USA on the road: i nostri 20 giorni tra California e grandi parchi del Sud Ovest

Quando un sogno diventa realtà, è difficile spiegare quante emozioni si provino tutte assieme. Quando poi ciò che vivi in prima persona supera ogni tua più rosea aspettativa, allora l’esperienza diventa qualcosa di unico e irripetibile. Questo viaggio nel Sud Ovest degli Stati Uniti rimarrà per noi un ricordo indelebile, senza confini come i territori che abbiamo attraversato.

In 20 giorni abbiamo percorso la bellezza di oltre 5.000 km, varcato ben 4 stati, conosciuto le temperature infernali del deserto e quelle più fresche della costa oceanica. Abbiamo passeggiato su un lago di sale 80 metri sotto il livello del mare e toccato con mano le sequoie secolari a 2.400 metri d’altezza. Ci siamo immersi nel cuore del Grand Canyon con un trekking mozzafiato e tentato il jackpot nei casinò di Las Vegas. Un costante e prolungato godimento di ogni esperienza, un continuo saliscendi di quote, proprio come le strade di San Francisco.

In tanti ci hanno chiesto quale fosse il luogo ad averci impressionato più di altri, ma la verità è che tutto questo incredibile viaggio ci ha regalato un’emozione unica in ogni sua singola parte, dalle tappe intermedie alle strade percorse, dalle vecchie amicizie ritrovate lungo il percorso alle nuove che naturalmente qui negli States si stringono. Già perché qui le persone che incontri ti sorridono sempre, ti chiedono scusa per un nonnulla, ti fanno sentire parte della loro comunità.

In un piccolo paesino vicino a Bryce Canyon ci hanno chiesto se fossimo venuti a girare un film. Ci siamo guardati e abbiamo sorriso, ringraziando per il complimento, ma oggi, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, non potremmo che dar loro ragione.

Sì, il nostro è stato un fantastico film d’avventura, uno di quelli da oscar. Ed ecco tutte le nostre personalissime nomination!

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Stati Uniti on the road: un viaggio da film!

IL NOSTRO ITINERARIO ON THE ROAD NEGLI STATI UNITI IN DETTAGLIO

Abbiamo pensato molto a come impostare questo articolo: non vogliamo renderlo un papiro illeggibile, ma nemmeno tralasciare i dettagli delle singole giornate di viaggio. Così vi abbiamo preparato il nostro itinerario USA on the road tappa per tappa: cliccate su ognuno per essere “teletrasportati” direttamente al capitolo relativo!

Abbiamo intrapreso il nostro viaggio tra l’8 maggio e il 27 maggio 2018, periodo perfetto per godersi i parchi nazionali a nostro avviso, mentre sulla costa le temperature erano più miti di quanto ci aspettassimo.

  1. AEROPORTO LOS ANGELES – PALM SPRINGS (200 KM)
  2. PALM SPRINGS – JOSHUA TREE NATIONAL PARK (55 KM) – OATMAN (270 KM) – KINGMAN (46 KM)
  3. KINGMAN – SELIGMAN (142 KM) – WILLIAMS (70 KM) – GRAND CANYON VILLAGE (95 KM) – FLAGSTAFF (127 KM)
  4. FLAGSTAFF – GRAND CANYON VILLAGE (127 KM) – PAGE (215 KM)
  5. PAGE
  6. PAGE – MONUMENT VALLEY (196 KM) – MOAB (234 KM)
  7. MOAB – ARCHES (30 KM) – CANYONLANDS (86 KM) – GREEN RIVER (120 KM)
  8. GREEN RIVER – BRYCE CANYON (325 KM) – PANGUITCH (45 KM)
  9. PANGUITCH – LAS VEGAS (384 KM)
  10. LAS VEGAS
  11. LAS VEGAS – DEATH VALLEY (228 KM) – RIDGECREST (195 KM)
  12. RIDGECREST – SEQUOIA NATIONAL PARK FOOTHILLS VISITOR CENTER (334 KM) – SEQUOIA GENERAL SHERMAN TREE (29 KM) – FRESNO (132 KM)
  13. FRESNO – SAN FRANCISCO (300 KM)
  14. SAN FRANCISCO
  15. SAN FRANCISCO
  16. SAN FRANCISCO – BIG SUR (230 KM) – SANTA BARBARA (423 KM)
  17. SANTA BARBARA – SANTA MONICA (140 KM)
  18. LOS ANGELES
  19. LOS ANGELES
  20. RIENTRO IN ITALIA
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Il nostro itinerario on the road nel Sud Ovest degli Stati Uniti

GIORNO 1: AEROPORTO LOS ANGELES – PALM SPRINGS

Tappa di trasferimento. Siamo arrivati in aeroporto nel primo pomeriggio e abbiamo subito ritirato l’auto, una Jeep Compass noleggiata con Alamo tramite il sito di intermediazione RentalCars. Costo del noleggio per 18 giorni assicurazione compresa (sul luogo abbiamo fatto anche la Road Safe proposta dalla compagnia, utile nel caso si rimanga a piedi!): 630 Euro.

La Gina, come l’abbiamo soprannominata noi, si è rivelata un’ottima compagna di viaggio, sicura e confortevole, anche se tende ad alzare un po’ il gomito: beve come un lavandino in pratica!

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Il traffico di Los Angeles appena ci si immette nella statale a sette corsie è inaffrontabile, i californiani guidano spericolati, ti tagliano la strada senza pensarci due volte e sorpassano a destra senza problemi (per loro non esiste distinzione…sì, è proprio come nei film!). Tuttavia, dopo un primo approccio traumatico, abbiamo raggiunto l’Infusion Beach Hotel (che al momento della prenotazione si chiamava The Monroe Palm Springs, ma poi ha cambiato denominazione poco prima della nostra partenza – panico! – infondato fortunatamente, tutto si è rivelato ok!). Camera spaziosa, discretamente pulita, piscina e area relax esterna a disposizione: lo consigliamo, anche per il prezzo (70 $ per una matrimoniale).

GIORNO 2: IL JOSHUA TREE NATIONAL PARK E LA ROUTE 66!

Il Joshua Tree è stato il parco più “in bilico” nel nostro itinerario: fino all’ultimo non eravamo convinti di aggiungere questa tappa intermedia, invece grazie anche ai consigli di Patrick Colgan di Orizzontiblog.it , alla fine la curiosità ha prevalso…e mai scelta fu più azzeccata! Non dimenticheremo mai i profumi incredibili di questo parco, le forme bislacche degli alberi che lo contraddistinguono, la meraviglia dell’ Hidden Valley (una valle incantata, circondata dalle rocce, da esplorare con un piccolo trekking ad anello di 1 km) e la vista incredibile di tutta la Coachella Valley dal punto panoramico più alto del parco, Keys View!

Se, come noi, intendete vedere tutti i parchi più belli del sud ovest degli Stati Uniti, vi consigliamo di acquistare qui, al Visitor Center di Park Boulevard, l’annual pass al costo di 80 dollari: vi farà risparmiare un bel po’ di soldi!

Occhio alle temperature: qui ad inizio maggio abbiamo visto superare i 40 gradi e il termometro ha registrato il picco più alto di tutto il nostro viaggio, battendo anche la Death Valley!

Per visitare il parco provenendo da Palm Springs, siamo entrati dall’ingresso ovest (Park Boulevard) ed usciti a Twentynine Palms (Oasis Visitor Center), proseguendo poi verso ovest, con destinazione Oatman, il villaggio fantasma sulla Route 66.

Questo tratto di strada è incredibile, si viaggia sempre nel deserto circondati dal nulla: fate benzina a Twentynine Palms per stare tranquilli!

Poi a circa metà strada ci siamo fermati ad Amboy, per la foto di rito con il simbolo della Route 66 stampato sull’asfalto.

Ad Oatman, Arizona, siamo arrivati quasi al tramonto e ad accoglierci a bordo strada c’erano dei piccoli asinelli.

L’atmosfera di questo villaggio è davvero particolare, si respira l’aria da vecchio far west: è una tappa da fare assolutamente, così come è da percorrere la Bloody 66, il tratto tutte curve che conduce a Kingman!

A Kingman siamo arrivati belli cotti verso le otto di sera e abbiamo trovato Alain Delon col sigaro in bocca ad attenderci! Il Motel El Trovatore (65 $) è molto particolare infatti e ogni camera è dedicata ad un personaggio del cinema, mentre all’esterno sono tantissimi i murales dedicati alla Route 66! Un po’ kitsch? Forse sì, forse anche un po’ poco pulito, ma Ale lo ha trovato affascinante suo malgrado!

GIORNO 3: ROUTE 66 E GRAND CANYON

Il mattino successivo ci siamo svegliati di buona lena e siamo andati al Visitor Center di Kingman per farci consegnare il nostro passaporto della Route 66 Arizona!

Fatevi fare il timbro e prendete un po’ di materiale informativo, poi attraversate la strada per ammirare la “Santa Fe”: una mitica locomotiva dell’antico west!

Siamo poi ripartiti seguendo la Route 66 verso Seligman (Attenzione: sul navigatore impostate Truxton o Valentine come tappa intermedia, altrimenti vi fa deviare verso la più nuova e veloce Interstate 40!).

Ci godiamo tutto il percorso, fermandoci nei punti più caratteristici, dove ci sono ancora i simboli della mitica strada americana, poi quando arriviamo nel paese di Seligman una passeggiata è d’obbligo fra i mille negozietti di souvenir, fino da Angel’s Barbershop, dove ci facciamo fare il secondo timbro di giornata! Angel Delgadillo è una figura molto importante per la storica strada, poiché è il padre fondatore dell’Associazione dell’Arizona per la promozione della Route 66!

Seligman poi è un concentrato di angolini instagrammabili, non perdetevelo!

Il nostro viaggio continua verso ovest, tappa a Williams prima di arrivare al Grand Canyon poco prima del tramonto.

