retro della patente di guida in corso di validità

Portate con voi anche la vostra patente di guida originale e un documento di identità, potrebbero chiedervi entrambi. Fatto questo dovrete solo aspettare una decina di giorni, poi tornerete all’ufficio della Motorizzazione per ritirare la vostra patente internazionale.

Ricordate che la validità di questa patente, ottenuta con il modello “Convenzione di Ginevra 1949” ha validità di 1 anno al massimo, o comunque nei limiti di validità della patente italiana posseduta.

Non avete voglia o tempo di recarvi di persona presso la Motorizzazione? Noi vi abbiamo spiegato il metodo fai-da-te, quello più economico, ma spendendo un po’ di più (circa 80-100 euro) potrete demandare alla vostra Scuola Guida di fiducia l’onere del disbrigo delle pratiche!

Ora siete pronti per salire a bordo del vostro bolide che vi condurrà attraverso il meraviglioso territorio americano…a proposito: quale bolide? E dove? Ecco la nostra esperienza diretta di noleggio negli Stati Uniti!

Lungo la mitica Route 66, The Mother Road!

GUIDARE NEGLI STATI UNITI: COME E DOVE NOLEGGIARE UN’AUTO

Il noleggio dell’automobile è uno degli aspetti più importanti quando si organizza un on the road: occorre avere l’assoluta certezza di poter contare su una compagnia seria e affidabile, ma soprattutto che fornisca tutte le coperture assicurative necessarie per una vacanza serena.

Le nostre ricerche pre-partenza ci avevano indirizzato su Alamo, che negli Stati Uniti sembrava essere la migliore compagnia nel rapporto qualità/prezzo. Col senno di poi, possiamo dire che questa affermazione corrisponde assolutamente alla realtà.

A questo punto, non restava che ottenere il preventivo migliore: come sempre abbiamo fatto una simulazione sia sul sito ufficiale di Alamo, sia attraverso il nostro intermediario di fiducia, il sito Rentalcars.

Quest’ultimo si è rivelato il più economico: alla cifra di noleggio abbiamo aggiunto quella per la copertura assicurativa completa (proposta da Rentalcars in fase di preventivo) e poi, una volta a Los Angeles direttamente al banco di Alamo, il pacchetto Road Safe al costo di 8 dollari al giorno. In questo modo eravamo assolutamente tranquilli: anche in caso di avaria del motore, o peggio ancora di furto, avremmo avuto assistenza immediata e sostituzione dell’auto, ovunque ci fossimo trovati!

Il costo complessivo, per 18 giorni di noleggio con chilometraggio illimitato, è stato pari a 630 Euro.

 

GUIDARE NEGLI STATI UNITI: REGOLE E CURIOSITA’ AL VOLANTE

Preso possesso dell’auto non vi resta che partire alla volta della destinazione scelta. La nostra, dopo essere atterrati a Los Angeles, era Palm Springs, ma questa è un’altra storia.

Fatto sta che, cambio automatico a parte, da subito mi sono sentito un po’ spaesato.

Fermi al secondo semaforo in attesa che venisse verde, l’auto dietro di noi ci suona.

Ci guardiamo con il punto interrogativo in testa, pensando “Siamo a Los Angeles o a Roma?!”, ma decidiamo di far finta di nulla. Dopo pochi istanti il semaforo è verde e noi ci immettiamo in tangenziale, alle 6 del pomeriggio, in un ingorgo atomico dal quale usciremo dopo circa 2 ore e mezza, quando la Città degli Angeli è ormai lontana.

“Chissà che cosa voleva quello là…” – la domanda rimane sospesa nell’abitacolo, finché non raggiungiamo Palm Springs, avvolta dall’oscurità.

Auto d’epoca della polizia americana sulla Route 66

LA SVOLTA A DESTRA AL SEMAFORO

Lo scopriremo ben presto, quando al mattino successivo ci dirigiamo verso il Joshua Tree National Park. La scena è più o meno quella del pomeriggio precedente. Siamo nel deserto appena fuori città, fermi ad un semaforo in attesa che venga verde per svoltare a destra. Si accoda un auto, poi un’altra. Il verde non arriva mai.

Clacson che iniziano a suonare. Guardo nello specchietto, dietro di noi non c’è un baffuto Jeff dall’aria truce, ma un’esile signorina che mi guarda stranita. “Ma che vuole?” – penso. Altro suono di clacson, il verde non ha intenzione di farsi vedere.

