Sul trenino rosso del Bernina

Salire sul trenino rosso del Bernina è stato l’inizio di un’avventura che ci ha fatto tornare bambini.

Alle porte dell’inverno, abbiamo attraversato il confine con la Svizzera e superato valli e laghi ghiacciati, mentre intorno a noi le cime delle Alpi Retiche erano completamente ricoperte di neve fresca.

A bordo del mitico convoglio siamo saliti fino a quota 2.200 metri, valicando il passo del Bernina e con occhi sognanti abbiamo ammirato il Lago Bianco riflettere come uno specchio i raggi del sole.

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Poi è iniziata la discesa verso St. Moritz, attraverso i territori del Cantone dei Grigioni, dove abbiamo scoperto, con una breve passeggiata, una meraviglia della natura: il ghiacciaio del Morteratsch.

Percorrere la ferrovia del Bernina è un viaggio emozionante, un saliscendi unico al mondo attraverso paesaggi spettacolari e scorci che mettono l’anima in pace con sé stessi.

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Il trenino del Bernina

Il trenino rosso parte da Tirano, al confine con la Svizzera, e lungo il suo percorso verso St. Moritz ci sono tappe intermedie da non perdere: allora si scende a terra, si resta incantati da ciò che c’è intorno e dopo un’oretta si sale sul trenino successivo.

Per non perdersi nulla occorre organizzarsi per tempo, fare un piccolo programma di viaggio: ecco alcuni consigli utili per vivere questa esperienza nel migliore dei modi!

 

TRENINO DEL BERNINA: COSE DA SAPERE PRIMA DI PARTIRE

Prima di partire per la vostra avventura sul trenino del Bernina ci sono alcuni aspetti dell’itinerario che dovete valutare.

Innanzitutto ci sono due modi di viaggiare sulla linea Tirano – St. Moritz.

Il primo consiste nell’utilizzare la linea regionale delle ferrovie retiche, spendendo un pochino meno e senza dover prenotare nulla, acquistando i biglietti sul posto.

È il metodo che abbiamo scelto noi e fra poco vi spieghiamo anche il perchè.

Il secondo modo è quello di prenotare in anticipo il proprio posto a sedere sulle carrozze panoramiche del Bernina Express. In questo modo avrete la sicurezza di percorrere la tratta Tirano – St. Moritz nel giorno desiderato e all’orario desiderato.

La nostra scelta è ricaduta sul treno regionale per due motivi: il costo inferiore e la possibilità di abbassare i finestrini durante il viaggio per scattare delle fotografie e goderci l’aria fresca.

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Salendo sul treno regionale, è possibile abbassare i finestrini e scattare foto

Le carrozze panoramiche del Bernina Express, che in alcuni casi sono collegate al treno regionale che abbiamo usato noi, hanno grandi vetrate a cupola, ma non hanno i finestrini. Questo comporta il fatto che spesso sulle vostre fotografie avrete il riflesso a creare disturbo, soprattutto in caso di utilizzo del flash.

Inoltre, se come noi avete intenzione di scendere in corrispondenza di una o più stazioni intermedie, una volta che salirete sul treno successivo non avrete più il vostro posto a sedere assicurato.

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Concludendo, la scelta del Bernina Express è l’ideale per chi vuole percorrere l’intera tratta Tirano – St. Moritz senza fermate intermedie e non ha particolari esigenze fotografiche.

Altrimenti scegliete il più economico treno regionale: con il biglietto di andata e ritorno potrete salire e scendere lungo il percorso quante volte e ovunque vogliate!

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Un unico biglietto, tante emozioni!

E adesso passiamo al secondo step importante: quali fermate e quando farle?

Il trenino rosso del Bernina viaggia tutto l’anno e sul sito ufficiale potrete trovare gli orari invernali ed estivi.

Quali che siano le vostre tappe intermedie, il nostro consiglio è quello di salire sul primo treno utile in partenza da Tirano. La frequenza di servizio è di un treno ogni ora circa.

