Moresco, perla della Valle dell’Aso

Le Marche sono un po’ casa mia. Ho quasi quarant’anni (fa un certo effetto scriverlo) e facendo un rapido conto ho trascorso almeno un terzo della mia vita sulle spiagge e nell’entroterra fermano.

Ho stretto tante amicizie (quanto amo il dialetto fermano e maceratese) e ho perso la tramontana negli amori di mezza estate, fragili come steli nella tempesta.

Le mie Marche sono state le vacanze d’agosto, ma anche il mare d’inverno.

Erano gli anni di Magic Johnson e Marco Van Basten quando ho cominciato ad innamorarmi di questa regione, della mai scontata simpatia della sua gente e delle sue tante sagre paesane.

Tutti quei borghi medievali in festa erano una gioia per l’anima e anche per il palato.

Così, quando ho saputo che l’Ente del Turismo delle Marche organizzava un evento proprio in uno di quei borghi dell’entroterra, Moresco, ho detto con Kiki:”Si va!”

Quasi dodici anni erano passati dall’ultima volta nel fermano, era arrivato il momento di tornare: quale migliore occasione?

Il borgo di Moresco, uno dei più belli d’Italia, visto dall’alto della sua Torre Eptagonale

MORESCO, PERLA DELLA VALLE DELL’ASO

Dal Mar Adriatico verso i Monti Sibillini, attraverso la Valle dell’Aso: così abbiamo scoperto Moresco, uno dei borghi più belli d’Italia.

Quasi come se il mare fosse giunto a lambire questo piccolo gioiello dell’entroterra, il paese ha la forma di una nave e la torre eptagonale, splendida, è la sua prua rivolta verso le colline.

Può sembrare una favola, o un racconto di pirati, del resto la storia di Moresco è avvolta nel mistero, come le origini del suo nome.

Qualunque essa sia, quello che oggi è arrivato fino ai nostri giorni è un borgo meraviglioso, non solo ricco di storia, ma anche di tradizioni gastronomiche.

Beh, cosa potevamo chiedere di più?

La risposta l’abbiamo trovata nella splendida organizzazione dell’Ente del Turismo delle Marche, che attraverso l’iniziativa #morescophotowalk ci ha permesso di scoprire tutti i segreti e le prelibatezze di Moresco, perla della Valle dell’Aso.

Per noi è stato un vero onore essere per un giorno, assieme a tanti altri colleghi blogger, Photowalk Ambassador!

Moresco, furgoncino vintage Volkswagen in Piazza Castello: la felicità di Kiki! 🙂

MORESCO: IL CASTELLO, LA TORRE EPTAGONALE E I TESORI DEL BORGO

A poco più di venti minuti dalla Riviera Adriatica, Moresco è un borgo delle cui origini si sa poco e nulla. Sul nome, prima di tutto, vi sono pareri discordanti: c’è chi dice che derivi dal latino Castrum Morisci, baluardo costruito dai romani a difesa dell’entroterra dagli attacchi dei Saraceni. L’altra versione è che il nome sia da ricondurre al “morro”, termine utilizzato per indicare un luogo sassoso.

A noi piace pensare che Moresco abbia una storia legata ad entrambe le versioni: dall’alto della collina rocciosa sulla quale si erge, appare come un forte inespugnabile per chiunque osi avvicinarsi con intenzioni bellicose.

Come ci spiega la guida, Moresco è più un castello che un borgo, e al suo interno ogni cosa sembra essersi conservata alla perfezione: dalle costruzioni medievali ai magnifici dipinti murali risalenti al 1500.

La magnifica Torre Eptagonale, unica nel suo genere con i suoi sette lati esterni, è la prima tappa del Photowalk: siamo in tantissimi a partecipare e ad avere il privilegio di salire fino alla sommità, dalla quale si gode di un panorama spettacolare, con la vista che spazia dalle colline fino al mare.

La visita rappresenta inoltre l’occasione per conoscere una delle eccellenze del fermano: la produzione di scarpe, realizzata con tecniche artigiane, che rende questo territorio leader mondiale del settore.

Dall’alto, anche la vista sulla sottostante Piazza Castello non è niente male, ma è camminando per le vie di Moresco, tra i suoi palazzi e porticati di pietra, che sembra di vivere in un romanzo d’altri tempi.