A Williams visitiamo il Pete’s Gas Station Museum, piccolo scrigno ricolmo di oggetti vintage, poi procediamo verso la Grand Canyon Railway, ma non per salire a bordo del treno (c’è anche questa possibilità, soprattutto se siete in famiglia!), ma per farci fare l’immancabile timbro sul passaporto!

E ora, rotta verso il Grand Canyon Village! Questa prima giornata la vogliamo dedicare alla parte ovest della South Rim, per goderci il tramonto da uno dei punti più scenografici: Mohave Point!

Superato il portale d’accesso (mostriamo il nostro annual pass dei parchi nazionali e abbiamo via libera), parcheggiamo nei pressi del Bright Angel Lodge e per la prima volta ci affacciamo sull’abisso, percorrendo pochi passi sul Bright Angel Trail.

Rimaniamo senza fiato, lo spettacolo che ci si presenta davanti è talmente impressionante che non si può spiegare. Questo è il momento in cui capiamo davvero cosa significhi aver intrapreso questo viaggio nel sud ovest degli Stati Uniti: emozione senza limiti, meraviglia totale, che cattura completamente!

Ci mettiamo un po’ di tempo a riprenderci, poi saliamo sulla navetta gratuita (Linea Rossa – Hermit Rest Route) che conduce ai singoli punti panoramici.

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L’emozione del Grand Canyon!

Attenzione: all’andata la navetta fa sosta in tutte le fermate, al ritorno no! Organizzatevi in modo tale da assistere al tramonto in uno dei punti dove salire poi comodamente a bordo e tornare al Bright Angel Lodge. Sulla mappa che vi consegneranno all’ingresso del parco (chiedetela in italiano) sono indicate tutte le fermate, potete consultare la brochure anche in anticipo sul sito ufficiale del Parco Nazionale del Grand Canyon.

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Lungo la Hermit Road, così si chiama la strada asfaltata che si sviluppa ad ovest del Grand Canyon Village, sono tanti i punti panoramici in cui fermarsi.

Se avete poco tempo, non perdetevi Hopi Point, Pima Point e soprattutto The Abyss, poi al tramonto vi consigliamo assolutamente Mojave Point!

Per noi rimarranno istanti unici, che porteremo sempre nel cuore: il Grand Canyon che lentamente viene circondato dalla magia della penombra, mentre il sole scende oltre le pareti di roccia e il cielo si tinge di rosa.

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Il Grand Canyon al tramonto (Mojave Point)

La nostra sistemazione per la notte ci aspetta poi a Flagstaff, a circa 130 km di distanza: è stata una scelta dettata dal contenimento dei costi, ma tornando indietro accetteremmo di spendere qualcosa in più e pernottare se non all’interno del parco, quantomeno nei dintorni, per esempio a Tusayan. Abbiamo notato che prenotando il giorno stesso da Booking si potevano trovare ottime offerte proprio qui, ma se decidete di dormire a Flagstaff allora vi consigliamo il Baymont Inn & Suites (79 $ per una camera matrimoniale), dove ci siamo trovati molto bene!

GIORNO 4: TREKKING NEL GRAND CANYON E LA DESERT VIEW DRIVE

Sveglia di prima mattina, colazione veloce all’hotel e poi via di nuovo verso il Grand Canyon: oggi ci aspetta un trekking che ci porterà nel cuore di questo spettacolo della natura.

Stavolta parcheggiamo nei pressi di Mather Point e saliamo sulla navetta (Linea Arancione – Kaibab/Rim Route) che ci porta fino all’inizio del percorso: il South Kaibab Trailhead!

Il South Kaibab è un trekking molto popolare (e infatti troverete tante persone a percorrerlo insieme a voi) che conduce fino al fiume Colorado, ma la nostra intenzione è di fermarci prima, a Cedar Ridge.

In totale, tra andata e ritorno, sono 5 km: lunghezza accettabile e che ci permetterà di dedicare il pomeriggio ai punti panoramici lungo la sponda est della South Rim.

Al South Kaibab Trailhead abbiamo dedicato un articolo speciale, per raccontarvelo nel dettaglio: sappiate che l’escursione conduce nel cuore del Grand Canyon e vi ritroverete circondati dalla natura selvaggia, a strapiombo nel vuoto, sentendovi piccoli piccoli!

Un’esperienza incredibile, che vi consigliamo assolutamente!

Nel pomeriggio, recuperata l’auto, ci spostiamo verso est percorrendo la Desert View Drive: ci fermiamo a Moran Point, Lipan Point e infine al Desert View Watchtower. Da ogni singolo punto panoramico si assiste ad uno spettacolo diverso, le forme e i colori cambiano, ma la sostanza rimane la stessa: meraviglia assoluta!

Ci lasciamo così alle spalle il Grand Canyon, ma la strada verso Page, la nostra prossima destinazione, è davvero scenografica e più di una volta ci fermiamo per scattare fotografie.

Sulla radio passa Eddie Vedder e intorno a noi il paesaggio appare come un immenso quadro dalle mille sfumature: è impossibile non emozionarsi, e qui ci scappano le prime lacrime di felicità. Per tutto quello che abbiamo visto, per quello a cui stiamo assistendo, per quello che sarà. Questo viaggio è un’avventura incredibile, miglio dopo miglio.

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Sulla strada verso Page

Oltre una salita, stretta tra due colline che sembrano essere un gigantesco sipario, si apre la vista su Page, il Glen Canyon e il Lake Powell.

Spesso diamo più importanza alla destinazione che al viaggio, ma qualche volta è il tragitto che ti sorprende. Brividi sulla pelle. Emozione pura.

Un’altra cosa che scopriamo è che il nostro hotel si trova proprio all’interno del Parco Nazionale del Glen Canyon: è il Lake Powell Resort, dove ci fermeremo ben due notti (240 $ per una matrimoniale), affacciato sul lago omonimo.

Scelta fantastica, che vi consigliamo senza dubbio!

La spiaggia del Lake Powell Resort

GIORNO 5: L’ANTELOPE CANYON E HORSESHOE BEND

A Page paese c’è davvero poco da fare (a proposito, NON andate a cena al ristorante Fiesta Mexicana, ha rischiato di rovinare la vacanza ad Ale!), ma nei dintorni c’è una concentrazione di bellezze uniche al mondo: l’Antelope Canyon, Horseshoe Bend e il già citato Lake Powell.

Ci svegliamo al mattino presto e ci fiondiamo ad Horseshoe Bend, dove il fiume Colorado forma un ferro di cavallo perfetto tra le pareti rocciose. Dal parcheggio (gratuito) un sentiero di poco meno di 1 km conduce ad uno degli affacci più incredibili di tutto il viaggio. Qui le vertigini sono assicurate e la meraviglia pure: mano a mano che il sole si alza nel cielo, il fiume assume colori più intensi, è bellissimo!

A mezzogiorno poi avevamo appuntamento con la visita all’Upper Antelope Canyon: ci sono diverse agenzie che si occupano di organizzare i tour, noi ci siamo affidati alla Antelope Canyon Navajo Tours e ci siamo trovati benissimo!

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Con delle mitiche camionette ci hanno accompagnato fino all’ingresso del canyon: qui la nostra guida ci ha condotto alla scoperta dei mille particolari e dato ottimi consigli per scattare foto perfette! L’Upper Antelope Canyon è incredibile, speciale, unico: vi ritroverete a passeggiare tra queste strette pareti levigate dall’acqua e dal vento nel corso dei millenni, dove la luce penetra solo attraverso alcune fessure in sommità.

L’orario migliore in cui visitarlo è verso mezzogiorno, perché i raggi solari penetrano all’interno del canyon formando dei fasci di luce davvero magici! Se riuscite dunque, cercate di prenotare per tempo e scegliete questo orario!

La visita (80 $ a persona – prezzo aggiornato al 2021) dura un’ora e mezza dalla partenza con le camionette fino al ritorno con le stesse alla base.

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Nell’Upper Antelope Canyon
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La spianata dell’Upper Antelope Canyon, dove convergono tutte le camionette ed ha inizio il tour

Nel pomeriggio abbiamo deciso di vedere anche il Lower Antelope Canyon. Qui non c’era bisogno di prenotazione e infatti abbiamo trovato agevolmente posto nel primo gruppo in partenza (stavolta a piedi). Ricordatevi di mostrare la ricevuta del pagamento dell’Upper Antelope perché così vi risparmierete gli 8 $ di tassa per il parcheggio nei territori Navajo, pagando soltanto il biglietto per entrare nel canyon (40 $ a persona).

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Gli stretti passaggi del Lower Antelope Canyon

Prima di partire avevamo letto che a molte persone era piaciuto più il Lower dell’Upper, anche per la minore presenza di persone. Per noi è stata una bellissima escursione, ma la magia dell’Upper è imbattibile, quindi se dovete scegliere tra l’uno o l’altro, scegliete l’Upper Antelope Canyon.

La passeggiata al tramonto sulle rive del Lake Powell e la successiva cenetta romantica (fai-da-te) nel parco del nostro resort, a rimirar le stelle, è la degna conclusione di questo splendido soggiorno a Page. Domani ci aspetta un’altra meraviglia.

GIORNO 6: MONUMENT VALLEY

Oggi si parte per la Monument Valley: lasceremo l’Arizona varcando i confini dello Utah, il nostro terzo stato in questo viaggio negli States.

La Monument si trova proprio al confine, ed è un parco interamente gestito dalla tribù indiana dei Navajo: per questo l’accesso non è compreso nell’annual pass, bisogna pagarlo all’ingresso (20 $ per veicolo, oppure 10 $ a persona).

Altra particolarità, nello Utah bisogna mettere l’orologio un’ora avanti rispetto all’Arizona!

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Il confine tra Utah e Arizona, poco prima della Monument Valley

Percorrendo la Highway 163 e superando il paese di Kayenta, si entra nel territorio dei giganti di roccia e sabbia, sentinelle a protezione di questo paradiso naturale senza pari al mondo. Alcune di queste formazioni rocciose sembrano avere le fattezze di un animale: un gufo, un elefante. Pensavo fosse leggenda, invece è proprio così, ed è impressionante.