Noi siamo saliti a bordo alle 7:40, quando il sole aveva da poco fatto capolino dietro le cime innevate.

Abbiamo acquistato i biglietti direttamente sul posto, presso la stazione delle ferrovie retiche e così è cominciata la nostra avventura!

TIRANO: LA BASE DI PARTENZA

Tirano è un piccolo paesino posto al confine tra Italia e Svizzera e rappresenta il punto di partenza e capolinea del trenino rosso del Bernina.

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Avevamo intenzione di salire sul primo treno del mattino e così abbiamo trovato una sistemazione per la notte a Tirano: il B&B Stephany.

Ci siamo trovati molto bene e ve lo consigliamo, sia per la posizione comoda alla stazione dei treni, sia per pulizia e spaziosità della stanza, oltre che per la gentilezza dei proprietari.

MIRALAGO (fermata a richiesta)

Superato il tratto dove il trenino del Bernina sale di quota percorrendo lo spettacolare viadotto elicoidale di Brusio, si entra nel territorio svizzero del Cantone dei Grigioni.

La fermata di Miralago, affacciata sul Lago di Poschiavo, è l’ideale se si vuole cominciare la giornata con una passeggiata nella natura.

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È una fermata a richiesta nel senso che, come avviene sugli autobus, è necessario premere un pulsante per prenotare lo stop del convoglio.

Dalla stazione stessa parte un percorso ciclopedonale che si sviluppa proprio ai margini del lago e a fianco della linea ferroviaria, fino alla stazione successiva di Le Prese.

La passeggiata è di circa 45 minuti, per cui avrete tutto il tempo per godervi il tragitto e salire sul treno successivo (circa 1 h dopo) alla stazione di Le Prese.

CAVAGLIA E LE MARMITTE DEI GIGANTI

Oltre Poschiavo comincia il tratto più bello e scenografico della ferrovia del Bernina.

Si sale attraverso boschi di pini ed abeti che in questo momento dell’anno hanno delle meravigliose sfumature.

Man mano che aumentiamo di quota gli scorci sulla vallata e il lago di Poschiavo sono eccezionali.

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La stazione di Cavaglia, a quota 1.700 metri, si trova in una spaziosa conca e nasconde un tesoro naturalistico: il Giardino dei Ghiacciai, dove è possibile ammirare le Marmitte dei Giganti.

Purtroppo nel nostro caso non è stato possibile visitare il parco, poiché appena sopraggiunge la neve il sentiero viene chiuso.

Lo abbiamo però messo nella nostra lista delle prossime escursioni: in soli 10 minuti di cammino dalla stazione di Cavaglia si arriva in questo luogo fantastico, dove l’erosione millenaria del ghiacciaio, poi ritiratosi, ha creato nella roccia dei perfetti e profondissimi pozzi circolari.

ALP GRÜM E IL PIZ PALÜ

Oltre Cavaglia, il candore della neve comincia a rivestire le pareti rocciose tra le quali si snoda la ferrovia del Bernina.

Si sale sempre più in alto e gli scorci su tutto ciò che ci circonda sono ad ogni curva più belli.

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Ad ogni curva una sorpresa…

Abbassiamo il finestrino e ci godiamo l’aria fresca che entra nella carrozza, scattiamo qualche foto: siamo due bambini che stanno giocando!

Infine, il trenino rosso raggiunge la stazione di Alp Grum, a quota 2.100 metri.

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La stazione di Alp Grum si trova alla quota di 2.100 metri s.l.m.

Sotto i nostri piedi scricchiola la neve, mentre di fronte a noi si ergono le cime del Piz Palü illuminate dal sole.

Siamo letteralmente rapiti dal panorama e capiamo perché la guida ufficiale del Bernina indicava questa tappa come una delle più scenografiche ed importanti dal punto di vista naturalistico.