La signorina e l’autista dietro di lei decidono di farsi giustizia da soli, mi superano a sinistra e poi svoltano a destra tagliandomi la strada. “Ok Kiki, è ufficiale: siamo a Roma, o nel Far West, vedi tu!”

Semaforo successivo in un piccolo centro cittadino, Yucca Valley, poco prima del Joshua Tree NP. Siamo in coda, semaforo rosso e quello davanti a noi, dopo che un’auto gli era appena sfrecciata davanti, svolta a destra. Col rosso! Non potevamo crederci, ma poi ci viene in mente un’idea bislacca. “Non è che qui si può comunque girare a destra anche quando è rosso?!”

Chiedetelo a Woody Allen, che in “Io e Annie”, capolavoro che io e Kiki amiamo ma del quale evidentemente avevamo dimenticato un passaggio fondamentale, fa dire ad Alvy: “Io non voglio vivere in una città in cui il solo progresso culturale è che puoi curvare a destra con il semaforo rosso!”.

Lo diceva riferito a Los Angeles, ma vale per tutta la rete stradale americana.

 

AUTOSTRADE E SUPERSTRADE, CAR POOL LANE E SORPASSO A DESTRA

Anche in autostrada le sorprese non mancano rispetto a come siamo abituati a guidare in Italia.

Sulla Interstate 105 in direzione Palm Springs abbiamo subito fatto i conti con i famigerati sorpassi sulla destra californiani: preparatevi perché vi taglieranno la strada come se nulla fosse, da un momento all’altro!

Negli States il sorpasso a destra è infatti consentito in tutte le strade con almeno due corsie per senso di marcia. Che poi lo si faccia con attenzione e soprattutto senso civico è un altro paio di maniche, gringos!

Altra particolarità è la corsia “Car Pool Lanes”: posta all’estrema sinistra della carreggiata, è riservata alle auto con almeno due persone a bordo. Se riuscite, e ripeto SE riuscite, a raggiungerla zigzagando nel traffico di Los Angeles, vi farà risparmiare un bel po’ di tempo rispetto a chi impreca fermo in coda.

Che ci crediate o meno, abbiamo visto davvero poche auto su quella corsia: la maggior parte delle vetture infatti aveva a bordo una sola persona!

ALL WAY STOP

Un’altra situazione da ridere: cosa fare quando si arriva ad un incrocio in cui tutti i 4 sensi di marcia hanno lo stop?

Vedo già il punto interrogativo gigantesco sulla vostra testolina, lo stesso che avevo anche io quando mi sono trovato ad affrontare questa situazione!

Precedenza a destra? Sarebbe una risposta ovvia per noi che abbiamo studiato il codice stradale italiano, ma…

La risposta forse ce l’avevo chiusa in uno dei cassetti della mente, perché guardando Kiki mi è venuta fuori spontanea: “Secondo me la precedenza ce l’ha chi arriva prima!”.

Ragazzi, era proprio così!

Quindi, se vi trovate ad un incrocio con l’All Way Stop, rallentate fino a fermarvi, aspettate 3-4 secondi almeno (è la prassi) dopodichè verificate chi è arrivato poco prima di voi.

Il vostro turno, come dal dottore, è subito dopo! 😉

 

PARCHEGGIARE SENZA PENSIERI

Con così tante differenze alla guida, figuriamoci quando si tratta di parcheggiare l’auto!

Fuori dai grandi centri cittadini non abbiamo avuto alcun tipo di problema, ma quando si è trattato di San Francisco e Los Angeles, beh, potete immaginare.

Fate particolare attenzione soprattutto alle limitazioni orarie: alcuni cartelli sono veri e propri papiri e riportano gli orari in cui non è permesso parcheggiare, per esempio per la pulizia delle strade.

Le limitazioni sono anche segnalate con appositi colori:

  • il rosso indica divieto di parcheggio
  • il verde indica la possibilità di parcheggiare fino a 20 minuti
  • il giallo (a volte anche il bianco…) la possibilità di sostare, ma non di parcheggiare

Una vera giungla! Il nostro consiglio per le grandi città è quello di trovare un parcheggio tranquillo, possibilmente non a pagamento, e di lasciare lì l’auto prediligendo i mezzi pubblici, o meglio ancora Uber. Funziona alla grande e il costo è accettabile!

La strada più tortuosa del mondo: Lombard Street a San Francisco!

Ora amici non vi resta che programmare il vostro viaggio negli Stati Uniti e godervi un bellissimo on the road: ovunque voi siate diretti, i paesaggi americani vi regaleranno emozioni uniche e ricordi indelebili.

Guidare nelle città può essere stressante, è vero, ma quando si ha a che fare con megalopoli di milioni di abitanti bisogna metterlo in conto.

