3 giorni sulla Via Francigena: dalla Val d’Orcia al Lago di Bolsena

Giovedì mattina, sono le 7.30 e subito dopo la colazione Ale mi invia un link su WhatsApp: “dacci un’occhiata…domani partiamo!”

Apro il collegamento e vedo che si parla di VIA FRANCIGENA: tappe a piedi, chilometri con zaino in spalla, scarpe da trekking, ostelli…partire?? Domani?? Non sono pronta!

Ok, Ale mi convince in fretta, presentandomi un mini programma di tre giorni formato da 3 tappe tra Val d’Orcia, in Toscana, e Lago di Bolsena. Sono circa 50 km in totale da percorrere a piedi, completamente immersi nella natura tra panorami idilliaci! Decidiamo inoltre di fare la camminata in compagnia chiamando a rapporto le mie sorelle, che subito rispondono più che entusiaste.

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Ma cos’è la Via Francigena?

La Via Francigena è un percorso che conduce da Canterbury fino a Roma: ha origine quindi in Inghilterra e attraversa Francia e Svizzera prima di approdare in territorio italiano.

Verso la fine de Settecento D.C., la Via Francigena era il principale collegamento tra nord e sud d’Europa, utilizzato da eserciti, mercanti e viaggiatori a piedi. La sua popolarità tra i pellegrini aumentò nel Medioevo, quando il sentiero veniva utilizzato per recarsi nei principali luoghi della fede.

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Lungo la Via Francigena si possono fare incontri d’altri tempi…

Col passare del tempo la Francigena si frazionò in vie secondarie, perdendo le sue caratteristiche strategiche e di unicità, ma ancora oggi sono migliaia i pellegrini moderni che la percorrono a piedi e in bicicletta, immersi nella natura.

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Sul sito ufficiale della Via Francigena c’è un elenco delle tappe consigliate e si possono reperire tutte le informazioni più importanti per organizzare la propria escursione: una descrizione dettagliata del percorso, i chilometri complessivi, i dislivelli, le aree di sosta e le strutture dove pernottare.

Consultando le mappe (scaricabili anche in formato PDF) e verificando i collegamenti con i mezzi pubblici, la nostra scelta è ricaduta sulla Val d’Orcia, un angolo di Toscana che da tanto volevamo esplorare (tappa n. 37) e la successiva tappa (tappa n.38) che da Acquapendente ci avrebbe condotti fino al Lago di Bolsena, in territorio laziale.

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Giorno 1 – Tappa n. 37: da Radicofani ad Acquapendente (15 km a piedi + 9 km in autobus)

Lasciata l’auto a Radicofani, piccolo borgo medievale in provincia di Siena dominato da un affascinante rocca, ci mettiamo in cammino zaino in spalla seguendo i cartelli segnaletici della Via Francigena: l’aria è fresca, è una bella giornata e siamo emozionati per questa esperienza che per quanto ci riguarda è una novità!

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La partenza dal paese di Radicofani regala subito un panorama bellissimo sulla Val d’Orcia

Il sentiero si sviluppa subito in discesa e il panorama sulla Val d’Orcia è un vero spettacolo. Verdi colline, greggi di pecore al pascolo, il Monte Amiata che fa da sfondo alle torri e ai castelli di questo bellissimo angolo di Toscana: pare di essere in un quadro di Corot. Percorriamo il primo tratto del sentiero in completa solitudine e ci godiamo il silenzio e la magia del paesaggio che ci circonda, respirando a pieni polmoni l’aria fresca.

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Mentre ci allontaniamo da Radicofani la sua rocca domina il paesaggio
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Le colline della Val d’Orcia

Proseguendo, di tanto in tanto incontriamo qualche ciclista in mountain bike, qualcuno proveniente dal senso opposto al nostro: la fatica sul loro volto è un chiaro segno che il tratto in discesa che stiamo percorrendo continuerà ancora a lungo.

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Abitazione privata lungo la Via Francigena

In effetti è proprio così e fino a metà della tappa odierna camminiamo senza alcuna fatica in discesa, fino a raggiungere la frazione di Ponte A Rigo. Dopo circa 12 chilometri percorsi su una stradina sterrata, immersi nella natura incontaminata, vedere le auto che sfrecciano sulla strada statale Cassia è un piccolo shock.

Per proseguire il cammino in direzione sud è necessario a questo punto attraversare la statale, poi il sentiero si sviluppa parallelamente alla strada asfaltata, perdendo in bellezza. Per questo motivo e anche per risparmiare energie per i giorni successivi, avevamo pronto il piano B: raggiungere Centeno, a cinque chilometri da Ponte A Rigo, e salire a bordo dell’autobus che ci avrebbe condotti fino alla destinazione di giornata, Acquapendente.

Se anche voi vorrete seguire il nostro itinerario vi diamo un prezioso consiglio: chiedete subito all’autista dell’autobus di poter fare il biglietto alla fermata di Acquapendente, perché a bordo lo pagherete molto di più (7 euro rispetto agli 1,10!). Noi fortunatamente eravamo stati avvertiti per tempo e l’autista non ha fatto alcun tipo di obiezione.