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Sotto le tre maestose cime, che per poco non raggiungono i 4.000 metri, hanno origine i quattro ghiacciai sospesi.

La vista poi spazia fino ai piedi delle montagne, dove si trova il Lago di Palü ora ghiacciato.

Questo quadro naturale meraviglioso è ben visibile anche dal ristorante della stazione, ora chiuso in attesa della riapertura per l’Immacolata.

Se verrete da queste parti in alta stagione, potrete tranquillamente pranzare ammirando la meraviglia intorno a voi: mica male!

Noi invece risaliamo per un sentiero, trovando un posticino panoramico e baciato dal sole.

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La meravigliosa vista su tutta la valle di Poschiavo

Da qui vediamo tutta la valle di Poschiavo, il paese e il lago più lontano che riflette come uno specchio i raggi del sole; la linea della ferrovia del Bernina che sale fra verdi boschi, prima di incontrare la neve poco oltre Cavaglia.

Saremmo rimasti qui anche per ore, ma c’erano tante cose da vedere, tante altre meraviglie da esplorare, così dopo un’ora eccoci di nuovo a bordo dell trenino rosso: l’avventura continua!

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Su e giù dal trenino del Bernina, alla scoperta delle meraviglie della natura!

OSPIZIO BERNINA

Continuiamo a risalire la montagna, la copiosa nevicata di una settimana prima ha ricoperto tutto il paesaggio, gli alberi, ogni cosa.

Siamo nel bel mezzo di un sogno ad occhi aperti, dove tutto risplende alla luce del sole, senza aver un contorno definito nello spazio.

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Il trenino rosso raggiunge il Passo Bernina, a quota 2.200 metri

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Il trenino raggiunge la quota di oltre 2.200 metri, il punto più alto del proprio percorso in corrispondenza della stazione di Ospizio Bernina.

Non abbiamo messo in preventivo di scendere qui, e sinceramente ora ci chiediamo il perchè.

Il paesaggio è meraviglioso: di fronte a noi le cime innevate delle Alpi Retiche, mentre proprio a fianco alla ferrovia la superficie del Lago Bianco illuminata dal sole è un vero spettacolo della natura!

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Il Lago Bianco a Ospizio Bernina

Per il momento il nostro viaggio continua, ma nel pomeriggio torneremo qui perché il contesto vale assolutamente una sosta!

Ecco la prima variazione che col senno di poi farei al nostro itinerario: scendere ad Ospizio Bernina quando la luce del sole di mezzogiorno risplende sul Lago Bianco.

Uno scenario che ci ha rapito e che, almeno per quanto ci riguarda, non ha paragoni!

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Il Lago Bianco nel pomeriggio, quando il sole è già sceso dietro le cime delle Alpi Retiche
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Panorama sulle cime alpine

BERNINA DIAVOLEZZA

Oltrepassiamo la stazione di Ospizio Bernina e il Passo Bernina, dove torniamo ad intravedere delle auto.

In dieci minuti raggiungiamo la stazione di Bernina Diavolezza, dove avevamo programmato di fermarci per poi salire a 3.000 metri di quota con la funivia.

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Questo è infatti il punto di partenza per sciatori e snowboarder che vogliono godere del comprensorio del Diavolezza: 30 km di piste adatte a tutti.

Purtroppo abbiamo scelto il momento sbagliato: la stagione sciistica infatti prende il via proprio oggi!

La confusione è tanta e i tempi di attesa si dilatano: avendo in programma almeno altre due tappe, così desistiamo dall’idea originaria e facciamo una semplice passeggiata a valle.

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Chissà, magari un giorno verrò a provare le piste del Diavolezza col mio snowboard! (nd Ale)

Un’ora dopo, eccoci di nuovo sul trenino del Bernina: destinazione Morteratsch!

