Portonovo Ancona

Portonovo e la Riviera del Conero: 5 cose da non perdere e una storia da raccontare

Massimo sistema con cura la muta, lasciata al sole ad asciugare, e controlla che tutto sia in ordine sulla sua “Jessica”, la barca che ogni giorno lo accompagna nella pesca dei moscioli nella baia di Portonovo.

Sandro sovrintende le operazioni di controllo dei mitili e lancia un’occhiata verso il pescatore con sguardo benevolo. Sa che può contare su di lui, sa che porterà avanti il lavoro come dev’essere fatto.

Massimo è uno degli otto pescatori che ogni mattina all’alba parte verso lo Scoglio del Trave, per pescare quello che dal 2004 è diventato un presidio slow food: il mosciolo selvatico di Portonovo. Un mitile, ma non una cozza attenzione, perché il mosciolo non può essere coltivato. Un prodotto importantissimo per l’area marina del Conero, che inizia da Ancona e termina in prossimità della costa di Sirolo. 

L’ingegner Sandro Rocchetti è invece una delle colonne portanti della Cooperativa dei pescatori di Portonovo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla pesca del mosciolo e che oggi abbiamo avuto la fortuna di incontrare.

Grazie a lui abbiamo scoperto ed imparato a conoscere uno dei prodotti più amati dai marchigiani nello scenario incantevole della baia, dove sono diversi i ristoranti che propongono piatti a base di moscioli.

Di lì a poco, infatti, un profumino delizioso ci ha definitivamente convinti che eravamo nel posto giusto al momento giusto: ci siamo fermati a cena ed è iniziato il nostro fine settimana al Conero!

In questo articolo vi raccontiamo cosa ci è piaciuto e cosa non dovete assolutamente perdere durante una vacanza al Conero.

 

Pronti, trolley…via!

 

1) ASSAGGIARE UN PIATTO CON I MOSCIOLI NELLA BAIA DI PORTONOVO

Se venite in vacanza al Conero non potete non assaggiare i moscioli, il prodotto per eccellenza della zona.

Alla marinara, gratinati, oppure come condimento di spaghetti e tagliatelle, sono una vera delizia!

Non chiamateli cozze però! Sono mitili che crescono solo qui a Portonovo, non possono essere allevati ed hanno un sapore molto più delicato, dolce.

Il posto giusto per assaggiarli è il ristorante Emilia di Portonovo, che proprio in questi giorni ha festeggiato i suoi 90 (!!!) anni di attività: cucina tipica favolosa e una carta dei vini eccelsa, tra cui compare anche il Verdicchio, uno dei nostri vini preferiti per accompagnare pietanze a base di pesce.

D’estate si cena all’aperto e noi vi consigliamo di prenotare per tempo e di arrivare poco prima del tramonto, perché l’atmosfera è fantastica e la cena in riva al mare sarà super romantica!

Tagliatelle con i moscioli di Portonovo

2) FARE LA SPESA ALLA COOPERATIVA DEI PESCATORI DI PORTONOVO E FARSI RACCONTARE I SEGRETI DELLA PESCA NELLA BAIA

Se gli spaghetti ai moscioli delizieranno i vostri palati così come è successo a noi, non potrete fare a meno di tornare a Portonovo per fare la spesa presso la cooperativa dei pescatori, che si trova proprio a fianco del ristorante Emilia.

Magari avrete la fortuna di incontrare l’ingegner Sandro Rocchetti e farvi raccontare la storia della pesca del mosciolo selvatico.

Dal 2004 Presidio Slow Food, il mosciolo di Portonovo nasce e cresce nell’area marina della Riviera del Conero compresa tra Pietralacroce e la spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo. 

Lo Scoglio del Trave, proprio di fronte alla baia di Portonovo e alla spiaggia di Mezzavalle, è il luogo preferito dal mitile, che fa la sua comparsa a febbraio, quando le giornate cominciano ad allungarsi.

Attratto dalla luce, il mosciolo raggiunge la superficie dell’acqua, dove rimane in sospensione per due, tre giorni, prima di sprofondare e cercare un valido attracco negli scogli di Portonovo.

E’ una sorta di protezione reciproca, quella tra scoglio e mosciolo: quest’ultimo si attacca alla superficie e mano a mano altri moscioli si attaccano allo stesso, creando uno strato che ripara la roccia.

La pesca viene effettuata a mano: un sub scende in profondità (circa 6/7 metri) e raccoglie il mitile, senza danneggiare la superficie rocciosa, tramite un rampino. Inoltre gli esemplari più piccoli vengono rilasciati, perché tornino sullo scoglio e continuino la propria crescita. Anche per questo, la pesca del mosciolo è definita sostenibile.