Siamo così arrivati nell’alto Lazio, varcando le porte delle Terre di Tuscia. La città di Acquapendente un tempo era famosa per il suo mercato cittadino che richiamava allevatori di bestiame dai territori circostanti. Oggi il centro storico è un po’ malandato, tuttavia conserva ancora il suo fascino medievale e scopriamo che il giorno successivo è in programma una manifestazione che ha origini antiche: la fiera delle campanelle.

Ormai stanchi dell’intensa attività di giornata, ci incamminiamo verso il B&B prenotato il giorno prima, che non è proprio in centro, anzi: dobbiamo percorrere ancora 2 chilometri! Come sempre gli ultimi metri sono i più duri, ma finalmente riusciamo ad arrivare a destinazione e, dopo una bella doccia rigenerante, ci godiamo un bell’aperitivo a base di birra e patatine, aspettando il tramonto sotto un pergolato immerso nella campagna.

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Giorno 2 – Tappa n. 38: da Acquapendente al Lago di Bolsena (22 km a piedi)

Ci svegliamo di buon’ora e dopo un’abbondante colazione siamo di nuovo in cammino: ci aspettano 11 chilometri da percorrere tra le verdi campagne delle Terre di Tuscia, fino a San Lorenzo Nuovo, poi altri 11 chilometri tra boschi e vegetazione che ci condurranno fino al Lago di Bolsena.

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La sterrata che conduce a San Lorenzo Nuovo

Rispetto alla Val d’Orcia, il paesaggio cambia radicalmente, ma non per questo è meno affascinante. Lasciandoci alle spalle Acquapendente, camminiamo lungo una strada sterrata circondata da campi coltivati a cereali e lenticchie: il grano non ancora maturo ha un colore verde acceso bellissimo, che contrasta con la terra ancora vergine. La fioritura delle lenticchie, che non sembrano aver risentito del freddo improvviso dei giorni precedenti, regala invece sfumature di viola. Il cielo è azzurro e solo qualche nuvola fa capolino qua e là: anche oggi sogniamo ad occhi aperti!

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Colori e contrasti delle Terre di Tuscia, nell’alto Lazio

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Arriviamo senza alcuna difficoltà a San Lorenzo Nuovo, seguendo il sentiero segnalato e pianeggiante: qui si apre una bellissima veduta sul Lago di Bolsena e le colline che lo circondano. Siamo proprio a metà percorso e ne approfittiamo per una piccola pausa, prima di rimetterci in cammino tra la fitta vegetazione, lungo il sentiero che conduce a Bolsena che solo raramente offre scorci sul lago.

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Quando la vegetazione lascia spazio al paesaggio, si apre la meravigliosa vista sul Lago di Bolsena
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Mano nella mano verso il Lago di Bolsena…

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Il Castello di Bolsena in lontananza

Sulla strada notiamo anche alcuni piccoli cartelli che segnalano l’ostello prenotato prima di partire: anche in questo caso non si trova nel centro cittadino, ma soprattutto per raggiungerlo c’è da fare una salita che sembra non finire mai…ma la fatica è ricompensata appena entriamo in camera: la vista sul Lago di Bolsena è spettacolare! Sembra di essere in un hotel a 5 stelle :-))

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La vista dalla camera dell’Ostello Gazzetta di Bolsena

 

Giorno 3 – Da Bolsena a Radicofani (Autobus + 11 km a piedi)

Il terzo è il giorno del rientro. Appena svegli corriamo sulla terrazza dell’ostello per goderci lo splendido panorama e fare il pieno di energie positive: ci sentiamo dei privilegiati!

Zaino in spalla e si torna verso casa, prendendo l’autobus nella piazza di Bolsena che è un paese veramente carino, pieno di viuzze caratteristiche dove perdersi a passeggiare.

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Un punto panoramico nel centro storico di Bolsena
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Panorama su Bolsena e il lago
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Le vie del centro storico di Bolsena

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L’autobus ci lascia a Ponte A Rigo; da qui ripercorriamo il sentiero del primo giorno a ritroso, camminando per 11 km (tutti in leggera salita). Percorrere questo tratto della Via Francigena nel senso opposto ci ha dato modo di apprezzare il paesaggio da una prospettiva diversa e non ci è sembrato un film già visto, anzi. Abbiamo infine raggiunto Radicofani nel primo pomeriggio, acquistato qualche specialità locale e recuperato l’auto.

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Questo nuovo modo di guardare il mondo, concependo una vacanza slow, senza stress, seguendo i propri ritmi ci è piaciuta molto!

Abbiamo abbracciato in toto la filosofia dolce della vacanza, osservando la natura in tutta la sua bellezza.

Camminare per ore in questi sentieri implica parlare di un miliardo di cose con i tuoi compagni di viaggio, ritagliandosi però dei tratti da fare da soli dove la mente comunque si sente leggera e libera di andare dove vuole; poi ci si aspetta, per affrontare insieme quella salita che sembra difficilissima per poi accorgersi che in fondo non era così infattibile come pensavamo.

