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Cosa vedere a Chichen Itza: 7 curiosità sul sito archeologico più famoso del Messico

La prima volta che visitai Chichen Itza ero poco più che un ragazzo, se devo essere sincero poco interessato agli aspetti mistici e storici legati a questo importantissimo sito archeologico messicano.

Quest’anno, durante il nostro viaggio zaino in spalla attraverso tutto il Messico, le cose sono andate diversamente: ero molto curioso di scoprire i segreti del più grande insediamento della civiltà Maya.

Dietro ad ogni singola costruzione di Chichen Itza vi sono riferimenti astronomici, matematici, religiosi e mitologici

Nessuna scelta architettonica è casuale, ma anzi apre una finestra affascinante sulla cultura precolombiana che ha caratterizzato buona parte del Centro America per oltre 3.000 anni.

Oggi vi raccontiamo cosa vedere a Chichen Itza, tra curiosità, leggende e consigli pratici per visitare il sito archeologico più famoso del Messico.

Pronti, trolley…via!

Cosa vedere a Chichen Itza: l’equinozio e l’ombra del Dio Serpente

Uno dei momenti più suggestivi per visitare il sito archeologico di Chichen Itza è in occasione dell’equinozio d’autunno e di primavera.

In quei due precisi momenti dell’anno il sole è posizionato esattamente sopra all’equatore e la lunghezza del giorno è quasi uguale a quella della notte.

I raggi del sole cadono esattamente perpendicolarmente rispetto all’asse di rotazione terrestre ed è proprio per questo motivo che sulla grande Piramide di Kukulkan è possibile assistere ad un gioco di luci ed ombre impressionante.

Sulla scalinata nord orientale, in quei due giorni dell’anno, si può ammirare un gigantesco serpente piumato che scende e risale lungo i gradoni: è il dio Quetzalcoatl (che i Maya chiamavano Kukulkan), mitico animale che simboleggia il principio cosmico della dualità.

I Maya avevano costruito la piramide, conosciuta anche con il nome di El Castillo, in modo tale che in occasione dei due equinozi vi fosse quel particolare effetto ottico. 

Oltre a questo, sono tantissimi i particolari che rimandano a Kukulkan, come ad esempio le due colonne poste sulla facciata principale che simboleggiano due serpenti con le mascelle aperte.

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La Piramide di Kukulkan a Chichen Itza, conosciuta anche come El Castillo
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Dettagli della piramide di Kukulkan
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La scalinata della piramide di Kukulkan a Chichen Itza

Cosa vedere a Chichen Itza: la piattaforma di Venere

Posta di fronte alla Piramide di Kukulkan, la piattaforma di Venere è un edificio meno imponente e impressionante del Castillo, ma non meno importante.

Come risulta dal Codice di Dresda, i Maya avevano studiato a fondo il pianeta Venere, analizzando il moto e le fasi che lo contraddistinguono e su questi dati basarono i calcoli del loro calendario, quello che, se ricordate, doveva sancire la fine del mondo nel 2012.

Terra e Venere sono legate tra loro da una risonanza orbitale con un rapporto di 8/13: vale a dire che nello stesso tempo in cui la terra orbita intorno al sole 8 volte, Venere lo fa ben 13 volte e, in quel preciso momento i due pianeti sono perfettamente sincronizzati.

L’ossessione dei Maya per Venere si propagava in ogni aspetto decisionale, dalla quotidianità fino alla guerra. 

Per questo la piattaforma davanti a El Castillo ha una enorme importanza per l’antica civiltà mesoamericana: qui probabilmente venivano effettuati rituali e sacrifici in onore delle divinità.

Guardando con attenzione i bassorilievi lungo le quattro pareti della piattaforma, si può ammirare Venere raffigurata con artigli di giaguaro che spuntano dalle mascelle di un serpente piumato, Kukulkan.

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La piattaforma di Venere a Chichen Itza
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Teschi raffigurati nella piattaforma di Venere, Chichen Itza

Il campo del gioco della palla a Chichen Itza

Durante il nostro soggiorno nello Yucatan abbiamo avuto la fortuna di assistere dal vivo ad un antico rituale condiviso da tante civiltà mesoamericane: il gioco della palla.

Il gioco era legato al culto del Sole, che ogni giorno doveva tornare a splendere abbandonando il mondo delle tenebre. 

Il campo di gioco rappresentava la Terra, mentre la palla era il Sole

Si affrontavano due squadre di sette giocatori, che dovevano stare ben attenti a non far cadere il pallone, in quanto non avrebbero permesso al Sole di rinascere.

A Chichen Itza vennero rinvenuti ben sette campi dedicati al gioco della palla, il più grande dei quali si trova vicino alla grande piramide di El Castillo: lungo ben 166 metri e largo 68 metri, aveva alte pareti laterali oblique, alte fino a 12 metri.

Circa a metà di queste pareti si trovano degli anelli di pietra, dentro i quali i giocatori avrebbero dovuto far passare la palla in caucciù per segnare un punto a favore della propria squadra.

Detta così sembra piuttosto semplice, in realtà era una vera impresa, tanto che nel momento in cui la palla passava finalmente oltre l’anello la partita terminava.

Tra i motivi della grande difficoltà per segnare il punto c’era il peso della palla, di circa 4 chili, e il fatto che i contendenti dovessero colpirla con l’anca, senza poter utilizzare dunque le mani.

Per i perdenti non finiva bene: il leader della squadra veniva sacrificato, come testimonia uno dei pannelli del campo di gioco, in cui si può chiaramente vedere una figura decapitata dalla cui ferita si sprigiona il sangue.

