Valle dei Templi di Agrigento

La Valle dei Templi di Agrigento: cosa vedere e come organizzare la visita

Si definisce volo pindarico il passaggio repentino da un argomento ad un altro, senza che vi sia una diretta connessione logica. Ne sappiamo qualcosa noi viaggiatori con la passione per l’esplorazione: spesso i nostri viaggi sono frutto di ispirazioni improvvise e di sogni chiusi in un cassetto da realizzare.

Nel nostro recente on the road in Sicilia, la tappa della Valle dei Templi di Agrigento è stata un meraviglioso fuori programma, una toccata e fuga nel bel mezzo di un itinerario nel barocco della Val di Noto: a tutti gli effetti, lo si potrebbe definire un volo pindarico.

Da tanto tempo desideravamo visitarla e non potevamo farci sfuggire questa occasione: distanza e strade tortuose non ci avrebbero fermato.

Così, una mattina di una splendida giornata di inizio febbraio, nella quale il sole riscaldava la Sicilia orientale più di quanto ci saremmo mai aspettati, siamo partiti in auto verso Agrigento.

Verso l’antica Akragas, che lo stesso Pindaro definì “la più bella città dei mortali”.

Le verdi colline costellate di muretti a secco della Val di Noto alle nostre spalle, l’azzurro del Mar Mediterraneo negli occhi: Valle dei Templi, stiamo arrivando!

 

VALLE DEI TEMPLI: COME ORGANIZZARE LA VISITA

Quando si tratta di visitare uno dei siti archeologici più importanti del mondo è meglio prepararsi per tempo.

La nostra scelta è stata quella di prenotare la visita tramite Musement che, oltre a garantire l’accesso al sito archeologico nel giorno desiderato, assicura il noleggio dell’audioguida, fondamentale per godersi la visita tra i meravigliosi templi dorici.

E’ bastato un semplice click e il nostro biglietto era pronto per essere stampato: niente di più facile! 😉

Se invece siete fortunati e vi trovate ad Agrigento la prima domenica del mese, sappiate che l’ingresso in tal caso è gratuito.

Il tempo che vi consigliamo di dedicare alla Valle dei Templi è di una giornata intera: prendetevela con calma, respirate il profumo del mare e ammirate uno dei siti del mondo greco meglio conservati del Pianeta.

L’ingresso si trova in corrispondenza del Tempio di Giunone, ai piedi della collina che costituisce il punto di partenza del percorso attraverso i templi dorici dell’antica Akragas.

In corrispondenza dell’accesso si trova un parcheggio a pagamento, che vi costerà 5 euro per tutta la giornata.

Le mura antiche di Akragas, nella Valle dei Templi di Agrigento
L’audioguida è fondamentale per godersi la visita alla Valle dei Templi di Agrigento

COME RAGGIUNGERE LA VALLE DEI TEMPLI

L’aeroporto più vicino alla Valle dei Templi, con collegamenti operati da compagnie low cost, è quello di Comiso: da Agrigento dista 120 chilometri. Una distanza non proibitiva, ma considerate che le strade siciliane sono tortuose e, in alcuni casi, dissestate!

Noi siamo atterrati a Catania, dove abbiamo noleggiato un’auto e viaggiato verso sud: la Val di Noto, Ragusa e Modica sono state le nostre prime tappe, prima di raggiungere la Valle dei Templi.

Se invece preferite il bus, la Società Autolinee Licata copre la tratta Agrigento – Aeroporto di Comiso, ma solo nei giorni feriali. Da Catania invece è SAIS Trasporti ad effettuare il trasferimento verso Agrigento, al costo di 22 euro A/R.

Non abbiamo testato personalmente queste due compagnie, ma nel nostro precedente viaggio in Sicilia, la scorsa estate, abbiamo verificato che le linee bus in genere sono efficienti e puntuali.

 

VALLE DEI TEMPLI: CENNI STORICI E CURIOSITÀ

Si narra che furono gli abitanti di Gela, nell’intento di espandere il proprio dominio verso occidente, a porre le prime pietre sul suolo di Agrigento.

