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Cosa vedere a San Leo e dintorni: la magia del Montefeltro

Il primo articolo di un nuovo anno porta sempre con sé le più grandi aspettative di un viaggiatore: tra le righe si celano non solo le emozioni già vissute, ma anche i sogni di una nuova e imminente partenza.

Il 2021 è per tutti noi, viaggiatori e non, l’anno della speranza ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare il nostro primo post ad una vera gemma della nostra regione: San Leo.

In una giornata iniziata tra una fitta nebbia che avvolgeva l’intera Pianura Padana, il piccolo borgo del Montefeltro ci ha lasciato a bocca aperta, apparendo in tutta la sua bellezza sopra la bruma, splendente nel cielo azzurro.

Questa immagine la porteremo sempre nel cuore e vorremmo che il 2021 fosse proprio così: come un cielo terso illuminato dal sole, dopo essere stati a lungo tra la nebbia.

Con questo augurio, vi raccontiamo la nostra giornata in Valmarecchia, durante la quale abbiamo visitato San Leo e Pennabilli.

Pronti, trolley…via!

cosa vedere a san leo
San Leo, borgo tra i più belli d’Italia

SAN LEO E L’ALTA VALMARECCHIA, UNA STORIA RECENTE

San Leo si trova nell’Alta Valmarecchia, una zona che fa parte della Romagna soltanto da pochi anni. 

Nel 2006 un referendum ha sancito il passaggio di ben sette comuni dalla provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche, a quella di Rimini.

Il definitivo distaccamento è avvenuto nell’agosto del 2009: da allora San Leo, uno dei borghi più belli d’Italia e principale centro della regione storica del Montefeltro, svetta tra le colline dell’Emilia-Romagna.

San Leo si raggiunge facilmente da Rimini, anche in bicicletta (per chi è allenato), approfittando della bellissima ciclabile della Valmarecchia, che corre a fianco dell’omonimo fiume fino a Ponte Verucchio.

Per chi arriva dal mare, il borgo antico appare come una visione estatica, arroccato su un costone di roccia con le pareti a strapiombo sul territorio sottostante. 

Sulla sommità sorge la magnifica fortezza di origine rinascimentale. 

valmarecchia

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San Leo, perla del Montefeltro

COSA VEDERE A SAN LEO: LA CATTEDRALE DI SAN LEONE

Sebbene il passaggio di San Leo sotto la provincia di Rimini sia un fatto recente, la storia del borgo è antichissima e la più fulgida testimonianza è data dalla Cattedrale di San Leone.

Risale al 1173 ed è uno dei più importanti edifici religiosi di tutto il Montefeltro.

Esternamente si può notare come le fondamenta siano ancorate alla roccia sulla quale si poggia tutto l’abitato di San Leo e all’interno questo connubio è ancora più evidente. 

Un legame che esiste anche con altri edifici preesistenti in questo sito: la cattedrale infatti ingloba un duomo costruito nell’Alto Medioevo, il quale a sua volta era stato eretto sulle rovine del tempio di Giove.

Visitando la Cattedrale di San Leone si possono ammirare capitelli corinzi e romanici, particolari unici come il grifone, il leone alato che è un simbolo di origine pagana. 

La cripta conservava le spoglie di San Leone ed era visitata dai pellegrini in viaggio verso Roma.

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La Cattedrale di San Leone

COSA VEDERE A SAN LEO: LA PIEVE DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Pieve di Santa Maria rappresenta il più antico edificio religioso di San Leo e del Montefeltro, nonché il primo che si può ammirare oltrepassando l’arco di accesso al borgo medievale.

Ricostruita nel XI secolo in stile romanico, era originariamente una chiesa carolingia

Al suo interno non solo venivano celebrati i riti religiosi, ma anche le riunioni dei capifamiglia di San Leo per questioni più politiche.

All’interno si nota immediatamente il connubio con la roccia leontina su cui la pieve si poggia e l’atmosfera che si percepisce è unica.