IL GHIACCIAIO DEL MORTERATSCH

Sognando il ghiacciaio del Morteratsch, il più imponente del massiccio del Bernina, ci inoltriamo sempre più nel territorio del Cantone dei Grigioni.

A qualche centinaio di metri dalla stazione che prende il nome dal ghiacciaio stesso, alla nostra sinistra si apre uno splendido panorama sulle meravigliose cime innevate delle Alpi Retiche.

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Poco prima della stazione di Morteratsch preparate la macchina fotografica!

Carichi come non mai, scendiamo dal treno e ci incamminiamo sul sentiero che ci condurrà proprio ai piedi del ghiacciaio.

Il percorso, un saliscendi che si sviluppa a fianco del fiume Eno, è semplice e alla portata di tutti: in tre quarti d’ora si giunge a destinazione, davanti alla meraviglia della natura, dove non esiste altro rumore se non quello dell’acqua.

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Una mano gigante da il benvenuto lungo il sentiero che conduce al ghiacciaio del Morteratsch

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Qualche animale è andato ad abbeverarsi e le impronte nella neve sembrano fresche.

Ci sediamo su una panchina, proprio di fronte al ghiacciaio e respiriamo a pieni polmoni l’aria pulita, mentre i raggi del sole ci coccolano e riscaldano.

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Un pranzo al sacco con vista!

Il nostro personale consiglio è: fate assolutamente questa tappa, mettete in conto circa un paio d’ore prima di risalire sul treno.

Passeggiare in questo angolo di mondo, con la neve che ricopre ogni cosa intorno e la vista del ghiacciaio man mano sempre più vicino, sempre più a portata di mano, è qualcosa di unico!

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Felici ai piedi del ghiacciaio!

Per noi è stato l’atto conclusivo di un’avventura meravigliosa, che ci ha fatto tornare bambini. Abbiamo giocato con la neve, abbiamo sognato ad occhi aperti, scoperto luoghi fantastici e colto quanto di meglio la natura sa regalare.

Tutto questo però non è scontato. Il riscaldamento globale del pianeta che genera sempre più frequentemente inverni insoliti, rischia di rovinare quanto è stato creato nel corso di millenni.

Lo scorso anno, per colpa delle temperature elevate e della mancanza di precipitazioni nevose, il ghiacciaio del Morteratsch si è ritirato in modo impressionante, tanto che non era possibile raggiungerne il piede.

Dobbiamo imparare la lezione. Amare la terra, rispettarla, farcene carico.

Solo così potremo sempre sorprenderci della sua bellezza e dei suoi tesori.

INFO UTILI

DOVE: Tirano (SO) – capolinea italiano della linea ferroviaria del Bernina

QUANDO: il trenino rosso del Bernina è in funzione tutto l’anno. In inverno potrete ammirare (meteo permettendo) fantastici paesaggi innevati, che rendono il viaggio un sogno ad occhi aperti. In altre stagioni potrete approfittare dei sentieri ben segnalati per fare bellissime escursioni o visitare il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia.

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Sentieri percorribili da Alp Grum, anche in mountain bike

COSTI: il biglietto A/R da Tirano a St. Moritz sul treno regionale (senza obbligo di prenotazione) costa 64 CHF (franchi svizzeri), che al cambio attuale corrispondono a circa 55 Euro, a persona. Il biglietto si può acquistare tranquillamente presso la stazione delle Ferrovie Retiche di Tirano, pagando in contanti o con carta di credito. Con il biglietto A/R potrete scendere e salire quante volte vorrete lungo il tragitto, così come avete letto nel nostro racconto.

PERNOTTAMENTO: Noi ci siamo trovati molto bene al B&B Stephany di Tirano, dove abbiamo soggiornato al costo di 58 Euro in una spaziosa e pulita camera matrimoniale con bagno privato, colazione inclusa. La struttura si trova nel centro storico della cittadina e dispone di un parcheggio privato.

