In questo ultimo mese vi abbiamo raccontato molte cose del nostro viaggio appena concluso nel nord della Spagna in camper, qui sul blog ma anche sui nostri canali social.
L’obiettivo principale di tutti gli articoli che abbiamo pubblicato è ovviamente quello informativo, ovvero darvi più informazioni possibili per organizzare la vostra vacanza: dalle tappe imperdibili ai consigli per rendere l’esperienza indimenticabile.
Oggi sarà diverso, vogliamo raccontarvi le nostre impressioni, le emozioni che abbiamo vissuto chilometro dopo chilometro a bordo del nostro van camperizzato dai Paesi Baschi fino alla Galizia.
Sarà il modo migliore per chiudere (temporaneamente, perché ci sarà ancora spazio sul blog per questa zona della Spagna) il cerchio e magari, chissà, farvi venire la voglia di noleggiare un camper per vivere questa bellissima esperienza.
Pronti, trolley…via!

Paesi Baschi: tante sorprese e una certezza
I Paesi Baschi ci hanno accolto con una bella sorpresa: Hondarribia, un borgo con un’anima antica e un’atmosfera vivace.
Hondarribia ci è piaciuta dal primo sguardo e, dopo un lungo viaggio attraverso tutta la Francia, ci ha concesso il meritato relax davanti ad una cerveza ghiacciata e qualche pintxos.
Nei Paesi Baschi devi abituarti alle “X” e alle “K”: l’Euskara, la lingua basca, ne è ricchissimo.
San Sebastian, la perla sull’oceano, era una certezza: la conoscevamo già, ma ci siamo tornati molto volentieri, sia per qualche ora in spiaggia, sia per le sue taverne.
L’inizio del viaggio nel nord della Spagna è stato un bel mix, ma c’era il “problema” del posto dove fermarsi per la notte con il van: avevamo letto che a San Sebastian fioccavano le multe, così abbiamo abbandonato la costa e ci siamo diretti verso le montagne.
Meraviglia! Ci siamo ritrovati circondati da cavalli liberi al pascolo, con una fantastica vista sull’oceano.
Era solo la prima notte, l’inizio di una bellissima avventura, che sarebbe proseguita tra le curve di un territorio verdeggiante, dove si respira ancora forte il nazionalismo basco e bisogna fermarsi a riflettere, come a Guernica.
Una cosa che non mi è piaciuta dei Paesi Baschi sono le fabbriche costruite nelle vallate dove scorrono i fiumi che arrivano fino all’oceano: giganteschi ammassi di cemento e acciaio, che ti lasciano addosso un po’ di inquietudine.
Questa scompare al cospetto dell’isola di Gaztelugatxe, dove si trova il leggendario eremo di San Juan: uno dei luoghi più affascinanti di tutta la Spagna del nord.

Cantabria, profumo di biscotti e aria di pioggia
Dai Paesi Baschi ci siamo portati dietro le nuvole basse di Gaztelugatxe, tanto che dopo un pomeriggio di pioggia abbiamo pensato di fare una piccola deviazione verso l’interno per sfuggire al maltempo.
Nonostante il break, il ritorno sulla costa non è stato all’insegna del sole estivo, ma siamo riusciti a goderci Suances e le spiagge, per poi raggiungere Santillana del Mar appena in tempo prima dell’ennesimo temporale.
Del resto, se la Spagna del nord è così verde un motivo deve esserci, no?
Ma proprio a Santillana, finalmente sotto un sole splendente, abbiamo assaggiato le prelibatezze dolciarie regionali: si dice che il latte della Cantabria sia uno dei migliori al mondo e di conseguenza le torte e i biscotti sono davvero il top!
Da lì è iniziata una nuova fase, se così si può dire, del nostro viaggio: perché la Cantabria poi ci ha conquistato, con i suoi villaggi d’arte modernista (Comillas) e di pescatori, come San Vicente de la Barquera, e le sue meravigliose spiagge oceaniche.
Con il nostro piccolo camper non è nemmeno stato difficile trovare i posticini giusti dove fermarsi a dormire: il migliore di tutti è stato sicuramente quello nel Parco Nazionale di Oyambre.
Un piccolo parcheggio su erba gestito da una famiglia locale molto ospitale, a due passi dalla spettacolare Playa de Gerra.
Il posto ci è piaciuto così tanto che ci siamo tornati sulla strada del ritorno verso casa.
Infine, prima di approdare nelle Asturie, ecco la tappa più emozionante, almeno per quanto mi riguarda: quella a Playa de Berrellín, dove ho avvertito sottopelle tutta la potenza dell’oceano.


Nord della Spagna in camper: non è facile nelle Asturie, ma si amano perdutamente
Con una nuova energia proseguiamo il nostro viaggio nel nord della Spagna in camper ed entriamo nel Principato delle Asturie, dove l’innamoramento prosegue a gonfie vele.
Ad accoglierci sono le spiagge di Llanes, il cui nome non ci diceva un bel niente, ma che ben presto avremmo sottolineato con l’evidenziatore sulla nostra mappa, come si fa per i luoghi più belli che hai visitato.
A proposito di posti pazzeschi, eccone alcuni: Playa de Torimbia, da lasciarci il cuore; Andrin e Ballota, da cartolina; Playa de Cue, sorprendente; i Bufones de Pria, dove puoi sentire respirare l’oceano.
Ma non è tutto oro quello che luccica, perché bisogna dire che nelle Asturie non è facile per chi viaggia in camper e vuole fare libera: non è quasi mai tollerata, sia dalle forze dell’ordine che dagli abitanti dei villaggi.