Visitando la Pieve di San Leo sotto le feste natalizie si può ammirare anche un magnifico presepe, realizzato nel cosiddetto Sacello di San Leone

Vi si accede a lato dell’ingresso principale, di fronte alla cattedrale: non perdetevelo!

piazza dante alighieri
Piazza Dante Alighieri e la Pieve di Santa Maria Assunta

borgo medievale san leo

presepe san leo

COSA VEDERE A SAN LEO: LA TORRE CIVICA

Affiancata alla cattedrale, la torre civica di San Leo ne condivide quasi certamente la data di costruzione.

Non è quasi mai accessibile, se non durante le festività quando viene aperta al pubblico, ma se volete scattare una bella foto alla fortezza il punto migliore per farlo è proprio dalla sua base. O dalla sommità, se siete fortunati!

Non ci si arriva facilmente, perlomeno non durante l’inverno, quando il sentiero per raggiungerla può risultare scivoloso.

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La Cattedrale e la Torre Civica di San Leo
forte di san leo
Il Forte di San Leo fotografato dalla Torre Civica

IL BELVEDERE DI SAN LEO, UN BALCONE SULLA VALMARECCHIA

Dalla torre civica la nostra passeggiata prosegue fino al Belvedere di San Leo.

Si tratta di un vero balcone affacciato sulla Valmarecchia e nelle giornate di cielo limpido il panorama è magnifico, a perdita d’occhio fino all’Adriatico.

Lo spettacolo a cui invece abbiamo assistito noi è stato semplicemente incredibile e sicuramente non meno affascinante: sotto di noi tutto era avvolto dalla nebbia!

Soltanto qua e là spuntavano le cime delle colline più alte della Valmarecchia, come le Meteore in Grecia: un quadro surreale, indimenticabile.

belvedere di san leo
La nebbia sulla Valmarecchia

COSA VEDERE A SAN LEO: IL PALAZZO MEDICEO E IL PALAZZO DELLA ROVERE

Torniamo verso il centro del borgo medievale, la bella Piazza Dante Alighieri su cui si affacciano alcuni edifici storici: il Palazzo Mediceo e il Palazzo della Rovere.

Il Palazzo Mediceo ospita l’ufficio di informazioni turistiche e il Museo di Arte Sacra: entrambi al momento della visita risultavano chiusi, ma se volete saperne di più consultate il sito ufficiale dello IAT di San Leo.

Pochi passi oltre la fontana davanti la Pieve di Santa Maria Assunta ed eccoci al cospetto del Palazzo della Rovere, costruito per ospitare la nobile famiglia che succedette ai Montefeltro alla guida del Ducato di Urbino.

L’edificio storico oggi è sede del Municipio e i suoi saloni si possono visitare durante l’apertura degli uffici comunali.

COSA VEDERE A SAN LEO: IL FORTE RINASCIMENTALE

Mentre la nebbia sembra diradarsi lentamente tra le colline della Valmarecchia, noi saliamo al Forte di San Leo.

L’imponente castello domina il territorio circostante dall’alto del masso leoncino, il grande costone di roccia su cui si sviluppa il borgo del Montefeltro. 

Per la sua posizione strategica e quasi inespugnabile, nel corso del Medioevo la fortezza venne più volte contesa con aspre battaglie e per due anni fu capitale d’Italia, dal 961 al 963.

Dante Alighieri, che viene annoverato tra i personaggi illustri passati per San Leo, paragona la difficoltà nel raggiungere la sommità della rupe di San Leo al luogo in cui si trova nel Canto IV del Purgatorio.

Oggi raggiungere il Forte di San Leo non è più così difficile: una passeggiata di circa 10 minuti lungo un agevole sentiero conduce fino alle porte del castello.

Il panorama sul borgo medievale e le colline della Valmarecchia è semplicemente favoloso.

Purtroppo a causa della pandemia in corso non siamo riusciti a visitare gli interni, tra cui la cella in cui venne rinchiuso e dove morì Cagliostro, nel 1795.

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Il Forte di San Leo
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Il borgo medievale visto dalla fortezza

RISTORANTI A SAN LEO: QUALE SCEGLIERE?