Kiki si gode il panorama dalla sommità della Torre Eptagonale
Il panorama verso l’entroterra fermano e i Monti Sibillini

Ogni tappa del Photowalk ci mostra un tesoro del borgo: la Torre dell’Orologio, il piccolo Teatro di Santa Sofia, il celebre dipinto del Pagani, “Madonna e quattro santi”, risalente al 1520 e custodito a pochi passi dal Municipio.

Magnifica a tal proposito è la sala consiliare, dedicata al patriota Patrizio Gennari, nato a Moresco e divenuto famoso per il suo lascito scientifico nel campo della botanica.

Tra le vie del borgo
Panorama dalla sommità della Torre dell’Orologio di Moresco
Giulietta e R….pardon, Kiki e Ale!

SAPORI E SEGRETI DELLA GASTRONOMIA LOCALE

L’organizzazione del Moresco Photowalk non ha lasciato poi nulla al caso e abbiamo potuto assaggiare il prodotto locale per eccellenza, il ciauscolo.

Si tratta di un salame di maiale a pasta finissima, condito con pepe e aglio, ideale per essere spalmato su pane o crostini: una vera squisitezza!

Per i contadini della zona, fin dai tempi antichi, il ciauscolo rappresentava il sostentamento ideale per conservare le energie fino a sera, quando rientravano dopo lunghe e sfiancanti giornate di lavoro.

Il ciauscolo, uno dei prodotti tipici dell’entroterra fermano

Tappa successiva, oltre il portico della Torre dell’Orologio, ecco un’altra specialità della Valle dell’Aso: sono i maccheroncini di Campofilone, paese a pochi chilometri di distanza da Moresco.

Si tratta di una pasta all’uovo, adatta anche per chi soffre di diabete, ottenuta con farina di semola e uova fresche, provenienti esclusivamente da allevamenti a terra.

Il motivo per il quale queste sottili fili di pasta hanno il nome di maccheroncini è da ricondurre agli inizi del ‘900, quando ogni tipo di pasta prendeva il nome di maccherone.

Solo più tardi, quando negli anni ‘60 il prodotto inizia ad essere commercializzato dall’azienda del Commendator Nazzareno Agostini, il nome viene addolcito in “maccheroncini di Campofilone”.

Una sfoglina “tira” la pasta per i maccheroncini di Campofilone
Il taglio dei maccheroncini di Campofilone: assomigliano più a tagliolini vero? 🙂

Dulcis in fundo, ad attenderci all’interno del piccolo Teatro di Santa Sofia, un aperitivo per farci apprezzare altre prelibatezze del territorio: il vino, l’olio e le marmellate, tutti prodotti realizzati da aziende locali!

Ciao Moresco! 🙂

Così, tra le delizie e i segreti svelati della gastronomia della Valle dell’Aso, si conclude il Moresco Photowalk: per noi è stata una splendida occasione non solo per scoprire un borgo tra i più belli d’Italia e un territorio dai panorami meravigliosi, ma anche per conoscere tanti nuovi amici blogger e non!

Il prossimo appuntamento organizzato da Marche Turismo è fissato per il 7 ottobre a Montecassiano, altra gemma medievale, Bandiera Arancione e borgo tra i più belli d’Italia, in provincia di Macerata: voi ci sarete?

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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20 commenti su “Moresco, perla della Valle dell’Aso”

  1. I luoghi in cui si trascorre l’infanzia e l’adolescenza hanno sempre qualcosa di speciale (per me è un paesino di montagna qui in Piemonte), ma oltre al “fascino emotivo” mi sembra che Moresco sia bella a prescindere. Sai che non penso mai alle Marche come possibile meta, anche solo per un weekend lungo? Devo assolutamente rimediare. Anche perché mi sembra di capire che non manca nulla nemmeno dal punto di vista gastronomico!

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    • No, direi proprio che le Marche abbiano proprio tutto quello che si possa chiedere, dalle bellezze architettoniche alla gastronomia! Hai ragione Silvia, i luoghi dell’infanzia amplificano le emozioni quando vi si ritorna, ma i borghi delle Marche sono meravigliosi e non hanno bisogno del mio “tifo di parte”, sono semplicemente da scoprire tutti! La regione, in tutto, ne ha ben 25 di borghi più belli d’Italia!