Per forza di cosa si deve scegliere un campeggio o un’area sosta: per fortuna proprio a Llanes ce n’è una gratuita dove si può rimanere per 48 ore al massimo, proprio alle porte della bellissima cittadina.
Funziona così, almeno per la costa orientale: più ci si avvicina al confine con la Galizia, più le cose cambiano.
Perchè a Lastres siamo riusciti a dormire vicino al faro, una delle soste più emozionanti del viaggio: abbiamo assistito ad un tramonto indimenticabile e ci siamo svegliati all’alba con il rumore delle onde dell’oceano.
Nella Costa Verde delle Asturie siamo andati a caccia di fari e abbiamo visitato borghi da favola, come Cudillero e Tazones ad esempio, dove le case sono ricoperte di conchiglie.
E per chiudere in bellezza, la scoperta di Playa del Silencio: una spiaggia spettacolare, che abbiamo amato perdutamente.


Galizia in camper: il paradiso è qui
L’avevo detto che le cose stavano cambiando e non appena abbiamo messo piede (o meglio ruota) in Galizia è apparso tutto più chiaro.
Questo è il vero paradiso per i camperisti che amano la libera, fermarsi senza ansie a due passi dall’oceano, respirare la libertà di un viaggio en plein air.
La nostra Galizia è cominciata con una sosta mozzafiato su una rupe rocciosa a pochi chilometri dal Faro di Ribadeo ed è proseguita con l’incredibile Spiaggia delle Cattedrali, che da sola vale tutti i chilometri percorsi fino a qui.
Proseguendo, l’Autostrada del Cantabrico ha lasciato spazio a strade secondarie e ci siamo addentrati nei luoghi vergini e selvaggi della Galizia, per raggiungere fari leggendari e villaggi fuori dal tempo come San Andrés de Teixido.


Curva dopo curva, la costa occidentale ci ha mostrato il meglio di sé, tra belvedere e spiagge popolate da surfisti, come la celebre Playa Pantin, tappa spagnola della World Surf League, ma anche Praia da Frouxeira e Praia do Campelo.
Abbiamo dormito sulle scogliere a picco sull’oceano e ci siamo fatti cullare dal rumore delle onde, ci siamo svegliati all’alba con il canto dei gabbiani e fatto colazione con vista sui mulini.
Infine, seguendo le verdi strade della Costa da Morte abbiamo raggiunto Muxia, l’epilogo di un’avventura straordinaria, un viaggio che dall’Italia ci ha portato a quella che un tempo era ritenuta la fine del mondo.
Se ci penso, ho ancora i brividi.


Come un libro a cui hai voluto bene
E adesso sono qui, a contemplare questa mappa.
La guardo come si fa con un libro a cui hai voluto bene, dopo aver letto le ultime righe senti quel magone addosso: “è finito, è stato bello, grazie”.
La mappa se ne sta lì, consumata, stropicciata, con qualche segno qua e là ad indicare le deviazioni da fare dal percorso principale.
Quante ne abbiamo fatte, e ne è sempre valsa la pena.
Un viaggio nel nord della Spagna non è mai una linea retta, da A a B: le deviazioni sono importanti, fondamentali. A volte per raggiungere un faro, altre un belvedere, spesso per andare in spiaggia.
A proposito di mappa, ne abbiamo fatta una digitale che racchiude tutti i punti del nostro viaggio e anche quelli che ci eravamo segnati ma non siamo riusciti a vedere.Se vuoi saperne di più, invia una mail a info@untrolleyperdue.it.

Questo articolo contiene link di affiliazione, sempre verificati e di qualità: se clicchi su uno di questi link, per te non ci sarà alcun costo aggiuntivo, mentre noi riceveremo una piccola commissione. Per te è un piccolo gesto, per noi è importante perché ci permette di continuare a pubblicare contenuti gratuiti e fruibili da parte di tutti.
Hai trovato utile questo articolo? Condividilo!




4 commenti su “Pensieri sparsi di un viaggio nel nord della Spagna in camper”
Siete bravi , raccontate le vostre esperienze anche come youtuber che sembra di essere con voi nel Ducato Ciao Carlo
Ciao Carlo, grazie di cuore per le tue parole: siamo felici di poter essere d’ispirazione raccontando i nostri viaggi!
Una curiosità, in che periodo avete attraversato la Spagna sel nord? Noi vorremmo andare a settembre
Ho ricevuto la vostra super mappa e vi copieremo un po’ anche se abbiamo un mezzo di 7 m….e un cane…
Non troveremo troppa pioggia?
Grazie e buona serata Anna e Paolo
Ciao Anna, ben trovata! Noi abbiamo attraversato la Spagna del nord nel mese di luglio: talvolta ha piovuto, ma in generale ci sono state splendide giornate con un clima per noi eccezionale. In settembre forse potrebbe essere leggermente più piovoso, ma non è detto. Buon viaggio e buoni chilometri, vi aspetta un’avventura bellissima!