Abbiamo esplorato in lungo e in largo San Leo, è tempo di scegliere il ristorante giusto per assaggiare le specialità della Valmarecchia!

Noi ci siamo fermati al Ristorante Osteria La Corte di Berengario II, proprio alla fine della scalinata che dal Forte di San Leo permette di tornare al borgo medievale.

L’ambiente è rustico e accogliente e i tavolini posti sul soppalco in legno sono perfetti per un pranzo romantico e di gusto.

Il menù è composto interamente da piatti della tradizione e ne abbiamo approfittato per assaggiare diverse specialità della Valmarecchia.

Abbiamo iniziato con crostini al formaggio di fossa, al prosciutto del Montefeltro e al paté di funghi e tartufo, per poi passare ai primi: tagliatelle al formaggio di fossa per Kiki e pappardelle al ragù di cinghiale per Ale. Super!

Ale non si è lasciato nemmeno scappare l’occasione di assaggiare il coniglio al finocchio selvatico: un piatto dal sapore fantastico, delicato e profumato, accompagnato da patate al forno.

Ad accompagnare il tutto, vi consigliamo di provare il vino della casa: un Sangiovese dal colore rosso rubino, che bene si abbina con i piatti di terra.

Nel pomeriggio ci aspettava Pennabilli, ma dobbiamo essere sinceri: si stava così bene che abbiamo fatto fatica ad andare via da qui!

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Alcuni piatti assaggiati all’Osteria la Corte di San Leo

COSA VEDERE NEI DINTORNI DI SAN LEO: PENNABILLI

A “causa” del pranzo luculliano, la visita di Pennabilli nel pomeriggio si è tramutata in una toccata e fuga. Di quelle belle però, che ti lasciano la voglia di tornare e approfondire.

Perché Pennabilli è un borgo dove il misticismo incontra la storia e allora non puoi rimanere indifferente. 

E’ la terra dei Luoghi dell’Anima di Tonino Guerra, il poeta, scrittore e sceneggiatore che ha trasformato piccoli giardini in capolavori del pensiero.

Ancora, Pennabilli è parte di un paesaggio che ha fatto da sfondo ad una delle più grandi meraviglie artistiche di tutti i tempi, la Gioconda di Leonardo Da Vinci.

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Il borgo di Pennabilli fotografato dal Roccione

PENNABILLI E I LUOGHI DELL’ANIMA DI TONINO GUERRA

Nel poco tempo a disposizione a Pennabilli, poco prima che giungesse il tramonto, abbiamo avuto un assaggio di quello che è un incredibile museo diffuso, quasi interamente all’aperto: i Luoghi dell’Anima di Tonino Guerra.

Il percorso di visita è sviluppato nel centro storico di Pennabilli ed è stato definito un “modello di creatività e riqualificazione urbanistica”.

Inoltrandoci nel borgo abbiamo seguito la Strada delle Meridiane, rappresentazioni artistiche dei diversi metodi in cui viene misurato il tempo, fino a raggiungere il Santuario dei Pensieri, quasi nascosto dietro le rovine di un’antica abitazione malatestiana.

La visita all’Orto dei Frutti Dimenticati, forse il sito più famoso di Pennabilli, ce la siamo invece tenuta per una gita in tarda primavera, quando il giardino sarà al massimo del suo splendore.

PENNABILLI E IL LEGAME CON IL TIBET

Passeggiare per le vie di un borgo della Romagna e trovarsi al cospetto di una stupa buddista: fatto!

Sembra incredibile ma nel cuore della Valmarecchia per un attimo ci è sembrato di essere nuovamente tra i templi della Thailandia.

Il legame di Pennabilli con il Tibet ci ha sorpreso e affascinato, così ne abbiamo voluto sapere di più. Esso risale agli inizi del 1700, quando i primi missionari cappuccini si recarono in visita nella regione asiatica e si protrae fino ai nostri giorni: per ben due volte il Dalai Lama, nel 1994 e nel 2005 è stato ospite a Pennabilli.

