Cosa vedere a Peschici e dintorni

Di trabucchi, foreste incantate e borghi del Gargano: cosa vedere a Peschici e dintorni

“A Peschici c’è sempre il sole, almeno 300 giorni l’anno”

Luca lo diceva sorridendo con malizia, ma sembrava sincero. Io e Kiki eravamo un po’ dubbiosi, ma diciamo che volevamo fidarci.

Chi è nato e cresciuto nel Gargano non può che decantarne le lodi: mare e natura selvaggia si fondono con bianchi borghi arroccati tra le colline, empie di aranceti e uliveti. Presto avremmo scoperto che Luca non si sbagliava affatto, anzi.

A Peschici il cielo sembra voler stringere il mare di Puglia in un eterno abbraccio, compagni inseparabili con la primavera alle porte.

Per tanti turisti, Peschici rappresenta l’approdo delle vacanze estive, la meta perfetta per il relax sotto l’ombrellone.

Noi l’abbiamo visitata in un giorno di metà febbraio e ce ne siamo innamorati, ma non solo: abbiamo esplorato anche i dintorni, scoprendo borghi splendidi e foreste incantate.

E alla fine, una volta finito il viaggio, ci siamo trovati a tavola con i nostri amici a parlare del Gargano con emozione. Imparando sulla nostra pelle che, una volta che ci sei stato, non puoi che esserne irrimediabilmente attratto.

Ecco tutto quello che ha reso i nostri quattro giorni nel Tacco d’Italia una vacanza felice!

Cosa vedere a Peschici
Il borgo di Peschici

IL BORGO DI PESCHICI, LE SPIAGGE E I TRABUCCHI

Il sole splende su Peschici, mentre oltrepassiamo l’arco tra le antiche mura: il centro storico è un microcosmo silenzioso e colorato, ti aspetti sempre di scorgere il mare allungando lo sguardo nelle vie che intersecano il corso principale.

Porte, balconi e finestre e sono un’ispirazione costante per Kiki, che passa la maggior parte del tempo a fotografarle. Io mi diletto invece con i giochi di luce e le ombre dei palazzi, ma quando arriviamo nella piazzetta a strapiombo sul mare vicina al castello, mi sembra un vero sogno!

Murale nel centro storico di Peschici

Peschici centro storico
Giochi d’ombra nel centro storico di Peschici

 

Oltre le mura del Castello Medievale, si apre uno scorcio su Peschici che sembra rubato ad un’isola greca: bianco e blu si mescolano in un quadro ellenico romantico e lucente. Più in basso, la spiaggia di Marina di Peschici accoglie le onde dell’Adriatico, le stesse che ci hanno accompagnato nel nostro viaggio verso sud.

Ciò che abbiamo amato di più di Peschici però è il Trabucco di Mimì: lui ormai non c’è più, ma il suo spirito sembra proteggere questo luogo dal fascino eterno.

L’emozione che da lo sporgersi sul mare dall’alto del trabucco è unica: ci si sente come sospesi tra la realtà e il sogno ed è facile che il pensiero voli via, verso spazi sconfinati.

Peschici spiagge
La costa di Peschici è un susseguirsi di splendide spiagge!
Trabucco di Mimì Peschici
Il trabucco dove Mimì era solito pescare

LA FORESTA UMBRA

Mentre saliamo tra le colline del Parco Nazionale del Gargano, i nostri occhi sono ancora catturati dall’azzurro del mare.

L’auto si inerpica tra le strade del promontorio, superiamo il bellissimo borgo di Vico del Gargano e in poco tempo siamo circondati da aranceti e uliveti, poi faggi sempre più alti: stiamo entrando nella Foresta Umbra.

Prima di partire alla volta del Gargano, ci chiedevamo il perché si chiamasse così: la risposta è lampante, pardon, eloquente quando ci si arriva! La vegetazione è talmente fitta che qui non passa nemmeno uno spiraglio di luce: si è quasi costantemente in ombra!

Sembra di passeggiare in un mondo incantato, dove la natura domina incontrastata e selvaggia e si lascia intravedere solo in parte.

Come ci racconta la nostra guida, inoltrarsi da soli nel bosco può essere disorientante, si finisce col perdersi. Molto meglio allora camminare sui sentieri segnalati, godendo di tutta la pace e la magia che la Foresta Umbra è in grado di restituire a chi giunge qui.

In estate è un rifugio perfetto dal caos della costa, ma in questo periodo dell’anno, con la primavera alle porte, è un vero incanto.

Faggi, querce e lecci secolari, pini neri, agrifogli e castagni: nella Foresta Umbra la natura suona la sua dolce musica fra le fronde degli alberi, una melodia ipnotica in grado di fermare il tempo.