PARCHEGGIO PER IL TRENO DEL BERNINA: C’è un ampio parcheggio pubblico gratuito a fianco della stazione dei treni. Consigliamo di arrivare il prima possibile al mattino per non rischiare di non trovare posto.

Se avete domande o volete altri dettagli, siamo qui: scriveteci! 🙂

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Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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7 commenti su “Sul trenino rosso del Bernina”

  1. È un po’ che vorrei fare questo viaggio in treno e pensavo di fare tutto in un giorno, però ora vedo che in effetti dovrei fare tutto di corsa e svegliarmi in piena notte per partire di casa. Meglio fare come voi e organizzarsi per passare la notte direttamente lì. Ora vado a vedere il sito del b&b.
    Buonanotte ?

    Rispondi
    • Ciao Silvia, sì l’ideale è fermarsi a dormire a Tirano la sera prima in modo da salire sul primo treno del mattino. In questo modo ci si gode al meglio la giornata e si possono fare più fermate! L’alternativa potrebbe essere quella di dividere l’itinerario in due giorni, arrivando fino a St. Moritz il primo giorno e fermarsi lì per la notte, ma i prezzi sono più alti rispetto a Tirano.
      Hai già prenotato? ?

      Rispondi
  2. Ciao! Bellissimo racconto!
    Ma alla fine come siete tornati? Avete pernottato a St. Moritz e tornati il giorno dopo? Come, sempre in treno?
    Cosa conviene fare secondo voi?
    Grazie 🙂

    Rispondi
    • Ciao Andrea, intanto grazie! 😉
      Noi abbiamo fatto tutto in giornata e ci è piaciuto molto, ma se si ha tempo a disposizione il pernottamento a St. Moritz e il rientro il giorno successivo può essere una buona soluzione, anche per godersi magari con più calma le passeggiate. Dipende insomma dai propri gusti personali e dalla stagione: in estate per esempio si possono fare dei trekking molto belli sulle Alpi Svizzere! 😉

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  3. Quando andrò in pensione (fa strano pronunciarla sta frase) è proprio in quell’Ospizio che vorrei rinchiudermi 😛 Battutacce a parte lo dico sinceramente, sarei capace di programmare tutto il viaggio in funzione della fermata del Lago Bianco. Puntualmente ogni inverno spuntano su IG le foto di quelli che camminano sul lago ghiacciato: i colori stupendi, le sfumature azzurro-verdi del ghiaccio sotto i piedi e il candore della neve circostante, un sogno per me! E quindi si risparmia col regionale?
    A conti fatti il Bernina praticamente è bello fotografarlo solo da fuori 😉 Manco da tantissimo tempo dalla Svizzera, prima ci andavamo ogni anno a trovare i parenti, poi ad un certo punto hanno cominciato a venire loro…maledetti 😛
    Bellissime foto! 😉

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    • Orsa dai che ce n’è di tempo ancora prima della pensione! ? Però quel posticino isolato, affacciato sul lago e sulle cime alpine non è mica male come buen retiro…A dir la verità ho sempre pensato ad un’immagine molto diversa dei miei giorni in pensione, tipo spiaggia caraibica e cocktail in mano, ma mi rendo conto che è un quadretto inflazionato! ?
      Comunque sia, è proprio così: con il regionale si risparmia e si ha un po’ più di libertà. Secondo noi, se si hanno in programma più fermate lungo il tragitto (e ne vale assolutamente la pena!) è la soluzione ideale. ?
      Le foto dei temerari sul lago ghiacciato le abbiamo viste, ma bisogna essere proprio sicuri che sia super ghiacciato per addentrarsi sullo specchio…?
      Un saluto Dani e buon inizio di settimana! ✌?

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  4. È un’esperienza che prima o poi ci piacerebbe fare. Spessolo nominiamo e poi non ci decidiamo mai!Foto bellissime ragazzi. Ci teniamo tutti i vostri preziosi consigli nel cassetto.

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