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Cosa vedere a Sarajevo in 2 giorni

Questa storia parte da molto lontano, per la precisione da un giorno di fine estate del 1995 in quel di Modena: era settembre e la città era in fermento per il Pavarotti & Friends, un grande spettacolo organizzato dal Maestro Luciano Pavarotti al quale parteciparono tantissimi ospiti internazionali.

Il ricavato di quell’incredibile edizione, che per tutti noi modenesi (e non solo) sarà assolutamente indimenticabile, sarebbe servito per costruire un centro musicale a Mostar, per i bambini vittime della guerra in Bosnia.

L’esibizione che più mi colpì fu quella che vide sul palco Pavarotti, Brian Eno e Bono Vox: le note e il testo di Miss Sarajevo mi entrarono nel cuore per sempre.

Era, anzi è, una canzone di protesta, che vuole mettere in luce il comportamento della comunità internazionale nei confronti della guerra in Bosnia ed Erzegovina, impotente e confusa, incapace di aiutare e di fermare un genocidio.

Ero poco più di un ragazzo allora, e anche se i miei pensieri erano rivolti per lo più ad un pallone su un campo da calcio, ricordo le immagini della guerra che passavano in tv.

Un giorno, forse, avrei visto con i miei occhi quei luoghi.

Quel giorno poi è arrivato, ci sono voluti più di 20 anni per organizzare il primo on the road in Bosnia, ma oggi quello che vi voglio raccontare sono i nostri due giorni a Sarajevo.

Per scoprire una capitale dalla bellezza romantica e drammatica, che non può lasciare indifferente, in cui gli equilibri sono ancora fragili e le tracce del passato evidenti.

Pronti, trolley…via!

Come arrivare a Sarajevo

Se, considerata la distanza ragguardevole, vi state chiedendo come arrivare a Sarajevo, niente paura: da marzo 2024 sono previsti voli low cost anche dall’Italia, in particolare dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio.

Ryanair ha garantito due voli settimanali, a prezzi decisamente convenienti e con partenze ad orari “umani”: se dopo aver letto questo articolo vi sentirete ispirati, sappiate che questo è il momento giusto per prenotare una vacanza a Sarajevo in primavera.

L’aeroporto è a due passi dal centro città, collegato tramite una linea bus gestita dalla compagnia Centrotrans Eurolines: il tragitto è breve, di appena 20 minuti.

L’aeroporto è anche il posto giusto per noleggiare un’auto a Sarajevo e partire per un tour verso le altre destinazioni turistiche della Bosnia Erzegovina: Mostar e Medugorje su tutte, ma anche Jayce, Pocitelj o i laghi nel centro del Paese balcanico.

La Bosnia Erzegovina possiede tanti tesori naturali e culturali, la maggior parte dei quali poco conosciuti.

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Veduta di Sarajevo dal Monte Trebevic

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 1: l’Accademia delle Belle Arti

Per iniziare la tua visita di Sarajevo il mio consiglio è di iniziare dalle porte della città, sulle rive del fiume Miljacka.

Il grandioso palazzo che ospita l’Accademia delle Belle Arti di Sarajevo è uno dei più affascinanti di tutta la città ed è stato realizzato intorno ad una ex chiesa evangelica.

Da sempre punto di riferimento per i giovani artisti bosniaci, anche durante l’assedio di Sarajevo (il più lungo della storia moderna), oggi è aperto al pubblico in occasione delle esposizioni temporanee.

Un’occasione unica per visitare l’accademia è la mostra annuale dei migliori lavori realizzati dagli studenti universitari, durante la quale viene assegnato il premio Alija Kucukalic.

All’esterno si può ammirare il ponte pedonale Festina Lente, opera moderna in acciaio che collega anche filosoficamente le sponde del fiume.

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Cosa vedere a Sarajevo: l’Accademia delle Belle Arti e il ponte Festina Lente

Il Ponte Latino di Sarajevo

Seguendo il corso del fiume Miljacka, raggiungiamo il Ponte Latino, costruito in epoca ottomana e punto di riferimento storico importantissimo.

Qui infatti, sulla sponda settentrionale, ebbe luogo l’evento che scatenò la Prima Guerra Mondiale: il giovane studente Gavrilo Princip, nel giugno del 1914, assassinò l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria – Este, erede al trono, e la duchessa Sofia di Hohenberg.

Se siete appassionati di storia o volete semplicemente approfondire l’argomento, nel vicino Sarajevo Museum 1878 – 1918 potrete ammirare anche una replica dell’auto sulla quale si trovavano i coniugi assassinati.

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Il Ponte Latino di Sarajevo

Il Municipio di Sarajevo

Continuiamo il nostro tour lungo le rive del fiume e raggiungiamo la Vijećnica, attuale Municipio della città di Sarajevo ed ex Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia ed Erzegovina.