Con un’estensione di 13.000 ettari, per gli amanti del trekking è il luogo ideale, ma anche per le famiglie: bambini e adulti rimangono affascinati dai simpatici daini ospitati nella riserva (mi raccomando, osservateli e non disturbateli!).

Se avrete fortuna e sarete sufficientemente silenziosi potreste anche vedere un esemplare di capriolo garganico: la Foresta Umbra è la sua casa da sempre.

Laghetto d'Umbra Parco Nazionale del Gargano
Il Laghetto d’Umbra, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano

VICO DEL GARGANO

Vico del Gargano per noi è stato il paese dell’amore, il nostro rifugio romantico e la nostra culla gastronomica: ci abbiamo lasciato il cuore e sappiamo già che torneremo.

Passeggiare di prima mattina tra i suoi vicoli bianchi, chiacchierare con le persone del posto, ascoltare le storie di chi non ha mai lasciato il borgo perché “un paese così non esiste da nessun’altra parte al mondo”, ci ha regalato una vacanza felice e che non dimenticheremo.

Durante il periodo della festa patronale dedicata a San Valentino, il borgo di Vico del Gargano si trasforma in un tripudio di arance e mille colori: non perdetevela!

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Vico del Gargano borgo

Vico del Gargano è uno dei borghi più belli d’Italia e visitando il suo centro storico capirete ben presto il motivo.

Vicolo del Bacio è uno stretto passaggio dove gli innamorati potevano camminare insieme solo abbracciandosi stretti stretti: oltre questo passaggio, si giunge in Piazzetta Terra, un angolo davvero romantico!

Affascinante l’antico frantoio ipogeo Trappeto Maratea, che un tempo apparteneva alle famiglie nobili di Vico e oggi ospita un bellissimo museo dedicato alle usanze agresti del borgo pugliese.

A poca distanza si trova la Chiesa Matrice, l’edificio più antico di Vico, che custodisce la statua di San Valentino. La passeggiata vi porterà poi lungo le antiche mura che circondano il nucleo originale di Vico e poi a scoprire le botteghe del paese.

Non perdetevi il laboratorio di Maria Voto, tessitrice ormai di fama internazionale che utilizza due telai dell’Ottocento, e i dolci della sposa del maestro pasticciere Di Maria.

Alle porte del paese, dalla parte occidentale vale la pena di visitare l’Abbazia di Santa Maria Pura, mentre nella zona orientale, proprio di fronte al Convento dei Padri Cappuccini, potrete ammirare un leccio secolare, piantato nel 1730.

Vico del Gargano è anche il paese degli agrumi: tutto il territorio circostante è dedicato in buona parte alla coltura delle arance, una risorsa importantissima per il borgo pugliese.

La celebre “Bionda del Gargano” non è solo bella da vedere, ma soprattutto buona: Francesco e Gianni Canestrale ce ne hanno regalate alcune che, una volta a casa, sono finite in un battibaleno tra spremute e spuntini pomeridiani.

Nel periodo in cui gli aranceti traboccano di frutti, una passeggiata tra i filari può regalare una giornata indimenticabile: un vero viaggio sensoriale tra profumi e sapori unici!

Vico del Gargano borgo

Piazzetta Terra, romantico punto di incontro degli innamorati a Vico del Gargano
Vico del Gargano mura
Torre e antiche mura di Vico del Gargano
Trappeto Maratea Vico del Gargano
Trappeto Maratea, antico frantoio ipogeo di Vico del Gargano oggi trasformato in museo della cultura contadina
Santa Maria Pura Vico del Gargano
L’Abbazia di Santa Maria Pura, a Vico del Gargano

ISCHITELLA

Con meravigliosi scorci sul Lago di Varano, il borgo di Ischitella rivela la bellezza del suo centro storico piano piano, vicolo dopo vicolo.

La nostra passeggiata parte da un luogo affascinante e misterioso al tempo stesso: il Convento di San Francesco.

Proprio davanti alle porte del convento si trova l’Albero di San Francesco, al quale è legata un’antica leggenda. Si racconta che il Santo, giunto qui dopo un lungo peregrinare, avesse conficcato nel terreno il proprio bastone, il quale prese a germogliare. Il Diavolo, invidioso del miracolo, ribaltò l’albero che si stava formando, ponendo le radici all’aria. La sua intenzione era ovviamente quella di farlo morire, ma ancora oggi l’albero, seppur secco, è lì al suo posto: nessuno è riuscito a dare una spiegazione a questo fenomeno assai strano.

In un borgo che custodisce un mistero così particolare, non può che capitare di incontrare personaggi unici.

La visita al piccolo laboratorio del liutaio Enzo Valente è stato un momento davvero emozionante: pizzicando le corde dei suoi capolavori in corteccia d’ulivo, Enzo ci ha portato nel suo mondo, fatto di passione e creatività.