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The Mittens and Merrick Butte

Il parco si visita percorrendo una strada non asfaltata ad anello lunga 17 miglia, a senso unico: basta seguire le indicazioni lungo il percorso e poi scegliere i punti panoramici preferiti. Noi abbiamo fatto sosta in quelli più famosi: all’ingresso trovate subito The Mittens and Merrick’s Butte, poi Elephant Butte, Three Sisters, John Ford Point (il simbolo del West – qui fermatevi anche ad assaggiare la specialità navajo alla baracchina che prepara il bred fries, pane fritto condito con zucchero o miele…buonissimo!!), Camel Butte, Totem Pole, Artist’s Point.

Tutti incredibili, tutti da fare: considerate di rimanere nel parco almeno 4 ore per godervi lo spettacolo!

Riprendiamo poi la strada verso ovest, in direzione Moab: questo tratto di Highway 163 è molto scenografico e spesso troverete molte persone ai bordi della carreggiata intenta a scattare foto. E probabilmente lo farete anche voi, rapiti dal paesaggio incredibile!

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La statale 163, verso Mexican Hat

Arriviamo a Moab sul tardi, sono quasi le 19, ma col cambio di fuso aumenta anche la luce solare, così decidiamo di non fare sosta in hotel e dirigerci subito verso il parco nazionale di Arches per vedere gli archi di pietra al tramonto. Per stasera solo da lontano, ma il giorno dopo ci promettiamo di fare l’escursione fin sotto il gigante di pietra.

Cena fantastica al Club Rio, un tipico saloon americano con tanto di tavolo da biliardo e hamburger da favola e pernottamento al Rustic Inn Motel (140 $ per una matrimoniale), pulito e confortevole. Di certo nello Utah le sistemazioni non sono economiche!

GIORNO 7: ARCHES, CANYONLANDS E DEAD HORSE POINT

Ci svegliamo prestissimo, ma non sufficientemente per ammirare l’alba ad Arches: questo sarà uno dei maggiori rimpianti di questo splendido viaggio.

Lo dico perchè solo dopo essere arrivati al cospetto di sua maestà Delicate Arch, l’arco naturale più famoso del mondo, ci si rende realmente conto di quanto sia magnifico e di quanto sarebbe stato speciale essere qui al sorgere del sole!

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Ma andiamo con ordine: l’ingresso al parco di Arches è compreso nell’annual pass, per raggiungere il Delicate Arch dobbiamo percorrere la strada asfaltata che conduce al parcheggio in prossimità del Wolfe Ranch, un’antica abitazione di fine ‘800.

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Il sentiero verso il Delicate Arch

Lasciamo l’auto e ci incamminiamo sul sentiero segnalato: il trekking dura circa 45 minuti, tutto il leggera salita, inizialmente su terra, poi su roccia. Quando si arriva all’ultima curva e si gira lo sguardo, il Delicate Arch appare in tutto il suo splendore: per la seconda volta le lacrime di felicità rigano il nostro volto.

Non si può spiegare l’emozione di vedere una simile bellezza della natura dal vivo. La magia che avvolge l’anfiteatro di roccia tutt’intorno al Delicate è palpabile: tutti parlano sommessamente, per non disturbare questa bellissima atmosfera. Uno dei momenti più belli di tutto il nostro viaggio.

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Emozione pura, sotto il Delicate Arch!

Il ritorno è facile e veloce, in mezz’ora siamo di nuovo in auto, destinazione Island In The Sky, distretto di Canyonlands.

Lasciamo l’Arches National Park a malincuore, consapevoli che qui ci sarebbero altre meraviglie da ammirare.

Island In the Sky, nome che pare evocare film di fantascienza, non è però da meno, anzi. Qui cominciamo a vedere la differenza con i canyon già esplorati: c’è più verde, più vegetazione, animali al pascolo.

Anche qui entriamo mostrando il nostro annual pass e ci fermiamo subito in corrispondenza del Shafer Canyon Overlook, il primo punto panoramico che si trova lungo il percorso: spettacolare!

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Shafer Canyon Overlook, un punto spettacolare di Canyonlands

Meraviglioso anche il panorama dal Mesa Arch, un arco naturale in pietra raggiungibile con un piccolo trekking di circa 10 minuti: non perdetevelo!

Noi ci siamo fermati in corrispondenza di quasi tutti i punti indicati sulla mappa (che potete consultare qui) e quelli che ci sono piaciuti di più, oltre ai due già elencati, sono stati quelli di Upheaval Dome (anche qui piccolo trekking che permette di osservare dei misteriosi crateri dai quali è emerso sale!), Green River Overlook e Grand View Point.

Considerate circa 4 ore per visitare con calma tutto il territorio di Island in The Sky: per raggiungere il punto più lontano, Grand View Point, dovrete percorrere in auto 20 km.

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Mesa Arch, spettacolare!

Nel pomeriggio decidiamo di visitare anche Dead Horse Point, un altro parco in questa zona, ma gestito dallo stato dello Utah: per questo non è possibile utilizzare l’annual pass, occorre pagare 15 $ (per vettura) per accedere. Ma, credeteci, ne vale assolutamente la pena!

La leggenda vuole che qui vivessero dei cavalli allo stato brado: quando i rangers presero possesso della zona e cercarono di catturarli, accerchiandoli, i purosangue si gettarono nel vuoto del canyon.

Qui è stata anche girata la drammatica scena finale del film Thelma e Louise: le due ragazze, di fronte alla prospettiva di passare lunghi anni in prigione, si gettano con l’auto nel vuoto, proprio come i cavalli.

Lo sperone di roccia che si affaccia sul canyon concede una prospettiva incredibile del territorio e del fiume Colorado. Non perdetevelo!

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Dead Horse Point
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Dead Horse Point

La tappa successiva è la sosta a Green River, piccolo paese sperduto dove abbiamo alloggiato al Super 8 by Windham al costo di 90,80 $ per una camera con due letti singoli.

Col senno di poi, avremmo scelto una località più vicina al Bryce Canyon (Salina?), destinazione del giorno successivo.

GIORNO 8: BRYCE CANYON

Il viaggio verso il Bryce Canyon, un po’ lunghetto da Green River (3h30), ci porta a conoscere ancora meglio il verdeggiante stato dello Utah: vallate e colline dai colori pastello, laghi, campagne coltivate e pittoreschi villaggi con casette in legno e magnifici ranch che fanno innamorare.

Il Bryce Canyon (accesso garantito con l’annual pass) è anch’esso un parco che colpisce subito lo sguardo, perché qui ci sono gli hoodoos: pinnacoli che paiono di fuoco, che si ergono nel cielo azzurro. La temperatura qui è molto più mite rispetto al Grand Canyon, l’aria è fresca e occorre coprirsi (questo a metà maggio).

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Il Bryce Canyon, un mondo a parte!

Il nostro programma prevede una bella passeggiata per vederli da vicino, uno dei sentieri più famosi di tutto lo Utah: il Navajo Loop Trail.

Parcheggiamo l’auto nei pressi di Sunset Point, secondo punto panoramico indicato sulla mappa (consultabile qui) e ci incamminiamo sul percorso in terra battuta. I colori del canyon sono splendidi e il contrasto dei pinnacoli in fiamme con il cielo azzurro, punteggiato da mille piccole nuvole, rende il paesaggio un quadro indimenticabile.

Il Navajo Loop Trail permette di calarsi in questa atmosfera unica al mondo poco a poco, immergendosi totalmente nella natura circostante: non perdetevelo per nulla al mondo! E’ un trekking abbastanza semplice, all’andata tutto in discesa (e conseguente salita al ritorno), della lunghezza complessiva di circa 3,5 km. Noi dopo la discesa oltre “Two Bridges” (due ponti in pietra naturali) siamo dovuti tornare sui nostri passi perché purtroppo “Wall Street”, il tratto successivo, era chiuso. Non abbiamo capito perché, ma considerate che qui al Bryce Canyon ha nevicato ad inizio maggio (!!): probabilmente il tratto era percorribile con molti disagi.

Recuperata l’auto è partita l’esplorazione verso i punti panoramici, l’ideale è percorrere tutta la strada fino a Rainbow Point (panorama sul Bryce Canyon e sulla verdeggiante vallata), per poi fermarsi al ritorno in corrispondenza dei vari scenic point.

Quelli che ci sono piaciuti di più sono Agua Canyon, Natural Bridge, Inspiration Point, ma assolutamente da non perdere è Bryce Point! Da qui si ha una visione dell’anfiteatro di hoodoos senza pari, che lascia letteralmente a bocca aperta!

Se ce la fate, venite qui all’alba: chi lo ha fatto ne ha parlato come di un’esperienza mistica, assolutamente indimenticabile!

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Il Bryce Hamphitheater dal Bryce Point (2500 m.s.l.m.)

Noi invece lasciamo il Bryce Canyon verso le sei di sera e stavolta la scelta dell’hotel è azzeccata sia come qualità, sia come posizione: il Quality Inn di Panguitch è comodo al parco (30 minuti) e costa il giusto ( 112,50 $ per una matrimoniale).

Noi poi ci siamo innamorati del paesino di Panguitch, della cenetta a base di hamburger al Henrie’s Drive Inn, un locale stile anni 60, dei sorrisi e della gentilezza delle persone.

E’ stato qui, al supermercato di Panguitch, che una signora molto simpatica in vena di chiacchiere ci ha chiesto se fossimo in paese per girare un film! Che ridere! 🙂

Panguitch ha anche battuto il record di temperatura più bassa registrata in tutta la nostra vacanza americana: alle 8 del mattino il termometro segnava 4 gradi!! Brividi!!!

GIORNI 9 E 10: LAS VEGAS

Dallo spettacolo della natura dei parchi nazionali, dei canyon, della natura rigogliosa dello Utah, agli effetti speciali della capitale del divertimento mondiale: Las Vegas!