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Il campo della palla di Chichen Itza

Il Sacro Cenote di Chichen Itza

Sul lato settentrionale del sito archeologico di Chichen Itza si trova il Sacro Cenote, luogo di pellegrinaggio dei Maya e motivo per il quale proprio in questo angolo dello Yucatan venne costruita la più importante città dell’antica civiltà precolombiana.

Questo cenote è di grandi dimensioni e di forma quasi circolare, ma non è balneabile come invece lo sono i Cenotes de Cuzamà, ad esempio, che abbiamo visitato durante il nostro viaggio attraverso il Messico.

I cenotes sono presenti in larga scala nello Yucatan e sono fenomeni geologici dovuti alla presenza di roccia calcarea erosa dall’acqua, fintanto che quest’ultima non incontra un substrato impermeabile. 

Così si formano i laghi sotterranei sacri ai Maya: non solo importanti riserve idriche, ma anche punti di passaggio tra la vita terrena e l’oltretomba

Non a caso nel Sacro Cenote venivano compiuti sacrifici umani e gettati oggetti preziosi in onore delle divinità.

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Il Sacro Cenote di Chichen Itza

Cosa vedere a Chichen Itza: El Caracol, l’osservatorio astronomico

Ci spostiamo nel settore orientale del sito archeologico, per scoprire un’altra della cose da vedere a Chichen Itza: El Caracol.

Si tratta di un osservatorio astronomico che presenta una grande cupola circolare costruita su un edificio rettangolare, al cui centro vi è un’ampia scalinata.

I portali d’accesso sono allineati con i punti dell’equinozio di primavera e d’autunno e all’interno dell’osservatorio venivano studiati i moti dei pianeti e i cicli di Venere.

Un’altra particolarità di El Caracol (letteralmente “la Lumaca”) è che gli spigoli nord-est e sud-ovest dell’edificio sono allineati rispettivamente con i punti in cui sorge l’alba del solstizio d’estate e quello in cui si assiste al tramonto del solstizio d’inverno.

Davanti a El Caracol abbiamo letto inoltre la curiosità relativa al giorno fuori dal tempo: secondo la tradizione Maya, considerando 13 lune ogni 28 giorni, il calendario galattico era composto da 364 giorni. 

Comparato con il calendario gregoriano, restava escluso un giorno soltanto: si trattava del 25 luglio, per l’appunto il giorno fuori dal tempo.

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El Caracol, l’osservatorio astronomico di Chichen Itza

I Maya e il ciclo delle Pleiadi

Dall’osservatorio astronomico di El Caracol si studiavano anche i movimenti delle Pleiadi: questa costellazione era un altro riferimento importante per la civiltà mesoamericana, tanto che il calendario sacro (lo Tzolk’in) era basato proprio sul ciclo delle cosiddette “sette sorelle”.

In particolare Alcyone, la stella più luminosa dell’intera costellazione, era considerata dai Maya la casa dei loro antenati: per questo, a lei attribuirono la compassione e la saggezza.

Inoltre, studiando attentamente il movimento di Alcyone, notarono che il sistema stellare si allineava perfettamente al sole ogni 52 anni.

Astronomia e filosofia si fondono per i Maya in un pensiero unico: al compimento dei 52 anni si riteneva che una persona avesse la maturità necessaria per guidare il proprio popolo, poiché la stella di Alcyone tornava nell’esatto punto in cui si trovava nel giorno della nascita.

Il complesso di Las Monjas

Nell’esplorazione di Chichen Itza devo dire che mi ha colpito particolarmente, dal punto di vista architettonico e stilistico, il complesso di Las Monjas (delle Monache).

Probabilmente il nome è da ricondurre ai conquistatori spagnoli, in quanto gli edifici del complesso, comprensivi di tante abitazioni, ricordavano loro i conventi in terra natia.

Lo stile architettonico invece è il Puuc, con grandi incisioni geometriche e la presenza di Chaac, il Dio della Pioggia.

Il tempio principale del complesso è ricco di maschere dedicate alla divinità: i Maya pensavano ne esistessero ben 4 di Chaac, ognuno con la propria brocca (in realtà si pensava fosse una zucca!) piena d’acqua. 

Se i quattro Chaac avessero versato contemporaneamente l’acqua dai loro contenitori, avrebbero inondato il mondo.

Va da sè che il culto dei Chaac fosse quasi un’esclusiva dei contadini e la conferma è che ancora oggi vengono venerati dai Maya, mentre invece molte altre divinità legate alle sfere elitarie della società vennero presto dimenticate.

Nella tradizione della civiltà mesoamericana, i Chaac erano dei giganti con delle asce di pietra in grado di scagliare fulmini sulla terra. Avevano le rane come alleate, poiché il gracchiare delle stesse preannunciava l’arrivo delle piogge.

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Cosa vedere a Chichen Itza: il complesso de Las Monjas
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Scultura raffigurante Chaac, il Dio della Pioggia per i Maya

Il nostro viaggio tra le curiosità e i misteri di Chichen Itza, il sito archeologico più famoso del Messico, termina qui.

Quale di questi aneddoti ha colpito di più la tua immaginazione?

Ti aspettiamo nei commenti!

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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2 commenti su “Cosa vedere a Chichen Itza: 7 curiosità sul sito archeologico più famoso del Messico”

  1. Chichen Itza è uno di quei luoghi che ci porteremo per sempre nella nostra mente e nel nostro cuore!
    Nonostante siano passati più di 20 anni ci ricordiamo ancora, come se fosse ieri, la meraviglia di questo sito archeologico e la magia che si percepiva sfiorando ogni singola pietra!
    Con questo splendido articolo ci avete fatto rivivere quelle meravigliose emozioni!
    Grazie mille ragazzi!

    Rispondi

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