Entrato nella dieta locale verso la metà degli anni ‘50, per cercare di variare dal consumo prevalente di carne, il mosciolo è una delizia da provare, ma soprattutto un prodotto da preservare e proteggere.

Sandro ha quasi la voce rotta quando ci racconta che, delle 80 imbarcazioni che negli anni 80 partivano dalla baia di Portonovo per pescare i moscioli, oggi ne sono rimaste soltanto 4. Otto persone, che portano avanti una tradizione, con sacrificio e passione: alzarsi quando fa ancora buio e mettersi in mare non è da tutti e infatti non ci sono giovani che raccolgono l’eredità dei padri.

Per questo è importante preservare e valorizzare il mosciolo selvatico di Portonovo, contribuendo non soltanto al suo consumo, ma prestando attenzione ad acquistare soltanto il prodotto etichettato dalla cooperativa dei pescatori locale, l’unica autorizzata alla pesca del mitile, che riporta tra l’altro il marchio slow food.

Perché sarebbe bellissimo che un giorno, magari fra cinquanta o cento anni, qualcun altro possa raccontare la storia che oggi Sandro ha regalato a noi, emozionandoci con la luce dei suoi occhi alla costante ricerca del mare e dei suoi segreti.

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3) FARE UN TREKKING FINO ALLA SPIAGGIA DEI SASSI NERI

La spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo è una delle più belle di tutta la Riviera del Conero, se non delle Marche.

Per raggiungerla è necessario un piccolo trekking di poco più di 20 minuti, attraverso la macchia mediterranea: la fatica (non esagerata e soprattutto in fase di risalita) sarà assolutamente ben ripagata da una baia super scenografica dal mare cristallino.

Si parcheggia poco prima di raggiungere il borgo di Sirolo, seguendo le indicazioni che compaiono sulla strada provinciale del Conero: il parcheggio è a pagamento e costa 7 euro tutta la giornata, oppure 5 euro se arrivate dopo le 14,30.

E’ possibile raggiungere la spiaggia con un bus navetta, anche se noi vi consigliamo di seguire il percorso panoramico sulla sinistra, che si inoltra tra la macchia mediterranea regalando scorci fantastici.

La spiaggia dei Sassi Neri è, come già dice il nome, di ciottoli, di piccole e medie dimensioni: ampia e con il mare di un colore azzurro intenso. Camminando verso nord, costeggiando la ripida scarpata, si raggiunge una zona solitamente più tranquilla, dove stendere il telo e godersi la giornata.

Al ritorno potrete salire a bordo della navetta messa a disposizione dal comune di Sirolo ed evitarvi la fatica al costo di 1 euro a persona. Attenzione però: i bus interrompono il servizio durante l’orario del pranzo, per cui tra le 12,45 e le 15,00 non troverete nessuno!

trekking conero
Per raggiungere la spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo occorre fare un piccolo trekking…
spiaggia sassi neri sirolo
…ben presto si viene ricompensati da una vista magnifica sulla spiaggia!

 

4) RAGGIUNGERE LA SPIAGGIA DI MEZZAVALLE E FARE I FANGHI NATURALI

Vista dall’alto, la spiaggia di Mezzavalle nella Riviera del Conero lascia senza fiato (è quella che potete ammirare in copertina).

Una volta raggiunta, non tradisce le attese: selvaggia, spesso deserta o poco affollata anche in alta stagione, e con un mare azzurro intenso che cattura lo sguardo.

Come si raggiunge la spiaggia di Mezzavalle, questo paradiso a due passi da Ancona che sembra rubato a scenari tropicali?

Provenendo da Ancona, occorre parcheggiare a bordo della strada provinciale del Conero, dove parte il sentiero, oppure poco più in là, in corrispondenza della rotatoria di Portonovo.

Il parcheggio in alta stagione è a pagamento, mentre a metà settembre vi possiamo confermare che sia gratuito.

Se per caso lo trovate già pieno, continuate sulla strada verso Sirolo, alla rotatoria prendete la prima uscita e lasciate l’auto nel parcheggio pubblico. Nei mesi di luglio e agosto si paga una tariffa oraria, in settembre è gratuito.

Il sentiero che conduce alla spiaggia di Mezzavalle è ripido ma breve e si sviluppa nella macchia mediterranea, che spesso lascia intravedere la baia in tutto il suo splendore.

Oltre ad essere una delle migliori spiagge del Conero, a Mezzavalle potrete approfittare degli accumuli di argilla presenti nel lato nord per fare dei fanghi naturali completamente gratis.

Di ciottoli piccoli e medi, perlopiù bianchi, la spiaggia di Mezzavalle è frequentata anche dai nudisti, che occupano la parte settentrionale, davanti alla quale sorge lo Scoglio del Trave, una formazione rocciosa lunga circa 1 chilometro che protegge la baia.