Leggi anche: COSA FARE A LAS VEGAS IN 2 GIORNI

Non sapevamo bene cosa aspettarci di questo immenso parco giochi per adulti: c’è chi ne parlava male, chi diceva che due giorni qui fossero tempo sprecato, chi invece c’era stato in passato e ci sarebbe tornato molto volentieri.

Col senno di poi, noi facciamo parte di quest’ultima categoria: la follia di Las Vegas ci ha conquistato, ci siamo abbandonati al dolce far niente dopo giorni di trekking e chilometri macinati in auto, ci siamo calati nella parte e siamo scesi nei casinò per esplorarli tutti, e qualche volta fare una puntatina alle slot machine!

Due giorni sono più che sufficienti per scoprire la Strip, la Strada con la S maiuscola di Vegas, e le sue incredibili ambientazioni: da Parigi a New York, dalla piramide di Luxor alle deliziose fontane del Bellagio.

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Welcome to fabulous Las Vegas!

La ricostruzione più incredibile di tutte però è quella di Venezia: siamo letteralmente rimasti incantati! Il Ponte di Rialto, Piazza San Marco con il cielo finto che però sembrava vero (che flash tornare all’esterno e vedere la luce del sole naturale…), i gondolieri che accompagnavano i turisti lungo i rii della laguna. Però non riusciamo a rendere l’idea, dateci retta, dovete vedere di persona!

Abbiamo esplorato la Strip in lungo e in largo e il nostro casinò preferito è diventato il Mirage, dove abbiamo assistito all’eruzione di un vulcano (!!!) e vinto qualche dollaro; la vista che non dimenticheremo è invece quella al tramonto dal rooftop del Delano Hotel, lo Skyfall Lounge (15 $ per un cocktail).

Il nostro hotel, il Luxury Suites at The Signature ( 202 Euro per due notti in matrimoniale deluxe), era leggermente fuori dalla Strip, tuttavia aveva tutti i comfort che Vegas regala ai suoi avventori: camere gigantesche e lussuose ad un costo contenuto e piscina a disposizione per rilassarsi prima di scatenarsi nella folli notti della città! La prossima volta però si prenota al Mirage!

Di Las Vegas e delle sue attrazioni vi parleremo meglio in un prossimo articolo ad essa dedicato, ora è tempo di ripartire: destinazione Death Valley!

GIORNO 11: DEATH VALLEY

Dall’aria condizionata sparata a palla nei casinò di Las Vegas alla valle di fuoco nel bel mezzo del deserto: benvenuti nella Death Valley!

Un paesaggio lunare, dove i colori di varie ere geologiche si mescolano creando contrasti meravigliosi, mentre la strada che l’attraversa sembra una lama di roccia lavica.

Pazzesco: non ci sono altre parole per descrivere questo luogo!

Provenendo da Las Vegas l’accesso avviene da est, in corrispondenza di Death Valley Junction: l’ingresso è garantito con l’annual pass e qui trovate la mappa. Non preoccupatevi se troverete il Visitor Center chiuso (come successo a noi), se avete il pass procedete senza indugi.

Svoltando a sinistra al primo incrocio che si trova lungo la statale 190 si va in direzione Dante’s View: questo punto di osservazione si trova a 1700 metri di quota e il panorama da quassù è assolutamente eccezionale. La vista spazia sul Badwater Basin, l’immenso lago di sale che costituisce il punto più basso del Nord America, da nord a sud, mentre a ovest si stagliano le cime tra le più alte degli Stati Uniti continentali. E’ un paesaggio che disorienta, che ci fa sentire davvero piccoli e impotenti di fronte alla potenza della natura.

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Il panorama da Dante’s View, il punto più alto della Death Valley

Torniamo verso valle, seguendo la strada: l’asfalto sembra evaporare lentamente, il termometro della Gina segna 108 gradi Fahrenheit, circa 42 gradi. Siamo a metà maggio, non aggiungiamo altro.

Svoltiamo in corrispondenza di 20 Mule Team Canyon e una nuova avventura ha inizio. Ci ritroviamo su una strada sterrata, circondati da colline di terra rossa e roccia lavica: è impressionante! Parcheggiamo l’auto a bordo strada e saliamo su una duna per ammirare questo paesaggio che sembra uscito da un film di fantascienza.

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Il paesaggio di 20 Mule Team Canyon

La carraia è a senso unico e ci riporta sulla via principale: prossima fermata Zabriskie Point, uno dei punti panoramici più famosi di tutta la Death Valley. Bellissimo e imperdibile. Scusate, ma ora accelero un po’ per non farvela troppo lunga, perché della Death Valley parlerei per ore. Vi parlerei di cosa si provi a camminare sul lago di sale del bacino di Badwater mentre il sole vi picchia sulla testa con i suoi 45 gradi infernali, e sotto di voi la superficie della terra risplende come uno specchio magico. Qui siamo a -86 metri rispetto al livello del mare, come vi dicevamo il punto più basso dell’America Settentrionale. Fa sensazione pensare che il Monte Whitney, l’antagonista di questa sfida di quota, si trovi a soli 120 km di distanza. Fa altrettanta impressione pensare che qui un tempo tutto era sommerso dalle acque oceaniche. Fermatevi a riflettere su questo, guardatevi intorno e poi ditemi che effetto vi fa. A noi sono venuti i brividi.

Tornando verso Zabriskie Point svoltiamo a destra imboccando la strada verso Artist’s Palette: è un percorso tortuoso, un saliscendi senza pari tra i mille colori sfumati di diverse ere geologiche, non perdetevelo. Sì lo so, sembra che per visitare tutto la Death Valley ci voglia una giornata intera, ed è così in effetti. Solo che il caldo ti ammazza fisicamente. Portate con voi tanta acqua ragazzi. E fermatevi per una pausa all’ombra degli unici alberi del parco in corrispondenza di Furnace Creek, a fianco del distributore di benzina. Poi proseguite e raggiungete l’area di parcheggio poco prima di Stovepipe Wells, dove inizia il sentiero delle Mesquite Flat Sand Dunes. Qui siamo rimasti impressionati da queste immense dune di sabbia, nel bel mezzo del deserto: sembrava che da un momento all’altro potessimo scorgere una piramide egiziana!

Avrete capito che la Death Valley è un’esperienza senza pari, un luogo dove ogni scorcio impressiona e cattura. E’ stata la visita più impegnativa dal punto di vista fisico e quella più disturbante dal punto di vista psicologico. Assolutamente da provare!

Anche la strada che ci ha condotto a Ridgecrest, tappa di “servizio”, è stata a suo modo un’esperienza mistica. Per chilometri e chilometri non abbiamo incontrato anima viva e poi all’improvviso, un coyote davanti a noi, in mezzo alla strada. Ci siamo fermati e abbiamo atteso: lui ci ha guardato, per un attimo è rimasto immobile, poi si è affiancato al finestrino. Lingua di fuori, pelo arruffato e sguardo fisso, senza paura. I nostri occhi si sono incrociati per qualche istante e poi si è allontanato tra le dune di sabbia. Brividi. Questo viaggio trasmette solo sensazioni forti, miglio dopo miglio.

A Ridgecrest abbiamo dormito al Clarion Inn ( 80 $ per una matrimoniale), posticino tranquillo e dotato di piscina dove mi sono tuffato non appena arrivati, anche se erano le otto di sera! Abbiamo fatto la spesa al vicino Walmart di Ridgecrest, dove si trova davvero di tutto: è un grande centro commerciale, una catena diffusa in tutti gli States. I tavolini a bordo piscina dell’hotel sono stati il nostro ristorante di lusso per una cenetta a lume di candela!

GIORNO 12: SEQUOIA NATIONAL PARK

Anche oggi c’è un po’ di strada da fare, 315 chilometri dividono Ridgecrest dal Sequoia National Park.

Siamo emozionati perché vedremo le sequoie più alte del mondo, tra cui la detentrice del record di circonferenza e altezza: la “bestiolina” è stata soprannominata Generale Sherman ed è alta circa 84 metri. Come si dice in questi casi??? TOP!!!

L’accesso avviene da sud-ovest, dal Foothills Visitor Center (ingresso con annual pass), dal quale parte una salita senza fine fino a toccare i 2.000 metri di quota in corrispondenza del sentiero per il Moro Rock. Vi consigliamo di salire fino alla sommità di questa mitica roccia granitica e godervi il panorama, soprattutto se è una giornata limpida.

Noi abbiamo trovato un po’ di foschia: ci siamo fermati un secondo a riflettere di quanto fosse strano, a distanza di poche ore, passare dal caldo infernale della Death Valley ad un clima così fresco, in un territorio così verde e pieno di vita!

Piano piano si fa conoscenza con i giganti di questo territorio, che fanno sembrare le auto delle micromachine (ve le ricordate??!) e noi comuni mortali i protagonisti di “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”! La passeggiata che parte dal Giant Forest Museum è meravigliosa e, attraverso un percorso circolare, vi porterà ad innamorarvi perdutamente di questi esemplari maestosi, testimoni di secoli di storia!

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Ai piedi dei giganti!

Proseguendo verso nord lungo la Generals Highway, la strada principale del parco, si giunge infine al parcheggio per raggiungere il Generale Sherman. Da qui ha inizio il sentiero che, in poco meno di 20 minuti, conduce alla sequoia più grande del mondo, sia per altezza che per circonferenza! Uno spettacolo che in foto non rende bene l’idea: la magia di questo luogo è scalfita solo dalla presenza di tanti turisti, accalcati per una foto ricordo.

Secondo noi, il Sequoia National Park trasmette il meglio di sé lontano dai luoghi affollati: cercate un angolino tutto vostro, circondatevi di sequoie secolari e abbracciatele, toccatele, fatevi trasmettere tutta l’energia e il calore che esse emanano.

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Il Generale Sherman, il re delle sequoie giganti!

Lasciandoci alle spalle i giganti del parco ci è venuta un po’ di malinconia: quanti giorni abbiamo passato tra le meraviglie della natura, quante scoperte e quante emozioni! Le porteremo tutte con noi sulla West Coast!