Durante l’assedio di Sarajevo, nel 1992, la biblioteca venne colpita da proiettili incendiari e buona parte della collezione andò perduta, sebbene i cittadini fecero di tutto per portare i documenti in salvo.

La ristrutturazione ha consegnato alla città un nuovo spazio in stile moresco per esposizioni ed eventi artistici e culturali, oltre che per celebrazioni statali.

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Vijecnica, il municipio di Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 1: Baščaršija, il cuore della città vecchia

Lasciamo le rive del fiume e ci addentriamo nella zona della Baščaršija, l’antico quartiere turco che ha mantenuto pressoché intatte le sue caratteristiche architettoniche e culturali.

Il monumento più emblematico, simbolo della città di Sarajevo, è il Sebilj: si tratta di una fontana in legno dall’architettura molto simile ad un chiosco, costruita alla fine del 1800 in stile moresco.

La piazza su cui si affaccia la fontana è il fulcro della vita cittadina ed offre scorci di vita quotidiana in grado di far innamorare perdutamente di Sarajevo.

Tutt’intorno, un intricato dedalo di vie e piccole piazze dove è possibile acquistare qualsiasi cosa, assaggiare di tutto, perdersi per poi ritrovarsi all’improvviso di nuovo sulla strada principale dello shopping di Sarajevo.

Baščaršija è il cuore della città vecchia e il luogo dove tornerete più volte, senza mai stancarvi di esplorarlo.

La guerra non è riuscita a cambiarla: qui i commercianti locali sono tornati per ravvivarla e renderla ancora più bella, un caleidoscopio di culture, colori, suoni e profumi imperdibile.

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Il quartiere ottomano di Baščaršija a Sarajevo
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Il quartiere ottomano di Bascarsija, Sarajevo
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Bascarsija, Sarajevo
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Bascarsija, Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 1: la Moschea Gazi Husrev-beg

All’interno del quartiere ottomano di Baščaršija è possibile ammirare la più importante moschea di Sarajevo e di tutta la Bosnia ed Erzegovina: Gazi Husrev-beg, le cui origini sono da ricondurre al 1500.

Anche se la guerra ha gravemente danneggiato parte della struttura, la ricostruzione l’ha resa nuovamente funzionale, ma soprattutto le ha restituito l’antico fascino.

Le fasce orarie per le visite turistiche sono molto ristrette e variano spesso, ma se siete tra i fortunati a trovare la biglietteria aperta allora approfittatene per ammirarla anche all’interno.

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Cosa vedere a Sarajevo: la moschea Gazi Husrev-beg

Il Museo dei Crimini contro l’Umanità e del Genocidio del 1992-1995

Non distante dalla moschea Gazi Husrev-beg, il Museo dei Crimini contro l’Umanità e del Genocidio del 1992-95 è il primo degli spazi espositivi che vi consiglio di visitare a Sarajevo.

L’impatto sarà devastante, perché attraverso immagini, reperti, video e descrizioni accurate vengono ricostruiti gli avvenimenti che hanno reso la Bosnia ed Erzegovina un vero inferno in terra verso la metà degli anni ‘90.

Le didascalie sono in bosniaco e inglese e il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino fino alle 19: come nel caso dell’esposizione della Galerija 11/07/1995, si tratta di una delle tappe fondamentali per comprendere e capire non solo la Guerra dei Balcani, ma l’anima di Sarajevo.

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 1: Il Cimitero di Kovači

Confesso di essere rimasto turbato dalla visita al museo e, salendo lungo la collina che porta alla Fortezza Gialla, dove c’è un bellissimo panorama sulla città vecchia, il Cimitero di Kovači ha dato un’ulteriore botta al mio umore.

Migliaia di lapidi bianche si estendono sul grande prato fino alle porte di Sarajevo: qui sono sepolti i soldati dell’esercito della Bosnia ed Erzegovina morti durante la Guerra del 1992-95.

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Cosa vedere a Sarajevo: il cimitero di Kovaci
La collina di Kovaci

La Fortezza Gialla di Sarajevo

Occorre percorrere una bella salita per godersi il panorama sulla città dalla Fortezza Gialla, ma la reputo una delle cose da non perdere a Sarajevo, soprattutto al tramonto.

Durante la Guerra nei Balcani e anche precedentemente, la Zuta Tabija (nome bosniaco) è stata un punto strategico fondamentale, mentre oggi è un belvedere fantastico per concludere una giornata in città, in ogni momento dell’anno.

I giardini della Fortezza Gialla sono accessibili gratuitamente tutti i giorni dalle 9 fino alle 23 e rappresentano anche l’ultima tappa del nostro tour di 2 giorni a Sarajevo.

Dall’alto si può ammirare una città in costante mutamento: da un lato il centro storico, con le sue chiese e le moschee; più in lontananza, i moderni grattacieli del Business District.