Oggi è possibile ammirare un bellissimo stupa buddista, un monumento spirituale che conserva le reliquie, inaugurato nel 2014 a due passi dalla casa di Tonino Guerra, e una campana tibetana, sul colle che domina il borgo.

campana di lhasa pennabilli
La Campana di Lhasa a Pennabilli

IL ROCCIONE DI PENNABILLI E LA GIOCONDA

Dopo Dante Alighieri, legato a San Leo, la nostra gita in Romagna nel cuore del Montefeltro si arricchisce con un altro illustre maestro d’arte, forse il più grande di tutti: Leonardo Da Vinci.

Si dice dall’alto del Roccione di Pennabilli, infatti, egli dipinse un particolare della Gioconda, raffigurato nella parte a destra in basso, dove compaiono tre rupi e un ponte.

Delle tre cime, due sarebbero quelle di Penna e Billi, mentre la terza sarebbe quella di Le Ghenghe, vicina al borgo. Il ponte, raffigurato immediatamente sopra le tre rupi, risulterebbe invece distrutto in epoca successiva.

Qualunque sia la verità, questo è sicuramente uno dei punti panoramici più belli del Montefeltro, soprattutto al tramonto!

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Il Roccione di Pennabilli

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Con gli occhi ancora sognanti torniamo verso casa, lasciando il Montefeltro, la Valmarecchia e la magica atmosfera prenatalizia dei suoi borghi.

Mentre l’oscurità lentamente avvolge la strada verso la costa romagnola, intorno a noi spuntano altri castelli e torri: la Rocca di Montebello e quella di Verucchio, appartenuta ai Malatesta.

Sfioriamo Santarcangelo di Romagna, un altro dei borghi più belli d’Italia, dove siamo stati in un pomeriggio d’estate. 

In pochi chilometri così tanta bellezza, così tante cose da vedere, sentieri da esplorare: a presto, Romagna, per nuove avventure e nuove scoperte!

Altre idee per una gita fuori porta in Emilia-Romagna:

 

 

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Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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7 commenti su “Cosa vedere a San Leo e dintorni: la magia del Montefeltro”

  1. Con quella foto di un mare soffice di nebbia sulla Valmarecchia credo mi abbiate già convinta!
    Quanti splendidi borghi nel giro di pochi km e che scenari sognanti. Chissà quanti artisti ne hanno tratto ispirazione oltre a Leopardi. Io dai colori di quel tramonto che fa capolino tra la roccia sono stata rapita!
    Buon Anno ragazzi!

    Rispondi
    • Vero Simo, in pochi chilometri c’è una concentrazione di meraviglie che permette di organizzare un itinerario anche di più giorni! 😉
      Partendo dalla costa e spostandosi verso l’interno è un susseguirsi di castelli, torri, santuari! E poi quando arrivi a San Leo non puoi che innamorartene, noi abbiamo avuto la fortuna di vedere anche quel mare di nebbia avvolgere la Valmarecchia sotto di noi!
      Buon anno a te, Simo, e un abbraccio forte! 🙂

      Rispondi
  2. Bellissima la Pieve, intrigante la storia della Gioconda, sorprendente la stupa in Romagna.
    Grazie ragazzi per questo viaggio emozionante e…Buon anno. Che sia di rinascita per tutti

    Rispondi
  3. Dunque, noi abbiamo scoperto San Leo su consiglio di alcuni ragazzi della zona con cui avevamo condiviso un’esperienza presso il Santuario di La Verna, luogo che per noi ha un enorme significato.
    Cosi, anni dopo, mentre ci trovavamo nelle regioni dell’Italia centrale in moto, ci è tornato in mente e abbiamo pensato di andare a visitarlo… come avete scritto, una vera gemma!

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    • A proposito del santuario, lo scorso autunno avevamo in programma un trekking nelle Foreste Casentinesi, poi purtroppo la situazione sanitaria è peggiorata ed è saltato tutto. Se mi ricordo bene si può raggiungere a piedi, è una delle tappe di un cammino di più giorni…e ricordo che mi aveva colpito tantissimo! 😉
      Se un giorni riusciremo a raggiungerlo, penseremo un pochino a voi! Un abbraccio! 😉

      Rispondi

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