Sembra un controsenso, ma per noi percorrere la Via Francigena è stato un po’ come fermarsi rispetto al resto del mondo!

Buon cammino amici!

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INFO UTILI

RIEPILOGO DEL NOSTRO ITINERARIO:

GIORNO 1 – TAPPA N. 37: da Radicofani a Acquapendente (15 km a piedi + 9 in autobus)

GIORNO 2 – TAPPA N. 38: da Acquapendente a Bolsena (22 km a piedi)

GIORNO 3 – Rientro a Radicofani (Autobus da Bolsena a Ponte A Rigo + 11 km a piedi)

PERNOTTAMENTI:

B&B La Quiete di Acquapendente: prenotato su Booking.com, camera matrimoniale con bagno privato e prima colazione a 30 euro a persona. Rapporto qualità/prezzo discreto, l’ubicazione risulta comoda per la Via Francigena anche se si trova fuori paese e bisogna percorrere un tratto di strada statale pericoloso.

Casale Ostello Gazzetta di Bolsena: prenotato su Booking.com, camera quadrupla con bagno in comune a 28 euro a persona. Rapporto qualità/prezzo sufficiente, l’ubicazione è scomoda e per raggiungerlo occorre percorrere una faticosa salita a piedi. La vista però è eccezionale.

QUANDO: in primavera

PERCHÉ: per una vacanza slow, per camminare a contatto con la natura e senza stress

ORGANIZZAZIONE: Per consultare le mappe dei percorsi e avere tutte le informazioni sulle singole tappe, consultate il Sito Internet Ufficiale della Via Francigena.

Per una vacanza di tre giorni sulla Via Francigena è consigliabile utilizzare uno zaino di almeno 40 litri e sopratutto scarpe comode. Nelle tappe da noi scelte non erano necessarie calzature da trekking e abbiamo affrontato sentieri alla portata di tutti.

Per verificare i collegamenti con i mezzi pubblici, abbiamo fatto riferimento al Sito Internet della LINEA COTRAL, che permette di calcolare il percorso e verificare gli orari.

Sconsigliamo invece di fare riferimento all’azienda di trasporto pubblico di Siena perché anche telefonicamente non sono stati in grado di fornire un adeguato supporto.

Se il nostro itinerario vi è piaciuto e avete domande da farci, scriveteci pure un commento: siamo qui per voi! 🙂

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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8 commenti su “3 giorni sulla Via Francigena: dalla Val d’Orcia al Lago di Bolsena”

    • Grazie Alle! Prima o poi arriveremo anche al Cammino di Santiago, ma la Francigena ci è piaciuta così tanto che vorremmo provare a farne un altro tratto a breve!

      Rispondi
  1. Ciao , grazie per aver condiviso la vostra esperienza. volevo domandarvi se il tratto da san lorenzo nuovo a bolsena lo possiamo fare anche con un bimbo in passeggino? o la strada è troppo sterrata. la bimba cammina per cui se a volte va tirato su non c’è problema però vorrei capire se portare passeggino o ci tocca lo zaino!
    vorremmo andare domenica.
    grazie!

    Rispondi
    • Ciao Valentina, subito dopo San Lorenzo Nuovo inizia un tratto nel bosco non proprio agevole per condurre un passeggino, io sarei per sconsigliarlo. Il fondo è dissestato e il sentiero stretto.

      Rispondi
  2. È da un po’ di tempo che sto pensando a un percorso da fare a piedi. Ovviamente il primo pensiero è stato Santiago ma temo sia troppo impegnativo per me in questo momento e allora è già un po’ che penso alla via Francigena.
    Il vostro post mi ha quasi convinta!

    Rispondi
    • Ciao Monica! 🙂
      Sai, anche noi abbiamo il Cammino di Santiago sempre in testa, ma per un motivo o per l’altro finora abbiamo sempre rimandato. Sono sicuro che sia fantastico percorrere i sentieri della Cantabria, ma il nostro territorio italiano non è da meno e la Via Francigena lo attraversa da nord a sud tra panorami da sogno, come quelli della Val D’Orcia!
      Te lo consigliamo assolutamente, è un’esperienza che rimane nel cuore e che, inevitabilmente, attrae come un magnete chi l’ha provata almeno una volta. Proprio per questo credo che, tempo permettendo, presto saremo di nuovo in cammino.
      Buona domenica e a presto! 😉

      Rispondi
    • Ciao Cinzia, credo proprio che un’esperienza di cammino in solitaria sulla Francigena sia fantastica, un modo per connettersi fino in fondo con la propria anima e la natura che ci circonda. Per cui non vedo proprio nessun impedimento, inoltre abbiamo visto altre persone che affrontavano il percorso in solitudine. Quella tra la Val d’Orcia e il Lago di Bolsena è una zona che ci è sembrata molto tranquilla! Buona serata e grazie a te! 😉

      Rispondi

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