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  2. Ancora mi mangio le mani per non esserci stata, Moresco è davvero un borgo che merita di essere fra i più belli d’Italia! Il ciauscolo poi è già un ottimo motivo per andarci…

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    • Ahaha Erica, dai non mangiarti le dita, compra il ciauscolo che è meglio! 🙂
      E poi sono sicuro che vi rifarete con Montecassiano, che ha tutte le carte in regola per essere un’altra tappa di tutto rispetto! Purtroppo non riusciremo ad esserci, ma vi seguiremo nelle stories su Instagram, questo è poco ma sicuro! 😉

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  3. Ho passato tantissime estati nelle Marche e mi chiedo come sia possibile che non abbia mai sentito parlare di Moresco. È un borgo davvero delizioso, sembra sospeso nel passato. Ricco di tradizione e di dettagli interessanti, mi avete dato un’ottima idea per una gita futura!

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    • Anche tu Silvia sei una aficionada marchigiana? Beh, consolati: anche io non avevo mai sentito parlare di Moresco! Incredibile eh?! La verità è che ci sono così tanti luoghi splendidi da visitare in zona (Fermo su tutti) che ci vorrebbe un sacco di tempo a disposizione per visitarli tutti. Moresco vale assolutamente la pena di essere scoperta, così come i prodotti locali di essere assaggiati. Ecco, su questo ti posso assicurare che ero preparato!! 🙂

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  4. Delle Marche amo particolarmente i borghi medievali ed il cibo poi è goloso come solo in quelle zone sa essere!Moresco dal vivo con quella vista sui Monti Sibillini deve regalare emozioni davvero incredibili. Non so se siate stati voi particolarmente bravi a coglierne gli angoli più suggestivi ma sembra si respiri bellezza ovunque.

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    • Grazie Simo, abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma il compito è stato facile: Moresco è un soggetto speciale, così come i panorami sull’entroterra e verso il mare. Salendo sulle torri c’è davvero da rimanere a bocca aperta…poi quando si scende giù, la si chiude volentieri, con una fettina di ciauscolo da assaggiare!!!;-)

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  5. Che bello questo Borgo conservato benissimo direi dalle foto! E poi le tradizioni culinarie, ogni regione d’Italia ha le sue ed è bello scoprirne di nuove. Non sono mai stata nelle Marche ma dovrò rimediare. Ciao ragazzi ?

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    • Ciao Simo! Ti confermo che Moresco è una perla rimasta intatta, il terremoto non ha scalfito la sua bellezza, assolutamente! 😉
      Certo, ci sono edifici che sono stati in parte ristrutturati, tuttavia sembra davvero che il borgo non senta il passare del tempo, ma che proprio la sua storia lo renda ancora più bello. Beh, devo dire che le Marche da questo punto di vista sono quasi imbattibili! 😉

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  6. Veramente bello questo borgo, soprattutto la vista dalla torre è spettacolare!
    Ci dispiace parecchio non essere riusciti ad essere stati presenti a questo appuntamento, ma speriamo di rifarci con il prossimo ad Ottobre a Montecassiano.
    A presto ragazzi, un salutone.
    Lemu Rina

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    • Sono sicuro che anche Montecassiano sarà un appuntamento speciale: ho visto e letto già qualcosa a proposito e sembra molto affascinante! La zona di Macerata la conosco poco, a differenza del fermano: purtroppo non riusciremo ad esserci ad inizio ottobre, però vi seguiremo senza dubbio nelle storie di Instagram! 😉
      Noi ci vedremo al TTG invece! Buona serata ragazzi! 🙂

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  7. Bellissimo questo borgo. Conosco davvero poco le Marche, mi piacerebbe visitarle e da quanto ho appena letto si mangia anche benissimo! Peccato non poter andare a Montecassino il 7 ottobre, sono certa che anche questa sarà una bella esperienza. Vi seguirò molto volentieri!

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    • Si mangia divinamente nelle Marche! ? Te la stra consigliamo Monica: la parte che conosco meglio è quella del fermano, quindi se per caso hai bisogno di qualche dritta sono qui! ?
      Purtroppo a Montecassiano noi non potremo esserci, ma seguiremo le stories degli ambassador perché siamo sicuri che sarà un altro appuntamento speciale! ?

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  8. Ragazzi che foto stupende! Avete decisamente reso merito al borgo di Moresco. Mi sarebbe piaciuto partecipare sembra sia stata davvero una bellissima esperienza. La vista dall’alto è pazzesca e tutti i mattoncini che formano i muri della città e la torre dell’orologio sono troppo caratteristici. Mi sembra anche di capire che non si mangia affatto male!