La tappa di avvicinamento al sogno nel cassetto di Ale, la seducente San Francisco, è Fresno: qui abbiamo dormito al La Quinta Inn ( 96,50 $ per una matrimoniale), ma non ci soffermiamo a descriverlo perché non ve lo consigliamo.

GIORNI 13-14-15: SAN FRANCISCO

Un altro sogno che si realizza: vivere San Francisco! Se avete letto il nostro articolo pre-partenza allora siete già a conoscenza di quanto questa città sia per Ale una meta ambita da tantissimo tempo. E quando si hanno grandi aspettative a volte si rimane fortemente delusi. San Francisco invece non solo si è rivelata una meravigliosa città, ma ha saputo addirittura superare le aspettative!

Leggi anche “SAN FRANCISCO IN 3 GIORNI: IL NOSTRO ITINERARIO

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Sopra al Golden Gate Bridge, una delle emozioni più forti di tutto il nostro viaggio!

Noi ci siamo subito tuffati nel cuore della Baia, andando alla scoperta dei quartieri dove tutta ha avuto inizio: Mission, dove si insediarono i missionari spagnoli nel 18° secolo, che custodisce una collezione di street art pazzesca; Castro, dove a metà degli anni 70 nacque e si sviluppò dirompente il movimento per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, primo quartiere LGBT di tutti gli Stati Uniti; Haight-Ashbury, culla del movimento hippie negli anni 60. Tutto è successo qui, a San Francisco. E’ per questo che questa città ha qualcosa che nessun’altra al mondo possiede: una magia insita che si respira e annusa, che non si riesce a spiegare con le parole, ma che ti entra nella pelle.

E poi ci sono i sorrisi delle persone che incontri per strada, i panorami e i tramonti che non dimenticheremo mai, soprattutto quando ci siamo trovati a strapiombo sull’oceano e alle nostre spalle c’era il Golden Gate Bridge in tutta la sua grandezza.

San Francisco ve la vogliamo raccontare come si deve, non bastano poche righe: dedicheremo alle sue meraviglie un intero articolo, per svelarvi tutte ciò che dovete assolutamente fare e vedere nella baia!

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Le Painted Ladies e lo skyline di San Francisco

GIORNO 16: BIG SUR E SANTA BARBARA

Un oceano di meraviglie! Partiti da San Francisco verso sud, abbiamo poi svoltato verso l’oceano percorrendo la mitica Pacific Coast Highway, una strada panoramica che nel tratto compreso tra Carmel by the sea e Big Sur ci ha portato a strapiombo sulle onde impetuose del Pacifico!

Superata Carmel, che purtroppo per motivi di tempo non abbiamo visitato come avremmo voluto, ci siamo diretti verso Big Sur e, curva dopo curva, ci siamo innamorati di ogni scorcio, fino al famoso Bixby Creek Bridge. Questo ponte è una vera icona mondiale dei viaggi on the road, una tappa imperdibile per chi viaggia lungo la West Coast!

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Al Bixby Creek Bridge, lungo la Pacific Coast Highway

Il tracciato della Pacific Highway prosegue verso sud, ma purtroppo a causa di una frana il tratto oltre Big Sur era ancora chiuso al traffico. Prima di partire, verificate la situazione aggiornata in tempo reale sul sito governativo dei trasporti, inserendo il numero della Highway (1).

Siamo così tornati sui nostri passi e da Salinas abbiamo ripreso la Highway 101 in direzione Santa Barbara. Viaggio lunghetto, ma ripagato dalla bellezza di questa cittadina affacciata sull’oceano, con un’atmosfera fantastica.

Santa Barbara, che abbiamo scoperto con calma, ci ha davvero conquistato! Dopo aver sistemato i bagagli nella nostra camera al Coast Village Inn (camera grande e pulita, piscina e biciclette a disposizione – 112 Euro), ci siamo fiondati sul lungomare.

Dopo le “fatiche” dei grandi parchi e la vita di città a San Francisco (Las Vegas fa storia a sé), passeggiare tra le palme con lo sguardo sognante sulle acque tranquille al tramonto dell’oceano…Beh, mette in pace con il mondo!

A Santa Barbara poi c’è un profumo di buono nell’aria, forse sono i fiori che trovi ovunque, sulle terrazze delle case in stile andaluso (già, abbiamo trovato un po’ di Spagna anche qui!), mescolata all’odore del mare. Il tramonto dal pontile è stato bellissimo, e altrettanto speciale la cena che ci siamo concessi alla Shellfish Company, assaggiando il granchio (la specialità della casa) e una frittura mista di calamari e gamberetti. Se passate di qui, non perdetevelo. Il conto (84 $) è stato il più salato di tutta la vacanza, ma ne è valsa assolutamente la pena! Ottime anche le birre artigianali spillate a temperatura perfetta (ghiacciate, come piacciono ad Ale!).

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La specialità della Shellfish Company di Santa Barbara: il granchio!

Il mattino successivo, prima di ripartire verso sud, ci siamo dedicati al centro della città, Downtown: per chi ha voglia di fare shopping, qui c’è tutto e di più. Dalle piccole boutique alle grandi firme, dai negozi di antiquariato a quelli di dischi e vinili.

Avremmo voluto fermarci molto di più a Santa Barbara, per scoprire i suoi angoli più sconosciuti, che poi sono quelli più deliziosi: ci torneremo, in futuro!

GIORNO 17: SANTA MONICA

Seguendo la West Coast, la nostra prossima tappa è Santa Monica. Le palme e l’oceano accompagnano buona parte del nostro viaggio verso sud ed è tornato a fare capolino anche il sole. Già, da San Francisco a Santa Barbara si era nascosto un po’ dietro alle nuvole.

Così Santa Monica ci accoglie sotto una luce splendente e ce ne innamoriamo subito: iniziamo con una passeggiata lungo la via dello shopping, la Terza Strada. Lusso a go go’s e negozi di qualsiasi tipo: impossibile resistere, anche per noi che di solito passiamo oltre!

Però la vera attrazione della città è il meraviglioso pontile, con i suoi mille colori, la ruota panoramica e le montagne russe, che sono qui dagli ‘30 del secolo scorso (con qualche ammodernamento!). Da qui si assiste ad un tramonto spettacolare, accompagnato dalle note dei tanti artisti di strada che vengono qui ad esibirsi, in cerca di fortuna.

California girl in Santa Monica

Un po’ come chi attraversava l’America seguendo la Route 66, a metà del secolo scorso, alla ricerca delle opportunità che la West Coast concedeva: proprio qui a Santa Monica, in corrispondenza del pontile, si conclude il tracciato della mitica Mother Road.

E ci guardiamo divertiti, quando lo scopriamo: il nostro viaggio qui in America è iniziato proprio sulla Route 66 e non poteva trovare epilogo migliore!

Prima di cena, facciamo conoscenza con chi ci ospiterà per due notti: una simpatica coppia cinese, marito e moglie, proprietari di un appartamento che abbiamo trovato su Airbnb. La sistemazione, una camera arredata con gusto con bagno privato ( 292 $ per 2 notti), è pulita e a due passi dalla Terza Strada: assolutamente consigliata!

Ci facciamo belli e usciamo verso le 21, pensando che almeno qui i ristoranti abbiano orari più simili ai nostri, ma non è così: la maggior parte chiude alle 22, salvo il fine settimana in cui la chiusura è posticipata alle 23!

Così dirottiamo su un pub: birra ghiacciata, patatine fritte (un must della vacanza) e replica su maxischermo della partita tra Golden State Warriors e Houston Rockets. Buonanotte Santa Monica!

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Santa Monica al tramonto

GIORNI 18 E 19: LOS ANGELES

“The silver of a lake at night, the hills of Hollywood on fire. A boulevard of hope and dreams, streets made of desire…The city of angels….the city of angels…”. In loop, per due giorni. E a me neanche piacciono i Thirty Seconds To Mars! Ma questo è stato il leit motiv lungo le strade di Beverly Hills, mentre pensavo alla serie tv che guardavo da ragazzino, e poi ancora oltre, su Merlose Avenue (ricordate Merlose Place?!), mentre ci avvicinavamo a quella fabbrica dei sogni che diventano realtà che risponde al nome di Hollywood!

Leggi anche “2 GIORNI A LOS ANGELES: HOLLYWOOD, SPIAGGE E STREET ART!”

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Sotto la mitica Hollywood Sign!

Come per San Francisco, Los Angeles non può essere raccontata in poche righe: è una città che ha tante anime, un po’ strana e diversa dalle altre, con un traffico micidiale nell’ora di punta! Nella città degli angeli noi ci siamo divertiti ad andare a caccia di street art, siamo saliti fino quasi ad abbracciare la scritta tra le colline di Hollywood, guardando dall’alto la città e i suoi grattacieli, poi siamo scesi giù, fino a Venice Beach, lanciati su un monopattino lungo la ciclabile che costeggia l’oceano.

Rimanete sintonizzati sul Trolley, ve ne racconteremo di belle!

IL NOSTRO VIAGGIO ON THE ROAD NEGLI STATES: INFO UTILI

Periodo del viaggio: dal 8 al 27 maggio 2018

Compagnie aeree utilizzate: British Airways (Bologna-Londra) e American Airlines (Londra-Los Angeles) all’andata; solo British Airways al ritorno (Los Angeles-Londra-Bologna). Sconsigliamo i voli a lungo raggio con British, il servizio e il comfort sono appena sufficienti. American Airlines invece, rispetto al viaggio del 2013 a New York, è migliorata: il servizio di bordo è molto efficiente e anche il comfort superiore! Costo complessivo per il viaggio A/R: 425 Euro a testa.

Noleggio auto: Alamo tramite Rentalcars, abbiamo scelto una Jeep Compass tra le auto disponibili, al costo di 507 Euro per 18 giorni.

Con Alamo funziona così: al momento della prenotazione scegliete una categoria di vettura (noi avevamo selezionato SUV), poi quando siete sul posto vi viene indicato il settore dove sono parcheggiate tutte le auto appartenenti a quella categoria e voi scegliete quella che più vi aggrada! Bello no?!