Sulla costa ovest della Sicilia avanzava il potere di Selinunte e in qualche modo si doveva ostacolarne la dilatazione verso l’interno.

Così i gelesi, perlopiù coloni provenienti dalle isole di Creta e Rodi, scelsero di costruire la città di Akragas tra due fiumi, in un territorio che confina col mare, protetto da mura naturali di roccia. Lo sviluppo della polis fu repentino e ben presto diventò quella che Pindaro definì “la più bella città dei mortali”.

Tutto è rivolto ad Oriente, nella Valle dei Templi di Agrigento.

Il Tempio di Giunone e gli altri edifici, guardano tutti verso il Monte Olimpo e i Dodekatheon, le 12 principali divinità greche. E forse là, sulla vetta che separava la Tessaglia dalla Macedonia, si possono trovare le risposte ai misteri che ancora oggi avvolgono questo sito unico al mondo.

Che siate o meno d’accordo sull’adorazione di entità soprannaturali, non potrete fare a meno di pensare che ciò che qui è stato costruito in onore di quelle divinità, risplende nell’eternità.

La sensazione che si respira muovendo già i primi passi verso la cima della Rupe Atenea è quella di viaggiare nel tempo, un’emozione che dovete provare di persona.

Valle dei Templi di Agrigento
La Valle dei Templi dall’alto della Rupe Atenea

LA VALLE DEI TEMPLI PASSO A PASSO: IL TEMPIO DI GIUNONE

Oltrepassati i cancelli d’ingresso, audioguida alla mano comincia l’esplorazione della Valle dei Templi: la prima tappa è sulla collina della Rupe Atenea, dove sorge il Tempio di Giunone.

Non è il tempio meglio conservato del sito archeologico, tuttavia la sua maestosità è ammirabile già dai primi gradini. Vi accorgerete che le colonne doriche, che un tempo celavano i sacrifici umani in onore della divinità, sono davvero tra le più affascinanti della Valle dei Templi.

Costruito intorno al 450 a.C. è stato intitolato a Giunone (Hera Lacinia) poiché al suo interno era custodito un quadro che si presume raffigurasse la Dea protettrice delle donne e della fertilità femminile, moglie e sorella di Zeus.

Tempio di Giunone nella Valle dei Templi di Agrigento
Il Tempio di Giunone visto dai piedi della Rupe Atenea
Tempio di Giunone nella Valle dei Templi di Agrigento
Le colonne doriche del Tempio di Giunone
Il Tempio di Giunone nella Valle dei Templi di Agrigento
Due chiacchiere sotto il Tempio di Giunone

IL TEMPIO DELLA CONCORDIA

Simbolo di questo luogo magnifico, il Tempio della Concordia è il meglio conservato non solo di tutto il sito archeologico della Valle dei Templi, ma fra tutti i templi dorici tuttora esistenti, assieme al Partenone di Atene.

Si raggiunge costeggiando i resti delle antiche mura della polis, costruite sapientemente dall’uomo su scarpate rocciose che costituivano già esse stesse una protezione naturale dagli invasori.

L’emozione di trovarsi al suo cospetto non è paragonabile con nessun’altra: sia perché quando si pensa alla Valle dei Templi si ha in mente questa icona, sia perché la sua imponenza richiede rispetto. Ha resistito a terremoti, battaglie, dominazioni e, in tempi più recenti, anche a bombardamenti.

Dietro al suo nome è celato un mistero: erroneamente è stato intitolato alla Concordia, in realtà non si sa a quale divinità fosse dedicato.

Di certo, si sa che il tempio si è salvato da un triste destino di distruzione solo grazie alla sua conversione in chiesa cristiana, a metà del 6° secolo d.C.