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  9. Beh non male il connubio Van Basten + Fermo. Pensa che il mio è Beckenbauer/Svizzera. Non scherzo dico sul serio, che poi basta un profumo, il suono di una parola e la mente subito viaggia verso i luoghi dell’infanzia a volte riportando ricordi che nemmeno credevi di conservare.
    Questa regione purtroppo mi manca completamente, non ci sono mai stata ed è un peccato perché vedo che ci sono tradizioni, scorci e storie tutte da scoprire. Si, credo che mi piacerebbe un sacco!
    Questa cosa dell’ambassador funziona alla grande e poi evidenzia la grande intelligenza di un territorio che punta su chi sa raccontare e “influenzare”ad esempio le vostre foto praticamente dicono “prenota prenota prenota” 😉
    Che belli che sono i Montecchi e Capuleti di Moresco 😉

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    • Beckenbauer con la Svizzera? Ci sta! ?
      Hai proprio ragione Dani, la nostra mente ha tanti cassetti e basta un soffio di vento per aprirli e riscoprire ricordi indelebili! Che lo si voglia o no, siamo tutti dei romantici in fondo! ?
      E sul fatto che le Marche ti piacerebbero, ne siamo convinti! Posti da favola, cibo squisito: cosa chiedere di meglio? ?
      P.s. Hai visto quei due soggetti? Si credevano attori, ai piedi della torre! ?

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  10. LE MARCHE

    Dicon che siamo dove “l’Italia si piega” *
    Come l’umile fa per ringraziare il Suo creatore
    Riconoscendo i doni usciti dalla Sua bottega
    Creandola con sapienza e grande amore

    Da un lato c’è l’Adrio mare che la bagna
    A sud si siede sull’Abruzzo, col suo bel Piceno
    Intorno ha Lazio, Umbria, Toscana, e la Romagna
    E San Marino, la guarda da un alto colle ameno.

    Varie gamme di bellezza sfoggian le sue sponde,
    Adorne di bouganville e palme di bellezza tropicale,
    Vellutati arenili che dolcemente spengono le onde
    E falesie e promontori dove si scontra il mare

    Il paesaggio agreste a toppe variegate
    Dove i suoi colli si baciano col mare
    E i piccoli borghi che sanno di passato
    Contengono opere d’arte d’ammirare

    Il marchigiano ama e cura questa terra
    Dagli ermi colli ai monti che sembrano sculture
    Come un’opera d’arte la sa rendere bella
    Con la tavolozza variopinta dalle sue culture

    La forza e la bellezza dei sui bianchi bovini
    Un tempo usati per lavorar la terra
    Ora catturano lo sguardo innocente dei bambini
    Trasmettendo serenità e ripudio per la guerra

    I giovani in sella a grosse moto se ne vanno
    Come il lor campione che chiamano: “Dottore”
    Sperando di non fare nessun danno
    Facendo udir con vanto, il rombo del motore

    Dai sui porti il pescatore sbarca del buon pesce
    Che si sposa con il prelibato sapore dei sui vini
    E delle sue fisarmoniche il buon umore esce
    Per rallegrare il cuore di vecchi e di bambini

    Nell’aria senti il profumo di mare e di ginestra,
    Il suono delle foglie del suo possente rovere,
    L’odore di deliziosi cibi esce da ogni finestra
    Cosi che la malinconia tu la puoi rimuovere

    Dal silenzio dei suoi colli, qui vedi l’infinito
    Dai suoi antichi borghi è uscito il genio umano
    Qui tutto è a misura d’uomo ed è addolcito
    Come le sue ciliegie, qui tutto è marchiano

    Terra d’etereo canto, di Soprani e di Tenori
    Ugole d’oro del Bel Canto e di Stornelli
    Ai quali il mondo intero rese onori
    Gigli, Del Monaco, Tebaldi e pur Corelli

    E qui prese dimora il Mito: Big Luciano
    Sulla Flaminia Bàia che ispira a glorificar l’Eterno
    E in questa terra, su un colle Marchigiano,
    Di fronte all’Adrio mar che non sta fermo

    Scopri la profondità della poesia Leopardiana
    Mentre il vento sfiora quei colli dipinti dal pennello
    Come il crescendo di una sinfonia Rossiniana
    Diretta dalla mano marchigiana del sommo Raffaello

    Vitaliano Vagnini

    * “Dove Italia si piega” sono le Marche. (Descrizione di tutta Italia, di F. Leandro Alberti, bolognese 1553)
    Ancona, o “Ankon” in greco significa gomito, cosi la chiamarono i Greci che la fondarono.

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