Oltre al costo del noleggio, che comunque comprende un’assicurazione base più che sufficiente (quella che propone RentalCars), noi abbiamo aggiunto la Road Safe (direttamente al desk Alamo), per 7 $ al giorno. Una maggiore tranquillità nel caso fossimo rimasti “a piedi”: si ha assistenza 24 ore su 24 e sostituzione immediata del mezzo, con la possibilità di continuare il proprio viaggio senza pensieri. Consigliamo assolutamente la compagnia Alamo: sono seri, precisi e non vi faranno trovare sorprese “sul conto”.

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Un momento magico sulla West Coast: il tramonto!

Allora, siete pronti a partire per un fantastico itinerario USA on the road?

Se avete bisogno di qualche informazione in più, vi aspettiamo nei commenti!

E’ stato un viaggio fantastico e anche solo parlarne ci fa tornare in mente tutte le avventure vissute!

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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54 commenti su “USA on the road: i nostri 20 giorni tra California e grandi parchi del Sud Ovest”

  1. Non faccio fatica a credere alla sciùra americana: anche io se vi avessi visti dal vivo avrei pensato che foste due attori di quelli fighi 😉
    Che dire, ho seguito giornalmente tutte le vostre tappe su IG e posso solo immaginarla la meraviglia e le lacrime di gioia che avete provato! Però ora che ho preso visione dei costi vivi, posso sperare un giorno di “immaginare la meraviglia dal vivo” anche io hahahah e io che credevo che un OTR in USA costasse quanto l’uranio impoverito! Dico sul serio, già a partire dai voli fino al costo del noleggio che praticamente è venuto una sciocchezza per quel Gippone! 😉
    Il reportage l’ho letto tutto d’un fiato e non è affatto un pippone anzi, arrivi alla fine e dici “ma nooo è già finito”, infatti aspetto i prossimi post, anche se immagino la faticaccia a mettere nero su bianco le emozioni di un viaggio del genere, viaggio per cui vi ho invidiati non poco. Invece non invidio per niente l’immane lavoro per mettere a posto le foto! 😛
    La Monument Valley la conosco a memoria avendola percorsa in lungo e in largo nei panni di John Marston (sono una fan di Red Dead Redemption) e conto un giorno di cavalcare verso il tramonto in sella ad un vero quarter horse americano con Mittens e Merrick Butte sullo sfondo *_*
    Ora scusate il mio di pippone!
    Ps: Chiara con le trecce sembra davvero una piccola squaw 😉

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    • Ma grazie Daniela! Quando siamo partiti avevamo in mente una cifra, o perlomeno ci eravamo prefissati di non superarla, dandoci un budget giornaliero da rispettare. Alla fine siamo stati bravi, risparmiando con pranzi al sacco ed evitando cene costose…Insomma, organizzandosi per tempo (abbiamo iniziato circa 10 mesi prima della partenza a prenotare), l’OTR americano si può fare! 😉
      Capitolo gippone: con Alamo è un bell’andare, perchè online si prenota la classe di auto, poi sul posto ti danno la possibilità di sceglierla personalmente, entrando e valutando spazi e comfort di ogni singola vettura. Devo dire che la Compass ci ha conquistato da subito, ma consuma una pazzia!! 🙂
      Parlando della Monument, è uno spettacolo incredibile: il contrasto tra il rosso delle butte e della terra con l’azzurro del cielo è indescrivibile! Non so se il gioco della Rockstar rendeva così tanto l’idea (a proposito, me lo consigli?? Io ho giocato a tutti i capitoli di GTA e le strade di Los Angeles per me non avevano segreti! ahahaha), ma di sicuro quando ci andrai lo amerai perdutamente! Soprattutto se realizzerai il tuo sogno di esplorarlo a cavallo! Te lo auguriamo con tutto il cuore! 😉
      Un abbraccio e a presto!

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      • Non te lo consiglio no no no! Credimi sulla parola NON procurartelo che Chiara ti caccia di casa! Io ci ero andata talmente in fissa che Orso ha minacciato di sabotarmi la Xbox3 😀
        Sai cos’è? E’ che anche quando lo finisci (cioè quando termini le missioni) è comunque talmente bello e fatto bene che è un piacere ca@@eggiare per il vecchio West! Dopo la saga di Assassin’s Creed è uno dei migliori giochi a cui abbia giocato, una grafica super realistica e un’esperienza di gaming notevole (ma perchè parlo come un nerd?!) 😀
        A parte scherzi se tu dovessi giocarci e cavalcare nella Monument poi fammi sapere cosa ne pensi 😉 Io aspetto RDR2 *__*
        Quanti punti ho perso ora che sapete che sono un maschiaccio?! 😛

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        • No no a questo punto Dani il danno è fatto! ahahaha
          E pazienza se Kiki si lamenterà: quest’anno non c’è nemmeno il Mondiale da seguire, qualche diversivo lo dovrò pure trovare in questo giugno di fuoco. Quindi aria condizionata e Red Dead Redemption a go go’s! 🙂
          Comunque, per quanto mi riguarda, non hai assolutamente perso punti ma anzi li hai raddoppiati: sei un mito assoluto! 😉

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  2. Ragazzi..leggendo il vostro racconto l’impressione è che si sia trattato di un viaggio E P I C O !
    La parte che mi ha colpito di più e che è ciò che desidero fare da quando sono bambina è il Gran Canyon, l’Antelope Canyon, Horseshoe Bend e ovviamente la Monument Valley. Il canyon, i cavalli, i muli (o asini?), i giganti di roccia ..tutte immagini viste e riviste nei film con cui sono cresciuta. Vi invidio moltissimo. Le foto poi sono stupende!!
    Non so però con che coraggio abbiate guidato a Los Angeles! 😀
    Bravi bravi..bellissimo reportage!

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    • Grazie davvero Simo! Devo dire che al traffico e soprattutto al modo di guidare dei californiani non ero per nulla preparato: sono dei pazzi! Inoltre ci sono regole da seguire un po’ diverse dalle nostre, ne parleremo meglio in un prossimo articolo! La parte che hai in mente di esplorare è meravigliosa e se posso darti un consiglio, aggiungerei anche il Delicate Arches: è incredibile dal vivo, vale assolutamente la pena allungare il tragitto fin nello Utah! Quando sarà ora comunque siamo a disposizione per tutti i consigli di cui avrai bisogno! Grazie ancora, un abbraccio!

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  3. Ragazzi che viaggio bellissimo!
    Quel tramonto al Grand Canyon ce lo sogneremo questa notte.
    Racconto dettagliato e molto interessante, soprattutto il dettaglio dei costi.. ci siamo sempre chiesti quanto potesse costare un viaggio così! L’abbiamo rivissuto volentieri durante la lettura. Diciamo rivissuto perché voi un po’ un film l’avete girato per noi che vi seguivamo su instagram.
    Ben tornati ragazzi!

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    • Ciao ragazzi, è vero, abbiamo viaggiato insieme anche se solo virtualmente, ed è stato bellissimo! 😉
      Quel tramonto poi è stato un vero sogno ad occhi aperti: il Grand Canyon che lentamente cambia colore, il Colorado che diventa un serpente d’argento tra le pareti rocciose, il silenzio intorno a noi (c’era tanta gente, ma nessuno osava fiatare!): un momento indimenticabile!
      Grazie mille per averci seguito, e per essere sempre così carini! Un abbraccio!

      Rispondi
  4. Bellissimo viaggio e bellissimi voi: capisco benissimo quelli che vi hanno chiesto se eravate lì per girare un film!
    Potrei tranquillamente copiare e incollare tutto e organizzare quello che sarebbe il mio viaggio dei sogni e chissà che magari sarebbe la volta buona che io e il mio compagno decidiamo di “ufficializzare” la nostra unione a Las Vegas 😉 E poi il pranzo per festeggiare lo farei con quel granchio gigante ?

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    • Ciao Silvia, grazie mille, sei troppo gentile! 😉
      Per noi sarebbe davvero un onore essere la vostra guida virtuale per il vostro viaggio negli States! Sai che siamo stati anche nelle stanze dove celebrano i matrimoni all’interno del Bellagio, a Las Vegas? Bellissime, molto intime ed eleganti: sposarsi lì e organizzare la festa nella veranda esterna che da sulla spettacolare piscina esterna è supertoppp!! 🙂
      Magari potreste contattare la Shellfish Company di Santa Barbara per organizzare il rinfresco: miticità assoluta! 😉

      Rispondi
  5. Articolo a dir poco TOP!! Super dettagliato e utile perchè questa rientra nelle esperienze che “vanno fatte almeno una volta nella vita”! Per non parlare delle bellissime foto che avete fatto. Ci avete fatto vivere quei momenti come se fossimo con voi. BRAVI!

    Rispondi
    • Ciao Federica, grazie mille! E’ stato davvero bello viaggiare con voi che ci avete seguito giorno dopo giorno sulle stories di Instagram, o su Facebook: anche se solo virtualmente, era come avervi vicino a noi! 😉

      Rispondi
  6. Ragazzi, siamo così contenti per voi. Non solo il vostro sogno é diventato realtà, ma ha addiritura superato le aspettative…che non é sempre scontato! Ci credo che vi hanno chiesto se eravate lí per girare un film!!! Poi sentirsi accolti accolti e ben voluti fa sicuramente la differenza!

    Sognamo anche noi una Gina che ci porti alla scoperta del Grand Canyon dell’Antelope e tutti gli altri fantastici posti che avete visto…abbiamo gli occhi lucidi solo a vedere le vostre meravigliose foto! Mojave Point??????

    Non c’é dubbio che quando finalmente faremo questo meraviglioso viaggio seguiremo alla lettera il vostro itinerario…semplicemente perfetto! Grazie per averlo condiviso e ler averci fatto sognare con le vostre storie su Instagram!!!

