Trekking di confine: dall’Abetone al Libro Aperto

Nelle terre selvagge al confine tra Emilia-Romagna e Toscana.

Già, per noi modenesi l’Appennino che separa la nostra provincia dalle terre toscane rappresenta la meta ideale per una fuga alla ricerca di libertà e avventura.

Zaino in spalla e pranzo al sacco, io e Kiki amiamo esplorare le cime delle nostre montagne soprattutto in agosto, quando le temperature cittadine si fanno roventi e la voglia di aria fresca è più che altro una necessità.

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Panorama dal sentiero che conduce alle cime del Libro Aperto

Oppure a settembre inoltrato, quando si cominciano ad intravedere i colori pre-autunnali che sono una meraviglia per gli occhi.

Oggi vi raccontiamo la nostra avventura sul Libro Aperto con partenza dall’Abetone, un’escursione adatta a tutti che da la possibilità di ammirare panorami eccezionali percorrendo il crinale appenninico al confine tra Emilia Romagna e Toscana.

 

LE PIRAMIDI DELL’ABETONE

La partenza della nostra escursione è dalle piramidi dell’Abetone. Proprio così, ad aspettarvi nel paese di confine vi attendono due piccole piramidi erette ai tempi del Granducato di Toscana e del Ducato di Modena.

Proprio lì a pochi passi troverete anche l’ufficio turistico, dove è possibile recuperare una mappa gratuita dei sentieri, ovviamente non particolareggiata, o acquistare la carta dei sentieri più “professionale”.

Lasciate a questo punto le piramidi alle nostre spalle, imbocchiamo via dell’Uccelliera. Dopo circa 100 metri svoltiamo a destra, percorrendo una strada asfaltata fino a che una freccia in legno non ci indica l’inizio vero e proprio del sentiero 00, quello che ci condurrà sul crinale del Libro Aperto. Siamo a 1400 metri s.l.m, parte la nostra avventura!

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L’inizio del sentiero C.A.I. 00 all’Abetone

IL SENTIERO C.A.I. 00

Seguendo le indicazioni, ci si inoltra all’ombra degli abeti che contraddistinguono questo territorio. Non siamo esperti di botanica, ma prima di partire abbiamo letto che qui si possono vedere due tipologie di abete, quello bianco e quello rosso.

Il sentiero è un continuo saliscendi agevole e ben segnalato nei meandri della foresta che prende il nome di “Boscolungo”: affascinante e da romanzo fantasy!

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Nella foresta di “Boscolungo”

Camminiamo per circa un’ora buona prima di raggiungere la “Foce delle Verginette”: qui la foresta lascia spazio all’azzurro del cielo e alle vette appenniniche. Nel tragitto di circa 1h15 minuti abbiamo affrontato un dislivello di 100 metri complessivi e ora ci troviamo ad un’altezza di 1500 metri s.l.m.

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A “Foce delle Verginette” la foresta lascia spazio all’azzurro del cielo e a un bel panorama

La Foce delle Verginette è l’approdo ideale degli escursionisti gourmet: qui si trova infatti il Rifugio Casetta di Lapo e il menù ci fa venire l’acquolina in bocca, ma per noi non è ancora tempo di fermarsi!

Il rifugio “Casetta di Lapo”: il menù ispira molto!!

A questo punto del percorso c’è la possibilità di scegliere come raggiungere la cima del Libro Aperto: o proseguire in direzione Lago della Risaia (sentiero n. 495), con un percorso leggermente più lungo (10 minuti in più) ma più dolce, oppure continuare sul sentiero 00 e salire rapidamente verso la destinazione.

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Al bivio noi abbiamo optato per il sentiero C.A.I. 495 verso il Lago della Risaia

 

LA SALITA IN VETTA

Scegliamo il sentiero 495 sia perché ci da l’idea di essere meno impegnativo, sia perché si inoltra nuovamente tra la vegetazione e considerando che il sole batte forte preferiamo trascorrere un altro po’ di tempo all’ombra.

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Detta come va detta, il Lago della Risaia non riusciamo proprio a capire dove sia, forse è in secca a causa della mancanza di precipitazioni che ha contraddistinto questa estate 2017.

In ogni caso il sentiero verso il Libro Aperto è ben segnalato, lo seguiamo attraverso la vegetazione e ora la salita, seppur agevole su terra battuta, si fa decisamente più impegnativa.

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In poco più di mezz’ora oltrepassiamo la zona boschiva: davanti a noi si apre un magnifico panorama e le cime del Libro Aperto sono ben visibili in tutto il loro splendore!

La giornata di sole e il cielo azzurro fanno da contrasto ai verdi prati, l’aria è fresca e comincia anche a soffiare un vento deciso da sud mentre ci avviciniamo alla prima delle due vette del Libro Aperto.