Le sue opere d’artigianato sono eccezionali sia nella fattura, sia nella tecnica di elettrificazione, per la quale il liutaio ha ideato un brevetto particolare. Se volete scoprire il suo laboratorio e ammirare le sue meravigliose chitarre, troverete Enzo in Via Luigi di Stolfo a Ischitella.

Enzo Valente Ischitella
Il liutaio Enzo Valente di Ischitella
Enzo Valente liutaio Ischitella
Banco di lavoro di Enzo Valente, il liutaio di Ischitella

Continuiamo la nostra passeggiata tra i vicoli di Ischitella ed ecco un’altra amenità: i tralci delle viti si sono fatti strada tra le pietre e abbracciano i palazzi del centro storico. Ischitella ha un passato legato ad un evento drammatico, un forte terremoto nel 1600 che ha distrutto buona parte del borgo vecchio. Nella successiva ricostruzione, gli abitanti hanno probabilmente voluto preservare ciò che la natura aveva regalato loro.

Ischitella del Gargano
Scalinata a Ischitella

E’ ora del tramonto quando raggiungiamo invece Carpino, borgo nel quale il regista Jules Dassin ha trovato ispirazione per il film “La legge”, nel quale i protagonisti erano due grandi attori italiani: Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni.

Saliamo la scalinata che ci porta al belvedere e ammiriamo lo spettacolo del sole scendere oltre il Lago di Varano.

 

IL LAGO DI VARANO

Nel cuore del Parco Nazionale del Gargano si trova il più grande lago dell’Italia Meridionale: il Lago di Varano.

Alimentato da sorgenti d’acqua dolce e separato dall’Adriatico da una sottile striscia di terra dove crescono pini e eucalipti, sulle sue rive il tempo sembra essersi fermato.

Nella roccia calcarea si possono ancora vedere le antiche caverne che furono abitazioni dei primi ad insediarsi nella zona. Guardiamo verso l’orizzonte, si intravedono le Isole Tremiti al di là dell’istmo, dove oggi sorgono diversi stabilimenti balneari.

Luca, la nostra guida, ci rivela: “In estate tante persone vengono qui al mare, però basta spostarsi verso ovest, camminando un po’, per trovare un angolo tranquillo. Una pace assoluta.”

Lago di Varano
Veduta del Lago di Varano, si intravede l’istmo che lo separa dal Mare Adriatico

Lago di Varano

Lago di Varano

Lago di Varano
La luce romantica del tramonto sul Lago di Varano

C’è un detto foggiano che dice: “‘A vite è n’affacciate de fenestre”, la vita è un’affacciata di finestra, va vissuta intensamente perché è breve.

Nei nostri quattro giorni tra i borghi del Gargano, non ce lo siamo fatti ripetere due volte e, curva dopo curva, il paesaggio selvaggio di questo angolo di Puglia ci è entrato nel cuore, riempiendo i nostri occhi.

Quando ripenso a quei giorni felici, un brivido mi scorre lungo la schiena quando ricordo gli istanti sul trabucco di Mimì: sembrava quasi che qualcuno mi stesse abbracciando con delicatezza, era una sensazione bellissima e commovente, che non dimenticherò. Poi sei arrivata tu, e mi hai abbracciato senza dirmi nulla, e volevo che quel momento non finisse più.

Trabucco di Mimì Peschici

Articolo in collaborazione con Daunia Press Tour

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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12 commenti su “Di trabucchi, foreste incantate e borghi del Gargano: cosa vedere a Peschici e dintorni”

  1. È stato bello rivivere il viaggio nel Gargano attraverso i vostri occhi e le vostre emozioni. Abbiamo vissuto una bellissima esperienza insieme! A presto, ragazzi! Un abbraccio grande

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    • Grazie di cuore Andrea e scusa per l’immenso ritardo con cui ti rispondiamo! 🙂
      L’esperienza del blog tour è stata splendida, davvero: speriamo di replicarla presto! Un abbraccio grande da tutti e due! 🙂

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  2. Mi avete fatto rivivere le emozioni provate la scorsa estate in occasione del viaggio in sidecar in questa terre. Ho adorato questi luoghi per la loro bellezza, per la gente incontrata e, non per ultimo, per la straordinaria cucina. Grazie ragazzi

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    • Caro Falupe, ricordo benissimo il tuo post e i tuoi consigli, ricordo che mi dicesti che di questi posti ce ne saremmo innamorati e così è stato! Che bello il Gargano, che belle emozioni che riesce a trasmettere! 🙂
      Grazie a te per le tue parole che vengono dal cuore! 😉

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  3. Trasmettere emozioni, questo dovrebbe fare un blog e Ale, come al solito, le vostre sensazioni arrivano dritte al lettore che finisce per viaggiare con voi alla scoperta dei vostri luoghi. E non viaggia soltanto, ma percepisce gli umori, le emozioni e persino i profumi. Sì, perchè io ho sentito il profumo delle Bionde del Gargano avvolgere l’aria. Ho immaginato la quiete sul Lago di Varano e sentito i caldi raggi del sole su Peschici in quell’angolo in cui il mare sembra fondersi con il cielo con le casette bianche a ricordarci che spesso i luoghi paradisiaci sono più vicini di quanto possiamo immaginare.
    Grazie per avermi fatto sognare!