Sarajevo è viva più che mai e punta tutto sul suo futuro.

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Panorama dalla Fortezza Gialla di Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 2: il Teatro Nazionale

Il nostro secondo giorno in città inizia con la visita di un altro luogo molto importante, il Teatro Nazionale di Sarajevo: oltre ad ospitare concerti e spettacoli teatrali di primissimo livello, è anche la “casa” del Sarajevo Film Festival, un evento da non perdere che si tiene durante la seconda settimana di agosto e che richiama registi, attori e appassionati da tutto il mondo.

Al cospetto del teatro nazionale, in piedi nel bel mezzo dell’elegante piazza su cui si affaccia, ho capito che niente è in grado di distruggere l’arte, la creatività, la bellezza: nemmeno una guerra.

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Scorcio del Teatro Nazionale di Sarajevo

La fiamma eterna di Sarajevo

E’ un inizio di giornata all’insegna dei luoghi più emblematici di Sarajevo, che ci porta al cospetto del memoriale delle vittime della Seconda Guerra Mondiale in Bosnia ed Erzegovina.

La fiamma eterna di Sarajevo arde alla base di un elegante palazzo posto alla confluenza di tre importanti vie cittadine: noi imbocchiamo quella pedonale, Ferhadija, che in breve ci conduce al Gradska Trznica Markale.

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La fiamma eterna di Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 2: il Gradska Trznica

Il grande mercato alimentare coperto di Sarajevo è il posto giusto per assaggiare ed acquistare prodotti tipici della Bosnia Erzegovina.

Ci si trova di tutto, dai formaggi alla carne, dalla verdura fresca ai dolci tradizionali: noi ne abbiamo approfittato per comprare della squisita carne di manzo affumicata sottovuoto, soluzione ideale anche per chi cerca qualche souvenir gourmet.

L’edificio che ospita il Gradska Trznica Markale risale alla fine del 1800 ed è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 18.

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Il mercato coperto Gradska Trznica

Ferhadija, la via dello shopping di Sarajevo

Il mercato coperto si affaccia su Ferhadija, la via dello shopping di Sarajevo: il percorso è interamente pedonale ed è l’ideale per godersi una passeggiata mattutina in città.

C’è sempre fermento, in ogni momento dell’anno, e l’atmosfera è vivace: è bello anche sedersi ed osservare il costante incontro di culture, come recita anche l’incisione nella pavimentazione, proprio al confine con il quartiere di Baščaršija.

Boutique alla moda si alternano a gallerie d’arte e negozi di elettronica, ma non aspettatevi di trovare le grandi catene internazionali.

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Lungo Ferhadija si possono vedere le rose di Sarajevo

Le Rose di Sarajevo

Lungo Ferhadija avrete modo di osservare le famose “rose di Sarajevo”, ossia simboli commemorativi di colore rosso, che si notano nitidamente sulla pavimentazione in lastricato.

In quegli stessi punti sono caduti ed esplosi i colpi di mortaio lanciati durante l’assedio di Sarajevo.

L’amministrazione cittadina ha deciso di non riparare il fondo, ma di utilizzare della resina rossastra per riempire quei solchi, a testimonianza di ciò che ha dovuto sopportare la popolazione della capitale in quei terribili anni, tra il 1992 e il 1995.

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 2: la Cattedrale del Sacro Cuore

Pochi passi prima di entrare idealmente nel quartiere ottomano di Baščaršija, la Cattedrale del Sacro Cuore attira lo sguardo.

L’edificio originale è in stile neogotico ed è stato realizzato tra il 1884 e il 1889, completato da due torri in stile romanico. 

Proprio di fronte all’ingresso principale, sul quale si erge il simbolo del Cantone di Sarajevo, si trova la statua di Papa Giovanni Paolo II, che visitò la capitale balcanica nel 1997.

La guerra era da poco terminata e gli abomini perpetrati noti: il Papa definì il massacro di Srebrenica una sconfitta della civiltà.

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Cosa vedere a Sarajevo: la Cattedrale del Sacro Cuore

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 2: la Galerija 11/07/1995

Ora siamo pronti per visitare il museo più emozionante di Sarajevo, almeno per quella che è stata la nostra esperienza.

Ospitata all’interno di un elegante edificio al lato della cattedrale, la Galerija 11/07/1995 è uno spazio espositivo dall’impatto impressionante, che vuole preservare e mostrare al pubblico internazionale documenti, immagini e reperti recuperati a Srebrenica e dintorni dopo il genocidio del luglio del 1995.

Furono 8372 le persone che morirono quel maledetto giorno, nell’indifferenza della comunità internazionale che, di fatto, voltò le spalle a quelle persone.

Ci sono tutti i loro volti, le loro sofferenze, le cose che hanno lasciato e quelle che gli assassini volevano che sparissero, e che invece, grazie ad un’accurata ricerca, sono tornate alla luce.