Il Tempio della Concordia di Agrigento e la statua di Icaro
La statua di Icaro e il Tempio della Concordia
Il Tempio della Concordia e l'ulivo secolare
L’ulivo secolare davanti al Tempio della Concordia di Agrigento
Il Tempio della Concordia di Agrigento
Kiki davanti al Tempio della Concordia

IL TEMPIO DI ERACLE

Superata Villa Aurea, magnifica residenza di Alexander Hardcastle, che rivestì un ruolo determinante per le sorti dei monumenti custoditi nella Valle dei Templi, ci ritroviamo di fronte alle colonne del Tempio di Eracle, o Tempio di Ercole.

Proprio grazie al capitano dell’esercito inglese, le colonne del tempio più antico di tutto il sito archeologico furono rialzate (nel 1924) e riposizionate nella loro attuale ubicazione.

L’attribuzione ad Eracle è data da Cicerone, che descrive il tempio come “non lontano dal foro”, riferendosi probabilmente alla cavea teatrale di Akragas, rinvenuta a pochi metri di distanza.

All’interno del tempio era venerata una statua in bronzo raffigurante Hercules, il più forte e valoroso degli Dei, che venne rubata da Verre, governatore della Sicilia nel 70 a.C.

Verre aveva la fama di maniacale collezionista e, per impossessarsi di reperti artistici, non si faceva nessuno scrupolo. Fu proprio Cicerone ad accusarlo e smascherarlo, durante il processo per concussione a carico dello stesso Verre.

Il Tempio di Eracle di Agrigento
Le colonne del Tempio di Eracle di Agrigento

LA PORTA AUREA E IL TEMPIO DI ZEUS OLYMPIOS

Oltrepassiamo la strada provinciale, che taglia in due il sito archeologico (era proprio indispensabile?), utilizzando un ponte in legno, ed eccoci nell’area dove un tempo sorgeva la Porta Aurea, o Porta IV.

Essa costituiva uno dei più importanti portali d’accesso ad Akragas, nelle vicinanze della quale si trovava il Tempio dedicato a Zeus Olympios e il relativo altare.

Dell’antico splendore di questa zona rimane ben poco: macerie e rovine, oltre ad una ricostruzione di un Telamone, grande statua alta oltre 7 metri la cui funzione ancora oggi è sconosciuta. Forse giganti, titani, atlanti a sostegno del tempio dedicato alla divinità: come detto, la Valle dei Templi oltre ad emozionare, fa anche riflettere sui misteri tuttora insoluti che la avvolgono nel mantello del tempo.

 

IL TEMPIO DEI DIOSCURI E IL GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

All’estremità occidentale del sito archeologico troviamo ciò che resta del Tempio dei Dioscuri, ossia Castore e Polluce. I gemelli erano nati dall’unione tra la bellissima regina di Sparta, Leda, e Zeus Olympios sotto le sembianze di un cigno.

Solo un angolo e quattro colonne di questo tempio si sono conservate sino ai giorni nostri, ciò nonostante il Tempio dei Dioscuri è diventato il simbolo di Agrigento.

Il Tempio dei Dioscuri, simbolo di Agrigento
Il Tempio dei Dioscuri di Agrigento, simbolo della città

A poco distanza dal tempio veniamo attratti dall’ingresso del Giardino della Kolymbethra, oltre la quale si estende una lussureggiante vegetazione.

Scendiamo qualche gradino e scopriamo ben presto che si tratta di un bene del FAI, per il quale occorre pagare un biglietto a parte (4 euro a persona).

Non ci vuole molto a convincerci: alberi di arance e limoni rendono questo luogo un vero paradiso, dove la natura e il silenzio regnano sovrani.

La Kolimbethra della Valle dei Templi di Agrigento
Aranci nella Kolymbethra della Valle dei Templi di Agrigento

Risalendo la collina, oltre il torrente che attraversa la Kolymbethra, si raggiunge il Tempio di Vulcano, vicino al quale corre la ferrovia. Questa passeggiata permette anche di ammirare il Tempio dei Dioscuri circondato dagli ulivi e dalla macchia mediterranea, una prospettiva davvero affascinante!