Quando invece vi ritroverete circondati dal deserto, dagli sconfinati canyon del sud ovest, oppure dalle foreste dipinte dai colori dell’autunno in New England, allora capirete che ne è valsa la pena.

Copiando una famosa pubblicità, un road trip americano è per sempre!

Un roadtrip negli Stati Uniti lascia ricordi indelebili! 🙂

 

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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12 commenti su “Guidare negli Stati Uniti: tutto quello che dovete sapere!”

  1. Ho noleggiato delle macchine negli Stati Uniti ma non mi sognerei mai di guidare perché con il cambio automatico farei di sicuro delle frenate pazzesche frenando con il piede sbagliato, con tanto di esplosione di tutti gli air bag ?
    Sapevo della svolta a destra con il rosso ma non sapevo dell’All Way Stop!

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    • Per fortuna invece io con il cambio automatico avevo già avuto a che fare più volte, quindi da quel punto di vista ero tranquillo. Ero invece meno tranquillo tra il traffico di Los Angeles e San Francisco, sono davvero dei pazzi scatenati al volante i californiani! 🙂

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  2. Io sto male già all’idea di guidare nella mia città (cosa da cui mi guardo bene!) figuriamoci negli USA! Comunque la differenza tra Roma e gli USA nella sosta al semaforo sta tutta nelle parolacce ??
    Ottimo post, essenziale per prepararsi ad un on the road negli Usa

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    • Sul fatto che le parolacce non siano volate anche negli States non posso mettere la mano sul fuoco, Simo! 🙂
      Vedevo certi sguardi infuocati nello specchietto…a volte meglio non sapere! ahaha
      Certo a Roma il finestrino abbassato è di regola…anche con la neve riescono a farti apprezzare la loro vicinanza!! ;-P

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  3. Facendo il verso alla vostra ultima foto direi che quella resta la soluzione ottimale: mano nella mano e gambe in spalla 😀
    Ma quindi quando gli americani guidano a Napoli sono a casa loro praticamente! 😛
    La cosa strana è che non avete trovato nessuna di queste info sulla rete, per fortuna che ne avete parlato qui e in un modo esaustivo.
    Quindi questo articolo deve “circolare” assolutamente e lo vado a condividere su Twitter hahahah! 😉
    Buona giornata! Scappo che di la ho vongole e cannolicchi che stanno tremando di paura nel lavandino 😛

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    • Devo essere sincero, forse ci eravamo informati poco a riguardo, fatto sta che ci siamo ritrovati tutte queste belle sorprese e tante “gatte da pelare” direttamente sul posto! Di una cosa ero sicuro: fermarmi agli stop e andare piano. Non volevo avere a che fare con i poliziotti americani, appostati agli angoli delle superstrade, e avevo letto che in America ad ogni incrocio bisognava fermarsi, obbligatoriamente. Non si può fare come in Italia che, se non c’è nessuno, rallenti soltanto. Ecco, proprio per questo credo che gli americani a Napoli non sarebbero proprio a loro agio al volante, perché lì se provano a fermarsi ad un incrocio dove non sta passando nessuno potrebbe scatenarsi il pandemonio (di clacson, parolacce e quant’altro…)! ahahahaha
      No, non ce li vedo proprio! Poi alla fine il traffico di Napoli è un caos organizzato, tutti vanno piano e nessuno si fa male. Lì sono proprio incoscienti! 😛
      Buon fine settimana Orsa, con le vongole poi tutto ok? Le hai rimesse a mare giusto??? 🙂

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  4. Ottimo articolo! La svolta a destra con il rosso lascia davvero spiazzati. Non mi ricordavo la battuta di Allen ma è geniale (come sempre ?)

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  5. La storia della curva a destra anche se è rosso è stata tragica per me. Ero in piena San Francisco e avevo appena preso la macchina dal rental car. Già l’ansia di guidare mi assaliva, poi tutti i clacson che suonavano e andai nel panico. Capii il significa della svolta a destra solo il giorno dopo perché non ero io quella in prima fila al rosso!

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    • Mamma mia, possiamo solo immaginare il panico, Simona! Affrontare subito il traffico di San Francisco è da eroi della strada: noi dall’aeroporto siamo entrati quasi immediatamente in autostrada e abbiamo evitato le vie del centro. Abbiamo avuto a che fare con il caos assoluto, ma rimanendo nella propria corsia e stando attenti a chi tagliava la strada, ce la siamo cavata infine! Buon sabato e grazie per essere passata! 😉

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