“Come mai si chiama la Barca dei Matti?”
“Beh, perché tanto dritti non siamo!”
Sorride sornione, il capitano Gaetano, mentre ci muoviamo velocemente al largo di Marina di Campo, nel sud dell’Isola d’Elba.
Gaetano è un pescatore esperto che ha imparato l’arte e i segreti dei marinai dal padre, seguendone le orme sin da bambino. Conosce a menadito la baia, riconoscerebbe un punto specifico anche in mezzo alla nebbia, perché così gli è stato insegnato.
Ad un certo punto, ha avuto un’idea: trasmettere agli altri il suo sapere, raccontare le avventure vissute in mare e portare i turisti a vivere una giornata di pescaturismo, per toccare con mano cosa significa davvero fare il pescatore.
Gli amici e soprattutto i colleghi gli “davano del matto”: “Hai sempre fatto questo nella vita, cosa vuoi inventarti adesso?” – ma i coraggiosi non hanno paura di nulla e seguono le proprie idee e il proprio istinto.
Così è nata la Barca dei Matti, la prima che offrisse l’opportunità di fare pescaturismo all’Isola d’Elba, una delle esperienze più belle, divertenti e interessanti che abbiamo vissuto durante la nostra vacanza.
Pronti, trolley…via!

Una giornata in barca all’Isola d’Elba
L’esperienza di pescaturismo sulla Barca dei Matti ci ha dato l’opportunità di trascorrere un’intera giornata in barca nelle acque dell’Isola d’Elba, ma sono solo: abbiamo imparato tante cose nuove, condividendo insieme agli altri partecipanti i momenti di pesca e quelli di relax.
Il gruppo è di appena 12 persone, non troppo numeroso, e questo ti da la possibilità di conoscere un po’ tutti, ma anche di trovare il tempo per goderti la tranquillità e la pace in mezzo al mare.
Si parte la mattina alle 9,30 dal porto di Marina di Campo, un bel borghetto a metà della costa sud dell’Isola d’Elba e si procede verso la baia di Lacona, dove la sera precedente il comandante Gaetano e il comandante in seconda Ignazio hanno gettato le reti.

Un giro in barca all’Isola d’Elba diverso dal solito: l’esperienza di pescaturismo
Una volta sul posto, ci si aiuta tutti, come un vero equipaggio di pescatori: c’è chi si occupa di ritirare le reti, chi toglie il pesce pescato e lo ripone in una grande bacinella, chi si occupa di districare la rete e via dicendo. Tutto questo sotto l’attenta supervisione di Gaetano e Ignazio, che ovviamente si danno altrettanto da fare.
Ci sono due sessioni di pesca, che durano più o meno mezz’ora l’una: una volta che le reti sono state rimesse in mare, ci si può rilassare, brindare e tuffarsi, in attesa del pranzo.
Questo è un momento molto atteso, durante il quale ci si conosce tutti un po’ meglio, si ride e si scherza, e si assaggiano piatti di pesce fresco, quello che si è pescato poco prima, accompagnati da un ottimo vino bianco.
Nel pomeriggio c’è ancora spazio per una nuotata rinfrescante nelle acque dell’Elba, prima di rientrare al porto di Marina di Campo verso le cinque.
Gaetano ci ha detto che in alta stagione le uscite sono due: al mattino si va verso la baia di Lacona, mentre al tramonto la rotta è verso Fetovaia, una delle spiagge più belle d’Italia.
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Quali pesci abbiamo pescato?
L’attesa durante il ritiro delle reti era, oserei dire, “spasmodica”: tutti aspettavamo di vedere quali sorprese ci avrebbe riservato il mare.
Ce ne sono state diverse, in verità: per prima è comparsa una murena, col suo aspetto minaccioso e il corpo serpentiforme maculato, che abbiamo immediatamente gettato di nuovo in mare. Poi sono arrivati degli scorfani, dei calamari e soprattutto delle seppie, il cui nero sarebbe stato l’ingrediente principale del nostro pranzo.
Tra le “vittime” delle nostre reti ci sono stati anche due piccoli squaletti: li abbiamo osservati velocemente, abbiamo testato la loro forza nonostante la dimensione contenuta (immaginando quella dei “fratelli maggiori”), poi li abbiamo consegnati di nuovo al mare.
Gaetano ed Ignazio nel frattempo ci raccontavano le caratteristiche e le abitudini di ognuno di questi abitanti degli abissi: del sangue della murena che contiene una particolare tossina, dei tre cuori della seppia e tante altre curiosità, che per noi sono state davvero interessanti.



Cosa fare all’Isola d’Elba: a chi consigliamo il pescaturismo
Trascorrere una giornata in barca per fare pescaturismo con la Barca dei Matti è un’esperienza che tutti possono apprezzare: a bordo eravamo soprattutto coppie, ma c’era anche una famiglia con un bimbo piccolo che si è divertito un mondo ad osservare i pesci che spuntavano dalle reti.
Il gruppo contenuto, come dicevamo, fa sì che la giornata sia tutt’altro che caotica: si parla con tutti, ci si conosce e si condividono momenti di lavoro e di svago, il tutto in maniera molto rilassata.
Chi se la sente, può anche offrirsi per cucinare il pranzo: sarà sicuramente molto apprezzato da Gaetano ed Ignazio, che nel frattempo devono occuparsi di mille cose.
Quindi, se vuoi trascorrere una bella giornata in barca all’Isola d’Elba, conoscere nuove persone e divertirti, pescando in compagnia, la Barca dei Matti fa sicuramente al caso tuo.
Per noi è stata una fantastica esperienza che sicuramente ripeteremo a breve, chissà in quale mare!

Un giro in barca all’Elba diverso dal solito: come vestirsi e cosa portare
Per vivere al meglio l’esperienza di pescaturismo consigliamo di indossare vestiti comodi: un paio di pantaloncini e una maglietta vanno benissimo, gli uomini possono indossare i boxer da mare.
Come calzature raccomandiamo le infradito o le ciabatte di gomma.
Oltre ad un cappello, al telo da mare e alla crema solare, non sarà necessario portare altre cose con sé: il cibo e le bevande sono incluse nell’esperienza.
Pescaturismo all’Isola d’Elba: info utili
Dove: Porto di Marina di Campo (LI) – molo di imbarco
Quando: da giugno ad inizio ottobre
Per prenotare: La Barca dei Matti – Gaetano: 3474545377
Costo a persona: 120 euro, pasto e bevande incluse
Parcheggio consigliato: Parcheggio Poste Italiane a Marina di Campo (gratuito), distante circa 10 minuti a piedi dal porto e a 2 minuti dal centro storico
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