Prove inconfutabili di ciò che avvenne, dell’inferno in terra, dell’odio a cui l’uomo troppo spesso si affida, senza remore, senza vergogna.

La stessa vergogna che ho provato io in quelle stanze.

La Galerija 11/07/1995 è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, il ticket di ingresso comprensivo di audioguida è di circa 10 euro e occorre almeno 1 ora per una visita completa della mostra permanente e delle esposizioni temporanee.

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Cosa vedere a Sarajevo: l’emozionante Galerija 11/07/1995

La vecchia chiesa ortodossa

Da non confondere con la Nuova Cattedrale Ortodossa, più ad ovest, la Chiesa dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele è uno dei luoghi di culto più antichi di Sarajevo, a testimonianza, ancora una volta, della multiculturalità della capitale bosniaca.

Risale al 1500 ed esternamente non richiama particolarmente l’attenzione, ma non fate l’errore di snobbarla: all’interno sono custodite alcune icone molto preziose del XVI secolo e l’atmosfera è incredibile.

La chiesa è aperta tutti i giorni fino alle 17 ed è previsto un ticket d’ingresso simbolico.

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 2: la Moschea dell’Imperatore

E’ tempo di attraversare nuovamente il fiume Miljacka per raggiungere e ammirare la Moschea dell’Imperatore. 

Di fatto, è stata la prima moschea costruita in città: l’edificio originale risale al 1457, al tempo in cui l’esercito ottomano conquistò la Bosnia.

Internamente è uno splendore, forse ancora più sfarzosa ed affascinante della più famosa e frequentata Moschea Gazi Husrev-beg, nel cuore della Baščaršija.

L’ingresso è gratuito, ma fate attenzione agli orari: l’edificio si può visitare tra le 17 e le 21, mentre il caffè nel cortile interno ha orari più flessibili.

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La Moschea dell’Imperatore di Sarajevo

La birreria storica di Sarajevo

Pochi passi e, svoltato l’angolo di Franjevacka, troviamo la birreria storica di Sarajevo, tappa imperdibile in città in grado di riportare chiunque indietro nel tempo.

Qui si respira l’atmosfera di inizio Novecento: ci si siede in uno dei tavolini del grande salone centrale, arredato interamente con mobili in legno d’epoca, poi si ordina una birra (rigorosamente alla spina!) e si ammirano gli interni e le balconate.

Spesso vengono organizzati concerti dal vivo, occasioni uniche per vivere un’esperienza immersiva al 100% di uno dei locali più caratteristici della città.

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Gli interni della birreria storica di Sarajevo

La funicolare di Trebevic

Costruita nel 1959, rimodernata in occasione delle Olimpiadi Invernali di Sarajevo nel 1984 e successivamente distrutta durante l’assedio della capitale negli anni ‘90, la vecchia e amatissima funivia di Trebevic ha rischiato di scomparire per sempre.

Fortunatamente, grazie ad una donazione dalla Svizzera, la linea è stata ripristinata, in modo che cittadini e turisti possano godere della vista meravigliosa dall’alto del monte che sovrasta la città.

La funicolare di Trebevic è anche il modo migliore per raggiungere le iconiche piste di bob di Sarajevo, salite agli onori delle cronache durante le olimpiadi invernali del 1984.

L’impianto è aperto dalle 9 alle 20 e la corsa costa circa 10 euro a persona.

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La funicolare di Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo, giorno 2: la pista da bob

Ultima tappa del nostro itinerario di 2 giorni a Sarajevo, la pista da bob olimpica è stata a lungo in stato d’abbandono prima di trasformarsi in un grande museo a cielo aperto di street art.

Col tempo è diventata una delle maggiori attrazioni cittadine, anche perché si sviluppa lungo il monte Trebevic, luogo perfetto per osservare Sarajevo dall’alto e fare passeggiate nella natura.

Curva dopo curva, lungo un percorso di circa 1 chilometro e mezzo, si possono ammirare le opere di street artist bosniaci, fino ad arrivare al punto d’osservazione su Sarajevo. Raggiungerlo al tramonto è sicuramente una scelta d’effetto.

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Cosa vedere a Sarajevo: la street art sulla pista da bob olimpica
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La pista da bob di Sarajevo
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La pista da bob di Sarajevo

Eccoci qui, siamo arrivati alla fine di questi due giorni a Sarajevo: spero che questo programma vi sia d’aiuto per organizzare la vostra visita in quella che ritengo la più affascinante capitale dei Balcani.

Sarajevo è una città moderna, coraggiosa e con tanta voglia di scommettere su un futuro radioso: per noi è stata una vera rivelazione.

Vi aspettiamo nei commenti: raccontateci le vostre esperienze e cosa vi è piaciuto di più di Sarajevo!

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Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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