Lasciamo il Giardino della Kolymbethra con un unico rammarico: quello di non aver potuto acquistare la marmellata di arance in vendita al chiosco del FAI, perché non passerebbe nel bagaglio a mano! Niente paura però: se come noi la assaggerete trovandola deliziosa, potrete farvela spedire direttamente a casa! 🙂

La Kolymbethra della Valle dei Templi di Agrigento
Le rocce hanno gli occhi nella Kolymbethra!

Saliamo in auto e ripartiamo verso Catania, lasciandoci alle spalle la Valle dei Templi e le sue meraviglie. Il cielo di Agrigento si è incupito e le verdi pianure pianure che circondano la città ora sembrano come addormentate.

In lontananza il mare argenteo sembra fondersi con il cielo, non più di quell’azzurro che ci ha accolto nelle prime ore del mattino.

Chissà com’è stato il primo impatto dei coloni di Akragas con il territorio, se c’era il sole quel giorno, ad illuminare il loro cammino verso occidente.

Ancora una curva e il Tempio di Giunone svanisce all’orizzonte, un nuovo volo ci aspetta.

 

– Articolo in collaborazione con Musement

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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16 commenti su “La Valle dei Templi di Agrigento: cosa vedere e come organizzare la visita”

  1. Grazie Ale per questo post così dettagliato, non conoscevo la storia dei diversi templi e l’ho letta con piacere.
    Suggerisco spesso un viaggio in Sicilia in primavera e adesso ho qualche informazione storica in più da dare ai miei clienti, consiglierò di leggere il tuo post.
    Buona idea prendere i biglietti in anticipo, io cerco sempre di farlo perché mi è capitato, qualche volta, di dover rinunciare a una visita proprio per le lunghe code.

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    • Grazie Monica! ?
      In effetti anche noi è capitato spesso di dover rinunciare ad una visita a causa della coda formatasi, invece con Musement in più location è possibile fare il biglietto saltafila! ? Una gran bella comodità! Alla Valle dei Templi consigliamo la visita con audioguida: ce la si può prendere comoda e ascoltare e apprezzare ogni singolo dettaglio! Un abbraccio!

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  2. C’è da perderci gli occhi e la testa in mezzo a tutti questi templi dedicati alle varie divinità. Un luogo sicuramente da inserire in qualsiasi itinerario Siciliano.

    Grazie per le numerose dritte ragazzi, tengo a mente il post, sicuramente dovrò andare in Sicilia e questo non si può perdere. 😉

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    • Grazie a te Luca! ?
      Noi eravamo anni che volevamo visitarla e finalmente, complice una fortunata coincidenza, é capitata l’occasione! Non ce la siamo fatta sfuggire e non possiamo che consigliarla a chiunque: è un’esperienza unica, emozionante! ?

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  3. Solo leggendo il vostro articolo sulla Valle dei Templi mi è sembrato di fare un viaggio in secoli lontani, non oso quindi immaginare le sensazioni che avete provato vivendo questo meraviglioso luogo con i vostri occhi. Non capita tutti i giorni di poter ripercorrere i luoghi e le civiltà che si sono studiate a scuola. La foto con l’immagine della statua di Icaro con sullo sfondo il Tempio della Concordia mi ha rapita. Ha un che di affascinante ma anche di apocalittico. Quasi mi sembra di sentire il profumo di quell’aranceto e sicuramente mi avete dato un motivo in più per viaggiare con il bagaglio in stiva 🙂

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    • Ahahah Simo, l’abbiamo rimpianto tanto,quel bagaglio da stiva che non avevamo con noi! La prossima volta almeno uno a testa, e si torna a casa con arance, cioccolato di Modica e caciocavallo ragusano come se piovesse!! ?
      Grazie di cuore per le tue parole, non sempre è facile spiegare le emozioni che si provano, anzi! Anche i dettagli più piccoli raccontano una storia, nella Valle dei Templi! La statua di Icaro è molto suggestiva, davanti al Tempio della Concordia! Ma anche quell’ulivo, che magari in foto si nota meno, è affascinante: a lui è legata una leggenda che ci riporta ai tempi di Ulisse! ?
      Un abbraccio! ?