Per godervi la giornata, vi consigliamo di portare con voi ombrellone, viveri ed acqua in abbondanza, ma nel caso c’è un piccolo bar proprio al termine del sentiero dove potrete acquistare il necessario.

Nota dolente di questa bellissima spiaggia è la strada del ritorno: il sentiero ha una pendenza notevole e, anche se breve, mette a dura prova.

Il tempo di percorrenza per la risalita è di circa 30 minuti: indossate scarpe da ginnastica o sandali da trekking.

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5) DORMIRE IMMERSI NELLA NATURA DEL PARCO DEL CONERO IN UN AGRITURISMO 100% BIO

Una fuga romantica come si deve prevede un bel posticino dove fermarsi a dormire, meglio se circondati dalle verdi colline e dalla natura meravigliosa del Parco del Conero.

All’Agriturismo Rustico del Conero abbiamo visto la luna piena spuntare luminosa dietro il borgo medievale di Camerano, e il mattino successivo abbiamo fatto colazione nel magico silenzio dei colli e dei campi di grano intorno a noi.

I padroni di casa, Raffaela e Michele, ci hanno raccontato come hanno trasformato quello che un tempo era un maneggio in un agriturismo 100% bio, che mette in tavola prodotti realizzati con le materie prime coltivate nei terreni circostanti. 

Una location fantastica per organizzare feste ed eventi: noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad uno di questi e cenare sotto il pergolato in una notte di luna piena!

Il maneggio è stato spostato soltanto più a valle rispetto al casolare, ed è possibile prenotare passeggiate a cavallo per raggiungere punti panoramici unici. 

Per i più sportivi, l’Agriturismo Rustico del Conero dispone di un servizio di noleggio biciclette a pedalata assistita ed organizza trekking nel territorio del parco. Le camere matrimoniali, con bagno privato, costano a partire da 70 euro a notte.

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Una cosa è certa: nella Riviera del Conero non ci si annoia! 

Le cose da fare sono tantissime e noi ve ne abbiamo elencate almeno cinque per cui vale assolutamente la pena trascorrere una vacanza in questo bellissimo angolo delle Marche.

Non dimenticatevi di passare alla Cooperativa dei pescatori di Portonovo: non possiedono solo cose buone da acquistare, ma anche una bella storia da raccontare, una storia dove la terra incontra il mare!

Aspettando il tramonto a Portonovo

in collaborazione con Nascente Lab

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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13 commenti su “Portonovo e la Riviera del Conero: 5 cose da non perdere e una storia da raccontare”

  1. Una delle zone più belle d’Italia, per alcuni tratti selvaggia e incontaminata. Un ricco patrimonio naturalistico. Da preservare l’attività della Cooperativa. Bella l’immagine di Ale che fa i fanghi 🙂

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    • Ahaha grazie Falupe, mi sono divertito a fare i fanghi alla spiaggia di Mezzavalle! 🙂
      Il nostro week end al Conero ci ha fatto davvero scoprire una zona molto molto bella dal punto di vista naturalistico: il fatto che sia compresa all’interno di un parco nazionale rende possibile la sua tutela nel migliore dei modi. Questo avviene anche per la cooperativa dei pescatori, grazie a Slow Food, però è importante far conoscere il mosciolo selvatico di Portonovo perché anche la pesca del mitile torni ai suoi antichi fasti. Per l’economia della baia è essenziale! 😉

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  2. Che esperienza fantastica! Da copiare pari pari proprio come intero pacchetto! So già che mi piacerebbe tantissimo intrattenermi ad ascoltare le storie dei pescatori…prima di fare strage di tutto quello che hanno pescato? Purtroppo questa regione per me è ancora un colossale buco nero, non ho ancora avuto l’occasione di metterci le zampe ma quando sarà, sono sicura che sarà in modalità amore a prima vista ? Nel frattempo mi godo le vostre foto! ?

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  3. Che bel luogo, che bel mare, che belle spiagge, che bei colori, che bella esperienza! Mi è piaciuto particolarmente il racconto degli otto pescatori che portano avanti la tradizione di pesca!

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    • Grazie Elena! 🙂
      Quando ascoltiamo storie così affascinanti non possiamo fare a meno di riportarle sul nostro blog: sono le nostre tradizioni quelle che possono rendere migliore il nostro Paese ed aiutarlo a cambiare in meglio. Speriamo che la pesca nella baia di Portonovo torni ai suoi antichi splendori: il rischio è che ci siano sempre meno marinai ad occuparsene, poiché sono sempre meno le persone disposte a fare sacrifici.

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  4. Il Parco regionale del Monte Conero così come la sua riviera sono una miniera infinita di luoghi meravigliosi da scoprire. Grazie per avermi fatto conoscere altri luoghi di questo paradisiaco posto.

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