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Le cima del Monte Rotondo, una delle due vette del Libro Aperto

Per raggiungere l’anticima, il Monte Belvedere (quota 1896 m.s.l.m.) ci trasformiamo in scalatori provetti: occorre infatti arrampicarsi sulla roccia per conquistare la vetta! Vi possiamo assicurare che la salita non è affatto difficile e non si è mai esposti o in condizioni di pericolo.

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Kiki alle prese con la salita tra le rocce 🙂

Inoltre c’è un’alternativa molto più agevole per salire sulla cima del Monte Rotondo e nient’altro è che seguire il sentiero principale, l’ormai famoso 00 ben segnalato nella cartellonistica CAI. Durante la nostra escursione abbiamo visto più di un bambino salire agevolmente con i genitori fino alla cima principale (quota 1937 m.s.l.m.).

La salita all’anticima ci impegna per un altro quarto d’ora e alla fine, dopo 2 ore di trekking eccoci finalmente sul Libro Aperto!

 

UNA FATICA BEN RIPAGATA

Lo spettacolo del panorama dall’alto del Monte Belvedere ripaga della fatica fatta: da un lato la vetta del Monte Cimone fa da padrona, ma spostando lo sguardo a 360° si possono ammirare tutte le principali cime dell’Appennino tosco-emiliano.

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La stazione meteo del Monte Cimone e le valli sottostanti
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Soddisfatti alla meta! 🙂

Il Corno alle Scale verso ovest e più vicino la Croce Arcana, luoghi affascinanti e ricchi di storia e mistero. Le verdi valli della Toscana, dove scorre il torrente Sestaione, tra le province di Lucca e Pistoia. E ancora l’Abetone e il comprensorio sciistico che in inverno è meta prediletta degli snowboarders.

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Panoramica dalla cime del Monte Belvedere
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La vetta del Monte Rotondo e il crinale appenninico verso il Corno alle Scale
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Il sentiero C.A.I. 00 sale verso la cime del Monte Rotondo. Oltre, le valli toscane

Ci affascina molto il sentiero che prosegue sul crinale in direzione est, verso la Croce Arcana e probabilmente sarà meta di un prossimo trekking!

Il vento soffia impetuoso ancora da sud, così decidiamo di stendere il telo appena al di là del crinale e goderci il pranzo al sacco con vista. La giornata è davvero magnifica e, dopo esserci letteralmente divorati i due gnocchini e le barrette di cioccolata, il pisolino è d’obbligo prima di intraprendere il viaggio di ritorno.

 

RITORNO A L’ABETONE

Per tornare a valle questa volta seguiamo il sentiero C.A.I. 00, oltrepassando la Selletta del Libro Aperto raggiungiamo la vetta principale della catena montuosa, il Monte Rotondo (quota 1937 m.s.l.m.), scendendo poi senza difficoltà tra roccette e sassi.

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La discesa sul sentiero C.A.I. 00 dal Monte Rotondo
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Uno sguardo verso est

Percorsi due-trecento metri, ci voltiamo ad ammirare le cime sulle quali abbiamo sostato e da qui si percepisce bene il motivo per il quale questo tratto appenninico ha preso il nome di Libro Aperto. Le due vette sui lati e le verdeggianti scarpate sottostanti appaiono come un immenso libro adagiato sul mondo. Quando si dice che dobbiamo imparare a leggere i segnali della natura…

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Le cime del Monte Rotondo e del Monte Belvedere viste dal sentiero C.A.I. 00

Continuiamo la discesa sul sentiero 00, tra costoni di roccia e terra battuta. Il tratto ha un bel dislivello a differenza del sentiero 495 e ben presto siamo di nuovo alla Foce delle Verginette, dove incontriamo molte persone venute a trascorrere la giornata all’aria aperta.

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L’ultimo tratto di discesa prima di raggiungere nuovamente Foce delle Verginette

Con diverse ore di cammino sulle spalle, attraversare i saliscendi tra gli abeti di Boscolungo è leggermente più impegnativo che al mattino.

Ad ogni modo dopo un’altra oretta di cammino siamo di nuovo all’Abetone, soddisfatti e cotti a puntino!

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INFO UTILI

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Lunghezza complessiva percorso: 12,65 km
Tempo impiegato: 5 h 30 min (compresa pausa di 1 h 30 minuti circa per pranzo)
Dislivello: 567 m
Difficoltà: Bassa, percorso adatto a tutti

Alessandro Mazzini

Alessandro Mazzini

Ho iniziato a viaggiare quando ero ancora bambino e da allora non ho più messo la testa a posto. Scoprire posti nuovi è la cosa che più mi piace e mi fa stare bene...E da quando conosco Chiara condivido questa passione con lei, che è la mia metà! Insieme prepariamo il trolley per la prossima destinazione, che sia una fuga d'amore, una semplice gita fuori porta o un'avventura da ricordare per tutta la vita!

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