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  4. Oddio questo posto ha qualcosa di mitologico, non può che lasciarti dei brividi inspiegabili. Io ci sono stata nel lontano 2006, con i templi quasi completamente rivestiti di teloni in quanto in piena ristrutturazione; anche in quelle condizioni devo dire che rimasi senza parole. Grazie per aver condiviso quelle magnifiche immagini, spero prima o poi di poterci tornare anche io…

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    • Grazie a te, Margherita!! ?
      Noi siamo stati un po’ più fortunati, stavano soltanto restaurando l’interno del Tempio della Concordia in quei giorni, e i teli di protezione e il ponteggio quasi non si notavano! ?

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  5. Un fantastico excursus nella storia e nella mitologia greca, che bello e che gioia per gli occhi questi scatti! Soprattutto quelli nell’aranceto…peccato che con tutte le diavolerie inventate in questo secolo ancora non si riesce ad allegare un profumo ad una foto!
    Avete beccato una giornata spettacolare, direi che è stata la giusta E MERITATISSIMA ricompensa per aver patito quelle ore di attesa nel Ryan-Boeing 😛 Sai che sono quasi gelosa che la Valle dei Templi si trovi in Sicilia? In Campania la dovevano fare hahahaah! Non vedo l’ora che mi ricapiti a tiro la Sicilia perché la conosco pochissimo e dopo i Templi di Paestum sarebbe doveroso per me andare in pellegrinaggio ad Agrigento 😉 Ovviamente anche io mi affiderò alle cure di Musement 😉
    La SAIS trasporti me la segno, 22 euro a/r non è niente male!
    Grazie per questo volo Pindarico e Icarico! *_*

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    • Hai proprio ragione, Orsa: l’odorama sarebbe davvero il top, anche perché ti teletrasporterebbe davvero sul posto, farebbe vivere un’esperienza multisensoriale mica da ridere! 😉 La giornata è stata davvero fantastica e ci siamo goduti ogni passo in quella meraviglia: eravamo un po’ in credito con il meteo e le conseguenti tribolazioni, ci siamo rifatti alla grande! 🙂
      Un po’ di invidia per le bellezze della Sicilia ce l’abbiamo anche noi, anche se non possiamo lamentarci dei nostri borghi medievali: sull’isola i terremoti hanno devastato interi paesi, che sono stati ricostruiti da zero. E’ impressionante però il Tempio della Concordia, rimasto quasi illeso allo scorrere del tempo: davvero è un miracolo!
      Grazie a te per le tue parole che sanno sempre regalarci un sorriso! Un abbraccio grande!! 😉

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  6. Sono stata a visitare la valle dei templi durante una calda estate afosa di un bel po’ di anni fa, ma il ricordo che ne ho è ben vivido nella mia mente, così come le emozioni di essere di fronte ad edifici così antichi e bellissimi. Purtroppo non ho visitato il giardino, che soprattutto in questa stagione, mi sembra una vera chicca!

    Adoro la Sicilia e spero di tornare presto.

    PS. Bellissime foto!

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    • Devo essere sincero: del giardino della Kolymbethra conoscevamo davvero poco anche noi, è stata una scoperta…nella scoperta! 🙂
      In questo periodo è davvero incredibile perché il giardino è ricolmo di arance e limoni, c’è un profumo che non si può spiegare a parole!
      Credo che sia stata la più bella conclusione possibile, per una passeggiata come quella che regala la Valle dei Templi. D’estate il caldo probabilmente un po’ rallenta il passo, ma sono sicuro che, al calar della sera, lo spettacolo sia qualcosa di unico. Il mare lì a due passi, il profumo che giunge fino alle colonne doriche, i colori del cielo al tramonto: ecco, così immagino la nostra prossima volta nella Valle dei Templi. Perchè so che anche noi ci torneremo: è irresistibile! 😉
      Grazie Simo, un abbraccio grande! 🙂

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