    Rispondi
    • Ciao ragazzi! Grazie a voi per tutti questi bellissimi complimenti e grazie per averci seguito nelle nostre avventure! 😉
      Avete proprio ragione: quando si è accolti con gentilezza e col sorriso, ci si sente davvero bene. Forse anche per questo il nostro viaggio è stato così piacevole, perchè oltre a tutte le meraviglie che abbiamo potuto ammirare, c’era questa atmosfera di benevolenza che lo ha reso speciale.
      Siamo sicuri che anche voi avrete una Gina pronta a scarrozzarvi sulle strade della California e poi oltre, verso l’infinito di questi territori mitici dove i confini sono solo linee immaginarie disegnate su delle mappe! Un grande abbraccio, Ale e Kiki

      Rispondi
  7. Questo viaggio, anche se un po’ ridotto rispetto al vostro, è stato il primo on the road che abbiamo fatto. San Francisco e il Grand Canyon che nostalgia ..mi sa che dovremo tornare per vedere quello che ci siamo persi! Avete fatto delle foto magnifiche e un viaggio spettacolare ??

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    • Ciao Simo, grazie ancora per i complimenti! Tu ci fai sempre sognare ad occhi aperti con le foto dei tuoi viaggi, quindi le tue parole ci fanno un immenso piacere! Mi sembra di capire che il tuo on the road sia stato un “taglio” dal Grand Canyon verso la Death Valley, passando da Las Vegas giusto? Se è così, puoi capire l’emozione del primo affaccio sull’abisso e quella di camminare per le strade di San Francisco. Non si può spiegare, bisogna viverlo di persona, vero?

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  8. Un viaggio stupendo, io ho fatto un itinerario molto simile qualche anno fa e ricordo ancora ogni singola emozione. Soprattutto ricordo la meraviglia di ammirare con i miei occhi l’immensità di certi luoghi. Pur avendoli visti mille volte al cinema non si è mai preparati alle emozioni di vederli dal vivo.

    Rispondi
    • Sono completamente d’accordo: vi sono spazi e profondità che nessuna foto potrà mai “raccontare”, bisogna vivere l’esperienza di persona e lasciarsi andare alle emozioni. Per me il primo affaccio sul Grand Canyon rimarrà uno shock emotivo indelebile. Mi viene la pelle d’oca a ripensarci ora…

      Rispondi
  9. L’articolo e le foto sono stupendi! Questo è il viaggio che voglio fare il prossimo anno! Solo che starò meno giorni… spero di averne almeno 15.
    Chiaro che sarà un giro diverso rispetto al vostro, più limitato.. però ci sarà tanto spazio per parchi/laghi, qualcosina per le città, il Big Sur e le ghost town.
    C’è tempo… ma sarà un viaggio importante, ci penso già adesso!

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    • Ciao Pietro, grazie davvero di cuore! 15 giorni sono perfetti per visitare la maggior parte dei parchi e fare più giorni a San Francisco e Los Angeles, ovvio che per non fare delle super tirate dovrai tagliare su qualcosa. Atterrando a SF io starei almeno tre giorni in città, poi mi sposterei verso est fino al Bryce Canyon e da lì raggiungerei la Monument Valley. Poi ritorno verso ovest, passaggio da Page per l’Antelope e Horseshoe Bend, quindi Grand Canyon e Los Angeles. In questo modo rimarrebbero fuori “solo” Canyonlands, Dead Horse Point e il Delicate Arch: quest’ultimo per me è qualcosa di incredibile, ma con 15 giorni a disposizione bisogna sacrificarlo! Che ne pensi?

      Rispondi
      • Mi sembra un ottimo tour. Adesso c’è tempo chiaramente, ma mi piacerebbe fare pure la Death Valley e lo Yosemite, tagliando magari Los Angeles e sotituendola con San Diego.
        Boh, si vedrà!
        Grazie 🙂

        Rispondi
        • E’ un piacere! 😉
          Anche noi volevamo fare lo Yosemite, ma c’era l’incognita Tioga Road Pass che poteva essere chiusa a causa della neve…questo avrebbe comportato un giro molto più lungo per raggiungere il versante ovest del parco, provenendo dalla Death Valley, e di conseguenza San Francisco! Comunque quando sarà ora, siamo qui per consigli e altro! Un abbraccio!

          Rispondi
  10. Ho risposto da sola alla mia domanda?
    Beh anche voi direi che avete vissuto un’esperienza fantastica ed è uno dei viaggi che mi piacerebbe fare da tanto tanto tempo…per ora mi accontenterò di viaggiare attraverso i vostri occhi e le vostre emozioni e quando il sogno diventerà realtà di sicuro vi prenderò come un punto di riferimento.
    Complimenti davvero un splendido viaggio?

    Rispondi
    • Grazie Veronica! Abbiamo affrontato le nostre avventure in due modi molto diversi: noi on the road, tu zaino in spalla nella natura. Entrambe, secondo me, ci hanno restituito però la stessa sensazione di libertà, di immensità, ognuna a modo suo! 😉
      Quando sarà il momento, se avrai bisogno di qualche consiglio per l’organizzazione del tuo viaggio, noi siamo qui! 😉

      Rispondi
  11. Ciao Ragazzi e complimenti per il bellissimo viaggio!! Il prossimo anno, per il viaggio di nozze, penso che faremo un road trip simile (21gg fra set-ott).
    Una domanda pratica e banale: quali accorgimenti avete preso/pensato/studiato per il viaggio in auto? cercati in precedenza tutti i distributori, scorte d’acqua, numeri telefonici da contattare, controllo delle gomme ogni tot Km (l’auto a noleggio aveva ruota di scorta o kit?).
    Ho già guidato negli states ma per molti meno Km (600) e la prossima volta viste le distanze vorrei partire bello preparato 🙂
    Grazie!!

    Rispondi
    • Ciao Ruggero, noi avendo noleggiato l’auto con Alamo e, potendo contare sull’assistenza 24 ore su 24 della compagnia attraverso il pacchetto Road Safe (da fare direttamente al banco prima del ritiro dell’auto), eravamo abbastanza tranquilli! Alamo fornisce tutti i recapiti da contattare in caso di emergenza! ?
      Per quanto riguarda la benzina, distributori se ne trovano davvero ovunque, l’unica eccezione è data dal Sequoia National Park dove ti consiglio di entrare con il pieno,che puoi fare a Three Rivers poco prima dell’ingresso sud (Foothills Visitor Center).
      Per quanto riguarda le gomme, le ho controllate un paio di volte! ?
      Spero di averti dato qualche info utile, vi auguriamo un bellissimo on the road negli States! A presto!

      Rispondi
  12. Ciao ragazzi, bel gran viaggio! Vorrei (siamo in due) fare un viaggio simile: anziché 20 gg ne farei 15 : in questo caso cosa elimenersti dal tuo itinerario per adattarlo al mio di 15?
    Pensavo maggio o luglio.cosa consigliate?
    thanks:)

    Rispondi
    • Ciao Andrea, grazie mille intanto! ?
      Avevo già preparato un itinerario alternativo e se vuoi te lo posso spedire via mail: utilizzo questa con cui hai commentato l’articolo?
      Un saluto e buon Halloween! ?

      Rispondi
      • Ciao Massimo, che viaggio ragazzi!!!
        Io sto organizzando un viaggio simile al vostro, ma anch’io ho solo 15 gg a disposizione, quindi pensavamo di atterrare a S.Francisco, fare i parchi, passare da Las Vegas per terminare a Los Angeles, pertanto alcune tappe si dovranno per forza saltare ahimè! magari meno parchi…
        Siamo un gruppo di 4 adulti e 2 bambine quindi, come da te consigliato, prenoteremo un’auto suv con Alamo: voi l’avete fatto online dall’Italia? A S.Francisco conviene muoversi a piedi? l’auto sarebbe inutile da quelle parti? ci si muove bene con i mezzi pubblici? sono chiare le tratte?
        Un’altra cosa che ci incuriosisce sono le entrate ai parchi: il pagamento conviene farlo sul posto? ci si muove bene e con chiarezza all’interno? si entra e si esce dallo stesso punto per girarli?? OMG mi sento così imbranata, avendo 2 bambine a seguito vorrei uscisse fuori un bel ontheroad organizzato!!
        In questo post parli di un itinerario alternativo che copre 15 gg, potresti inviarlo anche a me? dici che potrei adattarlo?
        Grazie mille per tutte le info utili che potrai darmi!!!!! V ; )

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        • Ciao ragazzi, che bello il vostro progetto per gli States! 🙂
          Come hai detto, Vera, qualche tappa con 15 giorni a disposizione dovrete saltarla, ma appoggio la vostra idea di partire da San Francisco: io l’auto la prenderei il giorno in cui deciderete di spostarvi verso i Parchi (Sequoia o Yosemite?), perché a San Francisco può essere un po’ complicato muoversi, c’è un bel traffico in città. Niente di trascendentale, ma visto che c’è Uber e i prezzi sono molto concorrenziali, prendetelo in considerazione.
          L’auto noi l’abbiamo noleggiata dall’Italia, attraverso Rentalcars che è un sito di comparazione di compagnie al quale ci affidiamo spesso, perché si trovano ottime tariffe. Leggi anche l’altro nostro post relativo alla guida negli States, perché troverai altre informazioni utili! 😉
          Per le entrate ai parchi, se avete intenzione di visitarne tanti, vi consiglio di fare l’Annual Pass: costa 80 dollari e lo si può acquistare all’accesso del primo parco che si visiterà. Noi lo avevamo comprato all’Info Point del Joshua Tree NP, proprio all’ingresso del Parco. Se la vostra direzione da San Francisco è il Sequoia Park, potete tranquillamente acquistarlo lì, non ti preoccupare perché è tutto molto semplice e loro molto gentili. Sempre all’accesso di ogni parco viene data la mappa, poi basta seguire le indicazioni per le singole attrazioni o per l’uscita quando la visita è terminata: anche in questo caso vai tranquilla, è tutto perfettamente segnalato! 😉
          Per quanto riguarda l’itinerario di 15 giorni alternativo, te lo giro volentieri: posso inviartelo all’indirizzo mail che hai utilizzato per commentare l’articolo?
          Buon sabato sera e buona domenica!