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    • Cara Simo, wow, grazie davvero! Mi fai arrossire così! 🙂
      Intanto voglio chiederti umilmente scusa per tutto questo tempo in cui hai atteso una risposta: solo ora, di ritorno dalla Thailandia, ho trovato il modo di farlo. Il viaggio in Asia ci ha rapito il cuore, e conquistato ogni secondo, però se oggi ripenso ai nostri giorni nel Gargano, beh, un dolce sorriso mi ritorna sul viso. Quei giorni sono stati felici e spensierati e quei luoghi, una volta conosciuti, restano dentro: non c’è niente da fare.
      Davvero, non c’è bisogno di fare mille ore di volo per trovare posti paradisiaci: essi sono sempre più vicino di quanto possiamo aspettarci! 🙂
      Grazie ancora, un abbraccio grande!

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  4. Che zone meravigliose. Grazie al vostro racconto mi è sembrato per un attimo di essere li con voi.
    Mi segno tutti i luoghi che avete nominato per un eventuale prossimo viaggio in zona.

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  5. Leggere le vostre emozioni e poi dargli forma con le vostre foto è sempre speciale ragazzi! Mi sono incantata su quel salice piangente in riva al lago e poi sulle foto degli alberi della Foresta Umbra (un autentico spettacolo) e chi se l’aspettava una foresta incantata così nella nostra Italia?! *_*
    E poi il trabucco di Mimì è una cosa struggente! Quante ne ha viste e sentite secondo me! 😉 Sono stata sul Gargano ma non mi sono spinta fin sul mare…un grosso errore che spero di rimediare presto! Un abbraccio ragazzi e grazie per la dose serale di #cosebelle! :*

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    • Col capo cosparso di cenere e il cuore in mano, sono qui a chiederti scusa Dani, per tutto questo tempo durante il quale hai atteso una risposta! La Thailandia ha avuto un effetto oblio, per diversi giorni non ho pensato al blog e a chi aveva dedicato una parte del suo tempo a scriverci. Ora devo rimediare, in qualche modo: inizio col ringraziarti di cuore, perché per noi hai sempre parole d’affetto! E poi, posso dirti che in questi giorni ho lavorato sodo sul viaggio thailandese, e spero di portarti con noi oltreoceano, farti vivere le emozioni che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, farti sentire la spiritualità di quei giorni nella giungla, il rumore del mare all’alba. Forse così un po’ mi potrai perdonare! Grazie Dani, davvero! 😉

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  6. Quando si parla di Gargano, ogni volta, mi esce un cuoricino azzurro che mi rimanda a settembre 2017. I miei 5 giorni nel Gargano sono stati meravigliosi, in una terra estremamente bella.
    Ora me lo fate tornare in mente voi, con questo articolo in cui vedo quei cuoricini azzurri nei vostri occhi.
    Il Gargano rapisce, poco da dire.
    Anche io ho soggiornato a Peschici, una delizia. C’è un angolino addirittura che mi ha catapultato a Santorini: porticina azzurra, su sfondo bianco, e fiori rosa sui muri. Pazzesco, mi sono innamorato!
    Contento dell’esperienza che avete vissuto! Ci tornerei all’istante, giuro. E chissà che bello fuori stagione…

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    • Caro Pietro, ti chiedo scusa per questa risposta tardiva: tra il viaggio in Thailandia e le mille cose da fare al rientro, solo ora trovo il modo di risponderti! Spero mi capirai…Tornando al Gargano, hai proprio ragione: rapisce, conquista, fa innamorare. Quello scorcio greco è una roba incredibile: trovarselo di fronte sbucando da un passaggio ombroso è una sorpresa inaspettata e magica! 🙂
      Per forza poi vengono gli occhi a cuoricino, è inevitabile! 😉
      Fuori stagione è speciale, perché non ci sono rumori, confusione, non c’è nessuno: un po’ è un peccato, perché questi luoghi meriterebbero di essere vissuti in ogni stagione, ma un po’ è anche una fortuna, perché trovarsi lì ad ascoltare il mare e godersi luoghi splendidi come quelli che regala il Gargano in tutta tranquillità non ha proprio prezzo!
      Un abbraccio, a presto! 😉

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