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      • non sai come mi hai tranquillizzata!! muovermi nei parchi era la mia paura…allora con le loro mappe saremo in una botte di ferro!! ahahah

        si si, per il tuo itinerario alternativo puoi tranquillamente usare la mail che ho utilizzato per commentare!!! grazie ancora, l’aiuto che si riesce a raccogliere dalle condivisioni di persone come te dal web a volte è sorprendente!!
        V.

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      • giusto perché me ne sono accorta solo dopo l’invio….sorry Alessandro per averti chiamato Massimo!!! ; ) non ho idea perché mi sia scappato, forse mi sono fatta confondere dalle iniziali del tuo cognome!!!!
        p.s. per guidare avete fatto richiesta della patente internazionale??

        grazie ancora!!! vi riempirei di domande…è un viaggio importante!!!
        V.

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  13. Ciao ragazzi, che bel viaggio! É da tanto che progetto di visitare gli States, ma tra impegni vari e anche i costi (non proprio “du spiccioli” 🙂 ) ho sempre preferito rimandare.

    Il 2019 dovrebbe essere l’anno buono per fare il viaggio oltre Oceano, stimolato oltre che dal vostro anche dai video di Human Safari.

    Anche io sto valutando l’opzione noleggio auto, ma non vorrei perdermi tra i meandri di clausole e contro clausole. Ho trovato una buonissima offerta su TiNoleggio.it che poi rimanda ad Alamo con prezzi più bassi se si prenota direttamente sul sito della compagnia. Ora, la mia domanda è: ci sono particolari attenzioni da seguire negli States, è meglio fare tutte le assicurazioni del caso o basta quella “standard”? Grazie mille per tutte le info

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  14. Ciao Emilio, intanto grazie!
    Non conosciamo TiNoleggio, ma probabilmente alla pari di Rentalcars è un intermediario in grado di ottenere degli ottimi prezzi. Quello che ti consiglio di fare, una volta al desk di Alamo (ottima compagnia per viaggiare negli States, a detta di tanti che l’hanno provata come noi) è stipulare la polizza ROAD SAFE (7 dollari al giorno), per avere la certezza di un’assistenza 24 ore su 24. Dovendo attraversare territori sconfinati come quelli americani, è un’opzione alla quale non rinuncerei! 😉
    Per il resto, quali coperture assicurative ti concede TiNoleggio al momento della prenotazione?
    E’ importante che siano comprese la CDW (Collision Damage Waiver), a volte chiamata anche LDW.
    Inoltre, ma questo credo che lo avrai pensato anche tu, controlla che siano compresi chilometri illimitati!! 🙂
    Un saluto e buon viaggio negli States!!!

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  15. Ciao Alessandro, che viaggio!! Complimenti per il vostro blog spettacolare…descritto bene e riuscite a far passare tutte le emozioni! wow!! 2019 molto probabilmente sarà anche la mia meta, purtroppo con meno giorni a disposizione, 15 max 17, cosa mi consiglieresti di togliere, qualche parco o una città? Tra Los Angeles e San Francisco quale vi è piaciuta di più??
    Grazie mille!

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    • Ciao Lara, grazie davvero per i complimenti, come si dice: prendiamo e portiamo a casa! 🙂
      Riguardo la tua domanda, non c’è una risposta “definitiva”, perché dipende molto anche da quello che vi piace fare. Se amate la natura, allora ti consiglio di non escludere nessuno dei Parchi del nostro tour, ma di sacrificare le città: una sola notte a Las Vegas per esempio potrebbe andare bene e magari potreste volare su Los Angeles e terminare il vostro viaggio a San Francisco, ripartendo per l’Italia da lì. Tra le due città, abbiamo amato di più San Francisco, era da tanto che desideravamo visitarla!
      Un saluto e buona organizzazione! 😉

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  16. Davvero un bellissimo, ma che dico bellissimo, spettacolare viaggio! Complimenti soprattutto per le fotografie-da-divi-di-hollywood!!! il nostro on the road americano è stato similissimo al vostro. L’unica differenza, mi pare, è che abbiamo saltato Joshua tree e Palm Springs e abbaimo aggiunto anche San Diego che, con il suo fascino messicaneggiante, ci è piaciuto molto!

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    • Che dire…così ci fate arrossire, ragazzi! 🙂
      Abbiamo cercato in tutti i modi di farci notare da qualche produttore di Hollywood, ma niente da fare…ahahaha scherzo ovviamente! 🙂
      Tornando all’itinerario, San Diego è stato l’unico rimpianto di questo viaggio: avremmo voluto inserirlo nel roadtrip, ma avremmo allungato forse troppo il tragitto e così abbiamo deciso di rimandare la visita ad un futuro viaggio, magari inserendoci anche la Bassa California! Ecco, a proposito, uno dei prossimi travel dreams! 😉

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  17. Ciao ragazzi ho scoperto da poco il vostro blog e vi faccio i miei complimenti è davvero bello e utile!!! Ad Aprile mio marito ed io andremo in viaggio di nozze negli USA e faremo un itinerario molto simile al vostro… Non vediamo l’ora!!! Ho un consiglio da chiedervi. Dopo tre notti a Los Angeles il quarto giorno prendiamo l’auto a noleggio e ci avviciniamo al Grand Canyon. L’agenzia ci ha prenotato a Phoenix, dicendo che la strada è più facile e veloce visto i tanti km, ma sinceramente farci tutto il giorno in auto e avere solo Palm Spring come possibile tappa intermedia non ci ispira. Secondo voi partendo da Los Angeles è possibile fare il vostro itinerario fino a Kingman in un giorno? (Joshua tree compreso?) La strada verso Kingman è facilmente percorribile? Abbiamo un fuoristrada 4×4. Grazie =)

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    • Ciao Laura, grazie davvero per i complimenti, siamo sempre felici di poter dare una mano ad altri viaggiatori!
      Riguardo ai tuoi quesiti, posso dirti che non conosco le condizioni della strada tra Phoenix e il Grand Canyon, però posso assicurarti che la strada tra Los Angeles e Kingman è percorribile anche da chi ha una normale utilitaria! ?
      Certo, farsi in giornata LA Kingman passando dal Joshua Tree NP è una bella tirata, ma non impossibile! Dovete partire al mattino presto per evitare il traffico di Los Angeles, che può farvi perdere tempo prezioso, e poi calcolare circa 4 ore per visitare con calma il Joshua. Dopodiché impostate come tappa intermedia Amboy e destinazione finale Kingman e godetevi il tragitto! ?
      L’unica cosa è che probabilmente dovrete saltare Oatman, una deviazione affascinante, se però ve la sentite e siete in zona prima del tramonto, andateci! ?

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      • Guardando bene l’itinerario in effetti mi sa che ci conviene saltare il Joshua Tree, rischiamo una prima giornata on the road massacrante! Meglio viaggiare verso Kingman con alcune deviazioni sulla route 66 tra cui Oatman che ci ispira molto!!! Grazie per i tuoi consigli un saluto a entrambi =)

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  18. Confermo, Alamo è il top, super affidabile!
    Comunque ragazzi, che meraviglia! <3 Io sono innamorata da sempre degli Stati Uniti ed è stato bellissimo trovare lo stesso amore nelle vostre parole. Il post è davvero ricco di informazioni e suggestioni e mi sono sentita nuovamente lì, tra le strade polverose del deserto e la brezza dell'oceano.
    Ancora non ho visto Antelope Canyon e Horseshoe Bend ma spero di recuperare presto!

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    • Ciao Giulia, gli States uniscono anche le nostre emozioni allora! 🙂
      Prima di partire fantasticavo leggendo i blogpost di voi che eravate già partiti, non mi pareva vero di poter vivere di persona certe emozioni e invece poi questo sogno si è avverato, lasciandomi dentro tante di quelle cose belle che al sol pensarci mi vengono i brividi. Spazi immensi e meraviglie naturali erano all’ordine del giorno, incredibile: finchè non ci vai, non riesci a capacitartene! 😉
      Grazie ancora una volta, un abbraccio e buon pomeriggio! 🙂

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  19. Ne ho bevuto ogni singola parola ragazzi! Un viaggio straordinario che sogno da tempo e che attraverso le vostre parole e immagini diventa un po’ più fattibile e vicino. Certo non subito…occorre darsi un po’ di tempo come avete fatto voi. Ci vogliono un bel po di soldini !
    Splendide anche le foto e preziose le info pratiche…Grazie!

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    • Grazie mille! E’ stato un viaggio sognato tanto e possiamo dire che è il più bello mai fatto fino ad oggi! E’ vero, ci vogliono un po’ di soldini, ma con qualche accorgimento è fattibilissimo! Ti auguriamo d farlo presto!

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  20. Buonasera,
    intanto tantissimi complimenti per il vostro blog e per i vostri viaggi, sono davvero stupendi!
    Dal 20 maggio al 3 giugno farò il vostro stesso itinerario ma purtroppo con meno giorni a disposizione 🙁 e dovrò pertanto sacrificare un pò la visita delle città ( 2 notti San Francisco, 2 notti a Los Angeles, 1 notte a Las Vegas) e rimanendo una notte soltanto a Page.
    Alcuni giorni credo che saranno abbastanza tosti, ad esempio :
    – dopo la notte a Page visitare al mattino Antelope Canyon e nel pomeriggio la Monument Valley con pernotto possibilmente a Moab;
    – il giorno successivo visita agli Arches e Canyonlands e avvicinamento il più possibile al Bryce!
    Credete che sia fattibile??
    Grazie per i vostri consigli 🙂

    Rispondi
    • Ciao Marta, credo che il giorno davvero tosto sia quello dove da Page hai intenzione di andare a Moab, con la visita dell’Antelope Canyon al mattino, prima di Monument. Tosto, ma non impossibile: dipende da quanto siete abituati a guidare! ?
      I paesaggi sono molto interessanti, quindi non vi annoierete di sicuro!
      L’altro giorno invece è come lo abbiamo impostato noi: si fa, è una bella tirata ma si fa! ??
      A presto!

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